16 dicembre, 2017

Fortitudo, il preview del match contro Bergamo

Fortitudo, il preview del match contro Bergamo
Photo Credit To Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna

E alla fine anche Imola è andata. Con più patemi e sofferenze di quelle che sia il pre-gara che la partita stessa avevano fatto presumere. L’anno scorso fu Legion a risolverla con un paniere allo scadere, quest’anno è toccato al capitano Stefano Mancinelli mettere il classico canestro della domenica che ha scongiurato una sconfitta che sarebbe stata molto pesante visto il valore dell’avversario e l’andamento dell’intero match. L’incapacità di gestire i vantaggi è da sempre un cavallo di battaglia dei ragazzi di Boniciolli, capaci di dilapidare anche questa volta un vantaggio di 15 punti; gli ultimi 10 minuti di gioco rappresentano il vero tallone d’Achille di questa squadra che si vede troppo spesso recuperata dagli avversari, fortunatamente non quel tanto che basta per portarli alla vittoria. Ma a scherzare con il fuoco si sa, ci si può scottare. Comunque, siamo 6-1 ed è un bell’andare, pensando soprattutto al fatto che si è giocato da inizio anno nell’emergenza infortuni, che il roster non è mai stato al completo, che gli americani non hanno ancora espresso il loro valore, che si è stanchi e si vede.

Intanto in settimana si è rivisto in campo Fultz nello scrimmage che ha visto la Fortitudo battere la Libertas Pesaro, compagine di A1, per 73-67; il play bolognese è fondamentale nello scacchiere di Boniciolli, soprattutto nella gestione del ritmo nei finali di partita, cosa che McCamey non ha ancora ben chiaro. Il suo recupero per domenica risulta quindi molto importante; ai box dovrebbe rimanere il solo Chillo.

A visitare il Pala Azzarita sarà la neo promossa Bergamo che fin qui ha faticato e non poco nel salto di categoria; la vittoria nel week end scorso contro una derelitta Roseto ha parzialmente risollevato la classifica che li vede al terzultimo posto con uno score di 2-5. Squadra che punta a salvarsi, con un roster corto e modesto, dimostrato anche dall’eccessiva fatica a mettere punti a referto. Una compagine che non dovrebbe minimamente impensierire il cammino spedito della Fortitudo, nettamente più attrezzata degli orobici sia a livello individuale che di squadra. Il play-guardia domenicano Gelvis Solano (18 a partita ma con percentuali rivedibili) guida una truppa tutta italiana (il lungo danese Zahore ancora da decifrare) con l’esperto Fattori che fin qui ha fatto vedere le cose migliori (14 punti a gara). Squadra corta e poco esperta; partita da chiudere subito nei primi 20 minuti in modo da far rifiatare chi ne ha bisogno.

Luca Testoni

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