21 novembre, 2018

Fortitudo, Matteo Boniciolli intervistato da Mossini

Fortitudo, Matteo Boniciolli intervistato da Mossini
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Fortitudo Eternedile Bologna

L’allenatore Fortitudo Matteo Boniciolli ha parlato questa mattina a Radio Bologna Uno ospitato da Alessandro Mossini. Ecco un riassunto delle sue parole riportato da www.bolognabasket.it
Domenica avete una sfida con una corazzata.
Loro sono anni che fanno squadre per puntare alla promozione. Purtroppo la quasi assenza del loro Hollis fa il pari con la certa assenza di Amoroso, fermato perché non riesce a guarire da un problema che non è quello che aveva quando è venuto qua. In casa abbiamo perso solo una volta, di due punti, contro Trieste, speriamo comunque di farcela”.
La contingenza non ti aiuta, hai avuto spesso giocatori, in partita, che in settimana non si sono potuti allenare.
Ed è per questo che io sono contento di come sono andate le cose. Poco prima che io arrivassi qua eravamo 0-2 con Costa Volpino, ora ci dispiace aver perso a Treviso, davanti a 5000 persone, di poco. La gente è giusto che noti le contingenze, io da allenatore guardo i progressi che abbiamo fatto, il lavoro che abbiamo fatto è sotto gli occhi di tutti, non siamo stati fortunati, e speriamo di entrare nei playoff perché lì la competizione è diversa, e forse noi siamo più adatti a cinque gare in dieci giorni che non una alla settimana”.
La situazione di Amoroso?
È un problema che è venuto avanzando dal suo arrivo, e nell’interesse di tutti lo abbiamo fermato per rimetterlo in campo solo a certa guarigione. Lui e lo staff medico hanno cercato di unire recupero fisico e inserimento nella squadra, ma la cosa va interrotta: vero che meglio un bravo con problemi fisici che non uno scarso ma sano, però se i problemi sono tanti è il caso di fare uno stop. Speriamo che il problema addominale venga risolto in tempi brevi, e per la prima volta sono felice che ci sia una sosta. Poi ci sono acciacchi di stagione che hanno tutti, ma noi non abbiamo mai giocato due partite di fila con lo stesso assetto. Ora senza Amoroso dobbiamo ripensare a Raucci da 4, dobbiamo cambiare tutte le volte: io non ho disistima nei confronti dei miei giocatori, però abbiamo solo un esperto, Carraretto, che è un complemento e non è mai stato un protagonista, e tanti altri che questi livelli spesso li hanno visti solo in televisione. Comunque sia, e con americani che sono stati spesso fermi, siamo ottavi e con un calendario non difficilissimo”.
Quale è il percorso che può far arrivare ai playoff?
Non ci penso, spesso possono arrivare degli imprevisti. Ci sono 32 roster con 8 italiani per squadra, quindi si è pescato nel sommerso e per questo può esserci discontinuità. Noi come approccio ne abbiamo ciccate tre e mezzo, se vogliamo, e altrimenti abbiamo sempre giocato faccia a faccia con tutti: anche a Treviso, li abbiamo tenuti a 60 punti, cifra che in altri casi li ha portati a sconfitte casalinghe, e di questo un allenatore non può essere triste. Però i due giovani fanno 0/18: se fosse successo ad un Di Bella o ad un Bushati sarei arrabbiato, ma qui fa parte del percorso di crescita. È difficile coniugare formazione, crescita e risultati immediati: noi ci stiamo quasi riuscendo, sono orgoglioso di quanto fatto malgrado i problemi fisici, e grazie ad una società che ci ha sempre sostenuti. Se noi da neopromossa siamo a 24 punti, cosa deve dire Verona, costruita per vincere il campionato, che è davanti solo di poco e con noi è 0-2? Dobbiamo guardare il bicchiere mezzo pieno”.
Tempi per Amoroso?
Ce lo diranno i medici. Lui deve rientrare quando starà bene, non come adesso che ha giocato in condizioni precarie, altrimenti se deve allenarsi un giorno sì e altri no è solo tempo perso”.
Bucci presidente Virtus.
Mi fa piacere, è un grande allenatore e ha fatto la storia, anche della Virtus. Arrivare a questo ruolo è qualcosa di meritato, e noi colleghi con meno scudetti e trionfi di lui siamo felici”.
Capiterà un giorno anche a Boniciolli?
Io penso di essere meglio come dirigente che non come allenatore, quando ho avuto l’opportunità di gestire aspetti oltre a quello tecnico come a Teramo è arrivata salvezza con poco budget, o Avellino dove abbiamo vinto la Coppa Italia e qualificati per l’Eurolega. E anche in Fortitudo non è andata male. Non mi piacerebbe fare il presidente-immagine, vorrei avere ruoli operativi, ma penso valga per tutti”.
Digressione calcistica: quando un giocatore non gioca manda sempre a quel paese l’allenatore. Un pensiero su Totti-Spalletti?
Penso a Lamma: bisogna sempre saper scegliere il momento in cui smettere, e Totti forse è rimasto, come disse Oscar Eleni, prigioniero del sogno. Prolungare in eterno la tua carriera di atleta è sbagliato, dovrebbe occupare l’ufficio che ha già a Trigoria. Io ho vissuto due anni a Roma, so quante cose fa nel sociale, ma piuttosto che lamentarsi con l’allenatore perché non gioca avrebbe dovuto chiudere”.

Fonte: Alessandro Mossini (Radio Bologna Uno)

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