24 ottobre, 2018

Genovese e la Fortitudo: “Da pelle d’oca”

Genovese e la Fortitudo: “Da pelle d’oca”

Domenica la Fortitudo affronterà Montichiari, in una sfida di vertiche che, complice anche il riposo di Cento, garantirà la prima posizione. Tra i giocatori bresciani ci sono tanti ragazzi passati da “basketcity”: De Ruvo, lo scorso anno uno dei giovani della squadra allenata da Toto Tinti, Stojkov e Bonfiglio, giovani di grandi speranze del vivaio bianconero che però non sono sbocciati come si credeva e Salvatore Genovese, protagonista con Alex Finelli di quella Fortitudo che dopo essere caduta in A Dilettanti, vinse i playoff e raggiunse la A2 (che mai giocò per via dei problemi societari). È proprio con lui che abbiamo fatto una chiacchierata.

di Giacomo Bianchi

Salvatore, questa Montichiari dopo la semifinale playoff dello scorso anno si sta confermando in vetta alla classifica. Ve lo aspettavate o è una sorpresa? “Lo scorso anno la squadra ha fatto sicuramente un buon campionato, ma il livello era più basso rispetto ad oggi. Nonostante questo, fin dal primo giorno di ritrovo, sapevamo di essere una buona squadra e l’obiettivo adesso è quello di rimanere nella parte alta della classifica. È questo quello che chiede la società.”

Quindi non ci si vuole nascondere e si parla di promozione. “La società ha un progetto importantissimo. Il coach, Giulio Cadeo, è un vincente per la categoria e alle spalle del presidente Foschetti c’è Franchini, che fino a poco tempo fa era legato al Basket Brescia. In più abbiamo uno sponsor di livello, la Contandi Castaldi, leader nella produzione di Franciacorta in Italia. E poi ci sono le strutture adeguate, visto che giochiamo in palazzetto che tiene quasi 5.000 persone e ci alleniamo in un impianto di primissimo livello. Il club è quindi pronto per il grande salto. Che sia promozione diretta o in altro modo, poco importa. Noi dobbiamo rimanere in alto e giocarci le nostre carte fino alla fine.”

Tu, Stojvok, Bonfiglio: tutti giovani che forse meritavano palcoscenici più elevati della quarta serie. Perchè non avete trovato spazio nelle categorie superiori? “Penso che il problema sia legato alla situazione della pallacanestro italiana: in A1 giocano gli americani e per gli italiani c’è poco spazio, mentre in A2 ci sono poche squadre in grado di offrire proposte di livello. Con la crisi economica, molte società non hanno i mezzi, oppure se ne approfittano, vista la condizione degli altri. In più, anche lì ci sono gli americani e si fatica a trovare spazio. Personalmente ho scelto Montichiari per il progetto, quando mi hanno chiamato non ho avuto alcuna esitazione.”

Vincere con la Fortitudo significherebbe raggiungere il primo posto e mettere una seria ipoteca all’accesso alle Final 4 di categoria. Non sarà quindi solo una gara sui 40 minuti, ma potrebbe essere anche qualcosa di più. “Sicuramente, ma per come sono fatto io non riesco a pensare ad altro che alla gara contro i biancoblù. Sono abituato a ragionare partita dopo partita, non ce la faccio a pensare di giocare un’eventuale gara contro Siena: poi se accadrà benissimo, ma dobbiamo vivere alla giornata”

Torniamo ora indietro di quattro anni e mezzo. Se ti dico… “Gara 5 contro Forlì”, cosa ti viene in mente? “Mi viene la pelle d’oca. Quella serata lì fu un insieme di emozioni date anche da quello che avevamo vissuto durante la stagione. C’è stato il tiro di Malaventura, la festa a Forlì, il ritrono in pullman, la gente che ci ha accolto al Paladozza, la camminata fino a Piazza Maggiore. Fu uno spettacolo, il giusto epilogo di dieci mesi insieme, dalla vittoria nella Summer Cup fino al trionfo ai playoff. Fu una festa enorme, resa ancora più grande dal calore della gente che ci ha sempre seguito.”

Ritroverai Lamma, Sorrentino e Montano, tre giocatori che, con te, furono protagonisti in quella stagione. “Non vedo l’ora di rivederli, sicuramente troveremo il momento per abbracciarci perchè ho dei ricordi bellissimi legati a loro e a quel campionato. Purtroppo non riusciamo a vederci spesso, se non da avversari. Sul comodino tengo ancora un regalo di Montano, una sveglia del Milan che il ragazzo mi regalò per Natale! Quattro anni fa era ancora molto giovane e non trovava spazio, ora è esploso grazie anche all’aiuto di Lamma. Sono contento per lui, ma spero che domenica faccia qualche errorino in più.”

Cosa ti è rimasto della Fortitudo? “Quella fu una stagione incredibile, mi riguardo ancora i video su youtube e mi vengono i brividi quando scorrono quelle immagini. Eravamo un gran bel gruppo, spinti da un calore pazzesco della gente. Non lo nego: è stata la stagione più importante della mia carriera.”

Torniamo un attimo alla gara di domenica: come si batte la Fortitudo? “Noi siamo una squadra atipica, perchè il nostro allenatore ha un sistema di giocare molto particolare. Preferiamo guardare in casa nostra, piuttosto che preoccuparci degli altri. Però sono convinto che sarà una partita molto chiusa, molto fisica e molto difensiva. Noi siamo più piccoli di loro, quindi dovremo tenere testa alla loro fisicità dietro per poi cercare di partire in contropiede e correre per sfruttare le nostre armi”.

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