17 agosto, 2018

Fortitudo, il preview della serie contro Agrigento

Fortitudo, il preview della serie contro Agrigento
Photo Credit To Fabio Pozzati / Fortitudo Pallacanestro Bologna

E finalmente siamo arrivati al momento della stagione che tutti attendono da inizio anno, l’agognata lotteria dei playoff. Parola non usata a caso perché l’attuale metodo di promozione fa assomigliare questi playoff più ad una lotteria del “chi sopravvive ce la fa” piuttosto del “il più forte vince”. E’ inutile stare qui a disquisire sulla cervellotica formula di questa A2, questa è e questa ci teniamo, almeno per quest’anno visto che dal prossimo le cose dovrebbero cambiare. Ma speriamo che sia un problema di altri. La Fortitudo ci arriva da seconda in classifica, con il fattore campo a favore almeno fino alla semifinale; e già questo, oltre ad essere una novità in casa bianco blu, è un gran punto di vantaggio. La regular season, la quale promuove 16 squadre su 32 al turno successivo, è venuta spesso snobbata negli anni passati, tanto poi ci si sarebbe giocato il tutto per tutto negli scontri diretti; ma proprio la Fortitudo ha vissuto sulla propria pelle quanto sia importante giocare le gare decisive davanti al proprio pubblico.

Miglior piazzamento e miglior record degli ultimi tre anni, eppure i dubbi su questa squadra sono sempre tanti; pur riconoscendone l’indubbio valore del roster, la scarsa continuità di prestazioni danno meno credito a questa rosa di quanto ne avessero le due passate. Qualcosa probabilmente manca, sicuramente un costruttore di gioco di un certo livello, o un americano da venti a partita che ti possa risolvere determinate situazioni, o la capacità di chiudere le partite: vero anche che la profondità della panchina può essere un’arma fondamentale quando si gioca ogni tre giorni, anche se è improbabile che vengano usate sostituzioni compulsive Boniciolli’s style. Di contro, una rosa di ultra trentenni, da una parte ti può portare un valore aggiunto in fatto di esperienza, dall’altra la stanchezza può essere un fattore determinante. Staremo a vedere.

Primo turno che vede nuovamente Agrigento come avversaria. Squadra che ha chiuso settima ad ovest, record di 15-15, senza particolari obiettivi se non quello di non aver nulla da perdere. Come spesso accade, quasi tutto passa dalle mani americane del duo Cannon-Williams: il primo viaggia con quasi la doppia-doppia di media (15+10), l’altro, passato da Bologna sponda Virtus senza troppi sussulti, ai 13 punti aggiunge anche 6 rimbalzi e 4 assist. In cabina di regia non c’è più l’ex Piazza, sostituito dal ventiduenne Zugno che ha ben figurato in regular season. In doppia cifra anche l’ala Evangelisti, la guardia Pepe (ottimo sesto uomo) e l’altro esterno Ambrosin.

Luca Testoni

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