19 ottobre, 2018

Fortitudo, Boniciolli lascia per problemi di salute

Fortitudo, Boniciolli lascia per problemi di salute
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna

La conferenza stampa straordinaria avvenuta questo pomeriggio dove Matteo Boniciolli si vede costretto a dire basta (per ora), a causa dei suoi problemi di salute.

Molto brevemente. Qualcuno di voi forse sa che ieri sono stato piuttosto male al punto di non essere nelle condizioni di guidare la squadra in una partita molto importante.

Gli esami clinici al quale sono stato sottoposto a Villalba tra ieri sera e questa mattina hanno escluso problemi gravi, però hanno evidenziato il fatto che il recupero che io ho cercato di fare, sperando di fare gli interessi della società alla quale io sono molto legato, è stato un recupero molto affrettato che mi ha portato ad avere tutta una serie di problemi di stanchezza unita allo stress che fa una parte magnifica di questo mestiere.

Di conseguenza ho reputato serio recarmi oggi pomeriggio dal mio Presidente e  grande amico Christian Pavani, dicendogli che, siccome mi è sempre piaciuto negli ambienti di lavoro dove sono stato e dove sarò, essere considerato una risorsa e non un problema, mi sembra giusto che una società così ambiziosa che ha fatto in questi ultimi quattro anni dei passi enormi al punto di essere da tre anni a questa parte una contender per l’unica promozione in A1 dopo una bellissima promozione dalla Serie B alla Serie A, ribadisco che questa società venga guidata da un’allenatore in condizioni fisiche perfette nella quale io non sono in questo momento, che possa garantire da qui alla fine della stagione quello di cui la Fortitudo ha bisogno per fare quello che si può fare e cioè vincere il campionato. 

Io questo lo dico con un grande rimpianto, perché mi sento assolutamente parte di questa società e parte di questo programma, ma proprio perché mi sento parte di questa società e di questo programma non voglio mai che in qualche maniera alla fine di una stagione magari vincente qualcuno pensi dovevamo cambiare Matteo prima, allora sono stato io a suggerirlo al Presidente Pavani, c’è stato un fortissimo abbraccio che non dimenticherò mai in ufficio e da oggi non sono più l’allenatore della Fortitudo”.

Christian Pavani

Penso che nella storia dello sport, un allenatore che dice mi fermo per problemi di salute io non l’ho mai visto. Lo ringrazio perché in questi tre anni non ha fatto solo l’allenatore, insieme abbiamo costruito un club che era nelle ceneri e ha dato più di un contributo non solo in campo ma anche fuori e va ringraziato. In questo momento ci prendiamo un attimo di pausa, Matteo non ha fatto quello che doveva fare, ne abbiamo parlato più di una volta, ma si è sentito in dovere di arrivare subito e iniziare subito senza fare un post operatorio che era scritto. Non l’ha fatto perché teneva molto a tornare in palestra il prima possibile dove i suoi ragazzi lo aspettavano, ma chiaramente la salute ieri gli ha detto che chiaramente bisogna fermarsi. Quando lui oggi è venuto in ufficio da me, preferivo un altro genere di saluto, non questo, perché così lascia l’amaro in bocca. È giusto che si fermi perché la salute va messa davanti a tutto. Bisogna fermarsi e cercare di rimetterci a posto per riprendere il percorso, mi darà una mano, starà con noi, è un bel gesto che lascia veramente un gran amaro in bocca”.

