26 aprile, 2018

Fortitudo, il preview del match contro Montegranaro

Fortitudo, il preview del match contro Montegranaro
Photo Credit To Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Com’è o come non è, sta di fatto che alla fine la vittoria è arrivata. Non certo una partita che entrerà negli annali del basket quella contro Forlì, ma era fondamentale tornare a muovere la classifica dopo due stop consecutivi perché alla Fortitudo si sa, quando sembra solo una piccola pioggerellina, alla fine diventa una tempesta. Questo non vuol dire che si siano cancellati tutti i problemi con un colpo di spugna ma occorre pur sempre vedere quello che c’è di buono dietro una prestazione comunque rivedibile: sempre sotto nel punteggio, la squadra non è crollata e quando è stato il momento ha fatto valere quelle individualità e quella lunghezza della panchina che devono obbligatoriamente differenziarla dalle altre compagini.

Entrando però di più nello specifico, è necessario ritrovare alcuni giocatori che si stanno smarrendo, partita dopo partita, in particolare i due americani. McCamey, stante l’assenza di Fultz, era chiamato ad una prestazione a tutto tondo, sia nell’organizzazione del gioco che nella produzione di punti; surclassato dall’esuberanza di Naimy, è uscito anzitempo dal gioco, costeggiando il resto della partita come un comprimario qualsiasi. Non certo più facile la situazione di Legion, giocatore ad intermittenza come le luci di Natale, capace di 2/3 fiammate consecutive per poi perdersi nei meandri del gioco per un’infinità di minuti. Scontato pretendere da entrambi un cambio di passo deciso ed un atteggiamento più propositivo.

E ora Montegranaro. Sfida di alta classifica, cosa non così scontata ad inizio anno, neopromossa che viaggia allo stesso ritmo della Fortitudo, grazie ad un calendario fin qui benevolo, ma soprattutto ad un gruppo con un entusiasmo sconfinato. Non parliamo delle vecchia Sutor, che ha vissuto discrete stagioni in Serie A, ma della “sorella” minore, alla prima esperienza in serie cadetta dopo anni di gavetta nelle serie minori. E qualche faccia la conosciamo pure, a cominciare da Valerio Amoroso, passato da Bologna su entrambe le sponde con amori alterni, che pur con 37 primavere sulle spalle riesce a collezionare numeri di tutto rispetto (13 punti 7 rimbalzi e 3 assist); poi Luca Campogrande, giocatore che Boniciolli utilizzava in momenti non sempre facili delle partite, tra lo scetticismo di parecchi tifosi, si sta ritagliando i suoi spazi con 8 punti a gara e il 40% da tre. Ma, come spesso accade, le sorti della squadra sono nelle mani dei due americani, il lungo Powell da 16+8 e la guardia Corbett dall’alto dei suoi 20 pt a match con quasi il 50% dal campo.

Luca Cocchi

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