22 ottobre, 2018

Fortitudo, il preview del match contro la De’ Longhi Treviso

Fortitudo, il preview del match contro la De’ Longhi Treviso
Photo Credit To Fabio Pozzati / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Come il più classico dei proverbi insegna, il “non c’è due senza tre” se lo porta a casa ancora una volta Ravenna che, grazie al cielo, per il momento non dobbiamo più incontrare. Tre partite stagionali contro i cugini romagnoli, tre sconfitte, tre gare una diversa dall’altra: suicidio collettivo in quel del PalaDozza quando Martino aveva ormai deciso di mettere in campo anche gli accompagnatori, dominio giallo-rosso in Coppa Italia con la Fortitudo non pervenuta, e poi domenica ad un canestro dalla gloria. La più classica delle sconfitte oneste, dove te la sei giocata, hai avuto l’occasione per vincere, ti sono poi mancate le gambe per farlo. Ma obiettivamente non ci si può proprio rimproverare nulla: terza partita in poco più di una settimana, secondo overtime in tre giorni, carte d’identità con tanti kilometri sulle gambe, lo scatto che doveva portare alla vittoria questa volta è rimasto sui pedali. E pazienza, perché si è comunque primi, perché non è che gli altri siano poi così meglio, perché in fin dei conti la squadra è forte.

In settimana è arrivato il tanto agognato aiuto il cabina di regia, il nazionale britannico Okereafor, 25 anni, cresciuto cestisticamente negli Stati Uniti dove ha ben figurato nel campionato Ncaa, per poi passare dall’Estonia a Pistoia, per finire in Grecia, con medie punti non troppo rilevanti. Non certo il giocatore spacca partite, ma qualcosina in zona play ci voleva, con Fultz a corto di ossigeno nelle ultime uscite e un McCamey che, pur facendo vedere finalmente qualcosa di buono, non dà ancora tutta questa fiducia.

Domenica arriva Treviso e con sé porta ricordi dei bei tempi purtroppo lontani, quando si giocava per traguardi molto più importanti, quando il livello del basket italiano era ai vertici in Europa, quando sul parquet si sfidavano Myers da una parte ed Henry Williams dall’altra, forse il miglior americano passato dalla nostre parti negli anni ’90, tragicamente scomparso proprio questa settimana. Treviso, dopo un avvio di stagione a rilento, ha cominciato a macinare pallacanestro quando ha trovato la quadratura del cerchio, e viaggia 10-1 nelle ultime undici. Da gennaio può contare su un nuovo americano, Isaiah Swann, play da 12 punti e il 48% dall’arco; la punta di diamante rimane comunque l’ala Brown da 17+7, ben coadiuvato da un ritrovato Antonutti da 15+6. Doppia cifra anche per Musso, ottima stagione per Imbrò (9 punti e 45% da tre) e per Fantinelli che smazza 7 assist a gara. Squadra lunga e temibile, buon banco di prova per la caccia al primo posto.

Luca Testoni

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