Matteo Boniciolli

Se mi permettete, siccome vedo là mio fratello Stefano Comuzzo, devo ringraziare tutti: Marco, Stefano. Abbiamo costruito in questi anni con Parisi, Politi, Lopez e Tasini, con Rizzardi, con Devetag che devo dirvi, ho cominciato a pensare a questa scelta quando ieri sera mi ha accompagnato alla macchina che mi doveva portare all’ospedale piangendo. Io non sono un tipo da grandi retoriche, ma a tutte queste persone qua, naturalmente a Christian, al Presidente Muratori, oggi c’è qua anche il presidente Basciano. Devo soltanto ringraziare tutti, perché sono stati i tre anni più belli della mia vita, coinvolgimento in un ambiente di lavoro straordinario. So di non essere stato simpatico a tutti e questo mi interessa il giusto, l’unica cosa che so e con la quale conviverò da qui, sperando di allenare avanti perché è il mio mestiere, so di avere dato a questa società tutto quello che avevo, commettendo degli errori ma se dopo tre anni di percorso partendo da dove siamo partiti siamo a due punti dal primo posto in piena lotta per la promozione vuol dire che un piccolo contributo l’ho dato anche io, ma l’ho dato soprattutto grazie ad un gruppo di professionisti straordinari che costituiscono un gruppo di lavoro, credetemi, straordinario. Ho allenato in più leghe europee, ho fatto l’Eurolega, l’Eurocup, ho vinto l’Eurochallenge, ma un gruppo di lavoro come questo è difficile da trovare e invidio già chi sarà il mio sostituto perché si troverà a fianco di un gruppo di professionisti con qualità morali e professionali fuori dal comune”.

Christian Pavani

Alla fine di questa conferenza stampa cominceremo a lavorare per cercare un nuovo allenatore, con Matteo abbiamo detto che a giugno vedremo cosa succede. Stefano Comuzzo ha fatto un lavoro stupendo, dovremo parlare con lui, dovremo parlare tra di noi, ma in questo momento è giusto fermarsi e valutare e decidere alla fine di questa conferenza stampa il lavoro da fare per iniziare a lavorare per un nuovo percorso”.

Matteo Boniciolli

Ora rimango a vivere a Bologna, questa sera vado a vedere la nostra Under 18 che gioca una partita importante con Biella, mio figlio deve finire la scuola e io sto cercando casa a Bologna. La settimana scorsa ho incominciato, voi sapete quanto io detesti lo sport inteso come pratica sportiva, ma era previsto nel piano di recupero fisico dopo un mese e mezzo piuttosto duro, di  cominiciare a lavorare anche fisicamente per mettermi un po’ a posto. Ho cominciato la settimana scorsa e avrò un po’ più tempo per mettermi a posto perché io continuo a fare l’allenatore. È fondamentale perché mi piace, è il mestiere che amo è l’unica cosa che so fare, ma è chiaro che devo essere nelle condizioni fisiche per poter affrontare un lavoro durissimo dal punto di vista dello stress. Ad Astana il primario di pneumologia mi aveva dato un programma di varie settimane, ma io il giorno dopo ero già sull’aereo per Kiev per andarea a giocare una partita. Purtroppo sono fatto così, avevo qualche anno in meno, ho rischiato molto ho troppo rispetto delle persone che mi pagano per preoccuparmi di me stesso. L’altra volta non l’ho pagata e avrei potuto pagarla, questa volta l’ho pagata e al di là del discorso della mia salute che è importante ma non è giusto che un programma di questo genere dipenda dal fatto se sono o no in condizioni di guidare una partita.

Al di là della valutazione della partita di ieri che io non ho visto, che so essere stata molto negativa, nonostante continui a credere che questo mestiere debba essere un lavoro gioioso e che il combattimento sportivo debba essere vissuto con grande entusiasmo, quel gruppo di giocatori che sono entrati, e alcuni li ho visti e altri no perché ad un certo punto mi sono spento. Sono entrati nello spogliatoio degli allenatori e mi hanno visto disteso a terra sotto un piumino, bianco come un cadavere e sono venuti ad accarezzarmi la mano, probabilmente non sono entrati in campo con uno spirito particolarmente entusiasta.

Non è giusto, non è giusto perché la Fortitudo deve andare in Serie A, io spero di avere dato un piccolo contributo ad arrivare fino a qui, ci sarà la persona che verrà scelta dalla società che mi auguro possa completare l’opera, io sinceramente dalla televisione, se riuscirò a vedere le partite farò un grande tifo, sarebbe giusto andare in A1, sinceramente”.

State pensando ad un altro allenatore e ad un altro staff?
Pavani: “No, noi abbiamo il nostro staff”.

Come l’hanno presa i ragazzi?
Boniciolli: “I ragazzi non sanno niente. I ragazzi li vado a salutare domani, abbiamo il primo allenamento della settimana, li vado a salutare un quarto d’ora prima e ad augurare loro migliori fortune che se lo meritano, perché stanno lavorando duramente per un obiettivo, al di là di alcune cadute come quelle di ieri, difficilmente accettabili per chi tifa la società e non solo.

