23 settembre, 2018

Fortitudo dominante, Cento si ferma

Fortitudo dominante, Cento si ferma

ETERNEDILE BOLOGNA-TRAMEC CENTO 80-59
Eternedile
: Candi, Valentini 7, Lamma, Grilli 7, Iannilli 16, Samoggia 18, Montano 14, Mancin, Raucci 9, Carraretto 9. All. Vandoni.
Tramec: Stupazzoni ne, Vitali 4, Ikangi 4, Bianchi 26, Di Trani 4, Quarisa 3, Demartini 13, Carretti 5, Cutolo ne, Cavazzoni ne. All. Albanesi.

La Fortitudo batte Cento con una vera e propria prova di forza, e la blocca dopo nove vittorie consecutive. Tra gli ospiti, pesa tantissimo l’assenza di Cutolo, ma la partita della Fortitudo è davvero ottima. Ora ci saranno due trasferte consecutive (Lecco e Udine), nelle quali i biancoblù dovranno dimostrare che il cammino intrapreso con queste due vittorie consecutive è quello giusto.

LA CRONACA: La Fortitudo ritrova Valentini e fa esordire al Paladozza Marco Carraretto, salutato dall’ovazione del pubblico. In avvio è una bella partita, le squadre si affrontano a viso aperto e si rimane sempre punto a punto. Poi la Fortitudo infila un parziale di 9-0 che la porta sul 20-12 e, con l’inerzia della gara in mano, chiude il primo quarto sul 23-15.
Ad inizio secondo periodo, la Fortitudo riparte da dove aveva lasciato e trova un ottimo impatto da parte di Davide Raucci. Una tripla di Grilli ed una di Montano, permettono ai biancoblù di volare sul +16 al 15′ (36-20), che diventa +22 al 17′ (45-23). Solo un buon finale di quarto permette a Cento di scendere sotto le 20 lunghezze di scarto (47-31).
Gli ospiti partono meglio nel terzo quarto, ma non riescono ad avvicinarsi mai pericolosamente (il minimo svantaggio è un -14): si affidano troppo al tiro da tre punti che non entra (è 1/14 a fine terzo quarto) e alle iniziative solitarie di Bianchi (19 punti al ventiduesimo). Nel finale del quarto si scalda Samoggia che, con due triple di fila, permette alla Fortitudo di toccare il massimo vantaggio (65-40). Il quarto si chiude sul 67-47.
Con la partita ormai chiusa, l’ultimo periodo si apre con un 4-0 di Cento, al quale seguono due punti di Carraretto, poi per 4 minuti non si segna più e si rimane sul 69-51. Nel finale la partita si anima un po’, le squadre tornano a segnare e il finale è 80-59.

LA CHIAVE: La Fortitudo scava il solco tra fine primo quarto ed inizio secondo, quando trova un +20 che non è più recuperabile. A questo si unisce una grandissima difesa che lavora benissimo sugli esterni e blocca le bocche da fuoco biancorosse.

IL MIGLIORE: Giuliano Samoggia (foto www.fortitudobologna.it) se si vuole fare un nome, chiude con 18 punti frutto di un 6/11 dal campo (4/5 da tre). A questi unisce 7 rimbalzi, una stoppata e tre falli subiti, per un 19 totale di valutazione. Difficile però fare un nome più di un altro, visto che l’unità di squadra ha fatto la differenza: ottimo anche l’impatto di Raucci e Mancin, anche se hanno giocato pochi minuti.

I NUMERI: Bologna tira meglio dal campo (45% contro 31%), in modo particolare da tre: Cento dimostra di essere la peggior squadra del campionato in questa statistica e chiude con un 1/19 (5%). La Fortitudo va meglio a rimbalzo (45-39), distribuisce più assist (24-13), però ha più palle perse (16-11) e molte meno palle recuperate (13-4 a favore degli ospiti).

LE PAGELLE: Candi sv, Valentini 6.5, Lamma 6, Grilli 6, Iannilli 7, Samoggia 7, Montano 7, Mancin 6.5, Raucci 6.5, Carraretto 6. All. Vandoni 7.
Domani il pagellone con l’analisi completa delle statistiche individuali.

LE PAROLE: Vandoni: “I più grandi miglioramenti dovevano venire dalla difesa. Non è facile costruire una collettività quando non abbiamo sempre tutti i giocatori a disposizione. Abbiamo dimostrato, con grande intelligenza, di essere una squadra che si basa sulla difesa. Quando abbiamo saputo che Cutolo non avrebbe giocato, abbiamo cambiato il piano partita: abbiamo deciso di farli tirare da tre, una delle loro carenze. La squadra ha dimostrato di essere forte mentalmente, dimostrando di avere la capacità di cambiare gli atteggiamenti. Loro erano privi di un grande giocatore, ma a noi è successo lo stesso più volte. Nessuno cerca delle scusanti, ma se oggi non sono mai stati in partita è per merito nostro che abbiamo letto bene le situazioni. Noi con assenze importanti, non abbiamo mai perso di 20 punti, cosa che dimostra che la mia squadra ha cuore. Il coro della Fossa? Mi fa piacere e sono contento, anche loro stanno capendo che Claudio Vandoni ci mette il cuore. Il fatto di avere due giocatori come Valentini e Carraretto, porta a far sì che tutta la squadra li segua. Questa sera Montano ha fatto benissimo, così come Grilli. Come è andata la vendita delle arance? Benissimo, vorrei ringraziare tutti coloro che hanno partecipato: Bologna e Basketcity hanno vinto, dimostrando di essere un passo avanti rispetto a tutti”.

Iannilli. “Siamo stati bravi a lavorare sulle regole difensive che avevamo preparato da martedì. Siamo stati concentrati e alla fine è venuto fuori un bel risultato. L’aspetto emotivo ha influito tanto: ci ha fatto piacere vedere il palazzo quasi pieno, ci ha dato una grossa mano. Avevamo lavorato tutta la settimana su Cutolo, se fosse stato in campo sarebbe stata una bella gatta da pelare. Con tutto il rispetto per lui, la sua assenza ci ha favorito. Con Samoggia abbiamo un ottimo feeling: non abbiamo lavorato neanche più di tanto sulle situazioni che si creano tra i lunghi, con la nostra esperienza sappiamo bene come ci dobbiamo muovere”.
Albanesi: “Siamo stati troppo remissivi. La squadra ha reagito male, nonostante l’assenza di Cutolo. Abbiamo subito tantissimo in 1 contro 1, sia in attacco che in difesa e Bologna ha vinto con merito. Non abbiamo fatto la partita che volevamo, ma sarà un insegnamento per il futuro: se vogliamo essere una squadra di vertice, dobbiamo avere le spalle larghe. La partita contro Siena? Non voglio che sia una scusante, giocare queste partite fa bene e fa crescere. Noi abbiamo fatto molto bene fino a questo momento, ma abbiamo sempre avuto i piedi per terra. Ci sta avere una fase di flessione, ai playoff si azzera tutto e quest’anno sarà ancora più complesso”.

di Giacomo Bianchi

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