11 dicembre, 2017

Fortitudo, il preview del match con Verona

Fortitudo, il preview del match con Verona
Photo Credit To Fabio Pozzati / Fortitudo Pallacanestro Bologna

La scoppola alla fine è arrivata e pure forte. Il campo di Trieste si è dimostrato ancora una volta un fortino inespugnabile, Trieste stessa si è dimostrata più forte (in questo momento sicuro) e più “squadra” (questo di certo). I 25 punti subiti sono un bel montante da subire, ma bisogna rialzarsi subito, voltare pagina e riprendere da dove si era lasciato. Bisogna ragionarci sopra, certo, occorre capire il perché di una tale débacle, a volte sembrata più mentale che fisica, ci si deve aspettare di più da certi giocatori, Legion e McCamey su tutti, sono qua per questo in fin dei conti, per queste partite. Ma ora bisogna guardare avanti.

Verona è forse perfetta per questa situazione; una compagine tosta, ampiamente al livello della Fortitudo certo, ma di sicuro una squadra che farà sudare ogni pallone giocato. Ogni anno gli scaligeri partono con obiettivi ambiziosi che vanno via via scemando durante la stagione; arrivano a Bologna con uno score di 3-2, reduci dalla convincente vittoria casalinga su Mantova. Sulla panchina una vecchia conoscenza del basket bolognese, Luca Dal Monte, in campo un roster abbastanza lungo, fatto di 8/9 rotazioni, con due guardie americane di buon livello e un gruppo di italiani che sanno ampiamente il fatto loro. L’ex Tortona Greene ha alzato le sue medie realizzative (18 a gara), il pari ruolo Jamal Jones, novizio del nostro paese, lo segue a quasi 17 di media; il vero crack di inizio campionato è il sesto uomo di lusso Mattia Udom, 17 punti con quasi 7 rimbalzi e l’invidiabile 50% da tre punti. Matteo Palermo è il play titolare, Marco Maganza dovrebbe riprendere il suo posto al centro dell’area dopo aver smaltito i problemi fisici che lo stanno attanagliando. Amato e Pierich le riserve più credibili. Una squadra da non prendere sotto gamba, ottimo banco di prova per vedere se sono stati superati i problemi di Trieste.

Intanto la buona notizia è che si torna al Madison di Piazza Azzarita: non che a Rimini ci si sia trovati male anzi, ma le mura domestiche, il calore del pubblico, il fascino del palazzetto, beh è tutta un’altra cosa. La cattiva novella invece è che l’infermeria continua ad essere il vero tallone d’achille di questa squadra: c’è chi esce, Cinciarini, e chi ci rientra, Chillo e Fultz. E’ una Fortitudo abituata a giocare nell’emergenza: avanti così quindi, senza paura, spinti dal calore dei propri tifosi, liberando la mente dalle proprie insicurezze… Trieste è ormai lontana.

Luca Testoni

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