Ci tengo a ribadire che ieri hanno perso anche Trieste e Jesi che siamo secondi a due punti dalla prima a quattro giornate dalla fine con un calendario diciamo così, sicuramente non proibitivo con tutto rispetto delle avversarie che dovremo affrontare. Di conseguenza è tutto aperto sia per il primo che per il secondo posto, bisogna riconoscere che ci sono dietro squadre che stanno correndo, ma diciamo che se penso dove eravamo quando sono arrivato e se penso a dove siamo ora che sono costretto a lasciare, mi sembra che qualcosa l’abbiamo fatto. Insieme a Christian, insieme ad Andrea Tedeschi, insieme a tutti quelli che hanno lavorato con noi, e questo è un patrimonio che mi porto dietro indipendentemente da dove sarò l’anno prossimo”.

Qual’è stata la soddisfazione più grande?
Di soddisfazioni devo dire che no ho tante, con Lopez spesso ci raccontiamo che guardiamo gara 4 di finale con Brescia di due anni fa, Leonardo che gioca la semifinale di Eurocup con Reggio Emilia. In assoluto la più grande soddisfazione è la consapevolezza di dove eravamo tutti quanti noi quando sono arrivato e il fatto che da tre anni abbiamo 5.000 abbonati e la consapevolezza che già da molto tempo la Fortitudo è in A1 da mò, e il problema è la formula grottesca che anche quest’anno ne farà passare solo una. A far si che questa società nell’epoca d’oro non aveva di suo nemmeno un pulmino, e oggi ha un impianto di allenamenti che diventerà uno degli impianti più belli d’Italia se non d’Europa, una sede con una foresteria magnifica, un settore giovanile che ricomincia a lavorare e reclutare. I campionati si possono vincere o perdere per un tiro, ma culturalmente che nell’arco di questo periodo, è cresciuta come nessun’altra in Italia e mi auguro, penso di aver contribuito. L’abbraccio che ho avuto con Christian prima nel suo ufficio, mi fa pensare che lo pensi anche lui”.

Avete già pensato al profilo dell’allenatore?
Pavani: “Ti sono sincero, in questo momento non abbiamo pensato a nessuno. Al termine di questa conferenza stampa questa sera ci mettiamo a capire bene il profilo giusto per noi e capire anche se poi, scelto il profilo, a lui vadano bene le nostre condizioni. Non è un momento semplice ma ci mettiamo lì e cerchiamo il profilo giusto per dare continuità al nostro progetto, ora è tutto molto fresco. Come diceva Matteo sono stati anni difficili, di ricostruzione, non c’è solo il campo, ma c’è anche il progetto, ora valutiamo con calma”.

Sulla voce che ha girato di un probabile litigio coi giocatori?
Pavani: “Cazzate, va bene? Perchè lui era sdraiato su un lettino. Quello che ha detto quella roba lì è un porco, ok?”.

Boniciolli: “Cosa ti avrebbe detto quello lì? Che sarei stato male perchè c’è stato un alterco? Dagli il mio numero e digli che venga da me di persona a dirmi questa roba qua, ricordandogli che sono un violento, sono molto violento”.

Se dovesse fare un saluto ai tifosi che lo hanno sostenuto e quelli no?
Boniciolli: “Abbiamo vinto il 75% delle partite, non mi sembrava ci fosse il motivo… Guarda, l’unica cosa che faccio è ringraziare dal più profondo del cuore tutte le persone che mi hanno riaccolto, a partire dalla Fossa che all’inizio di questa mia esperienza era un po’ freddina, ma con la quale poi i rapporti poi si sono chiariti, tra persone civili ci si parla. Ci sono alcuni che invece non ringrazio. Innanzitutto i due che ci avrebbero fatto giocare la finale in campo neutro l’anno scorso, quelli non li ringrazierò mai, e non ringrazio questo che ha scritto che sono svenuto perchè ho avuto un alterco, che spero di incontrare di persona, ricordandogli che sono molto violento e, siccome siamo in vena di celebrazioni pasquali, auguro a tutti coloro i quali vivono così male il passare il loro tempo a scrivere cazzate sui social di guarire, perchè è una malattia molto peggiore della mia”.

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