26 aprile, 2018

Fortitudo, il preview del match contro Piacenza

Fortitudo, il preview del match contro Piacenza
Photo Credit To Fabio Pozzati / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Dopo essersi fatta il regalo di Natale, battendo la derelitta Roseto, per la Fortitudo è il momento di chiudere bene quest’anno solare, andando a prendersi due fondamentali punti nell’ennesimo derby emiliano, questa volta in casa della Assigeco Piacenza. Squadra che viaggia a metà classifica, costruita per arrivare il prima possibile ad una salvezza tranquilla, fin qui ha trovato punti principalmente tra le mura domestiche, se si eccettua lo scalpo in quel di Roseto, ma chi non se lo è preso finora. Come spesso accade alle compagini che puntano a campionati tranquilli, le fortune/sfortune passano dalla coppia di americani, la guardia Carlton Guyton capace di mettere a tabellino, oltre ai quasi 18 a gara, anche il 50% dal campo, e il connazionale Jonathan Arledge da 14+7. Con loro un gruppo di italiani dal tasso tecnico medio ma molto disciplinati tatticamente, a partire dal play Sanguinetti, passando alle ali Reati e Formenti, per finire con il lungo Infante. A farsi le ossa, anche l’ex Virtus Tommaso Oxilia. Una squadra dal tasso tecnico sicuramente inferiore a quello della Fortitudo, che predilige il gioco perimetrale faticando e non poco sotto le plance; sarà proprio in questa zona del campo, con la batteria di 4 a disposizione di Boniciolli, che la Fortitudo può far la voce grossa ed indirizzare a proprio favore la partita.

Squadra Bianco-Blu che, nonostante i tre mesi passati, viaggia con il cartello “work in progress” attaccato alla schiena. I due punti con Roseto non possono accontentare i tifosi e nemmeno levare quell’alone di fumosità che aleggia sulla squadra. Gli abruzzesi non dovevano rappresentare un problema per la Fortitudo e così infatti è stato; ma la partita, chiusa oltretutto con soli 12 punti di scarto, non ha portato quelle risposte che si attendevano. Boniciolli ha provato una delle sue mosse, rivoluzionando in toto il quintetto, provando così a dare una scossa a chi finora non aveva convinto; la risposta delle “riserve” c’è stata, Cinciarini su tutti (assente a Piacenza per un guaio muscolare), in poco tempo la squadra si è portata anche su +20, ma chi poteva prendersi il palcoscenico contro un avversario mediocre, beh non lo ha fatto. I due strangers sono rimasti, ancora una volta, ai margini del match, prendendosi pochissime responsabilità, l’attacco ha latitato e Roseto è rientrata anche sotto la doppia cifra di svantaggio senza far nulla di che se non presentarsi in campo. Non è riaffiorato certo lo spettro di Ravenna, ma non chiudere le partite sta diventando un problema non risolvibile. Bisogna trovare la quadratura del cerchio, capire su chi puntare e chi no, trovare i 7/8 uomini di fiducia su cui costruire la restante parte di stagione, perché aver la panchina lunga deve diventare un’arma non un problema, come lo è ora.

Luca Testoni

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