16 dicembre, 2017

Matteo Boniciolli post match Trieste

Matteo Boniciolli post match Trieste
Photo Credit To Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Le parole di Matteo Boniciolli coach della Kontatto Fortitudo Bologna, riprese dal sito bolognabasket.it nella conferenza stampa al termine del match contro l’Alma Trieste, partita che i bolognesi hanno giocato in trasferta al PalaRubini Alma Arena a Trieste nell’anticipo delle ore 14:15, per quella che è stata la 20. Giornata di Campionato (5. giornata di ritorno) di Serie A2 Girone Est.

Matteo Boniciolli

Devo fare i complimenti a tutti, perchè è stata una partita di una intensità straordinaria. Non voglio inimicarmi i miei colleghi e i presidenti di A1, ma la cornice e il prodotto tecnico di queste due squadre è stato di altissimo livello. Mi sono molto divertito, ho visto avversarie che si sono affrontate a viso aperto, e toccatevi ma secondo me Trieste può vincere la Coppa Italia. Io sono contentissimo: Legion alla seconda settimana di preparazione, Candi appena arrivato, Gandini che aveva preso un colpo, Raucci e Mancinelli influenzati, essere arrivati ad un tiro dal pareggio a me basta, visto il momento della stagione.

A Legion ho detto che questa partita gli ha fatto capire quanto il suo talento gli sia servito per giocare in squadre dagli obiettivi diversi dai nostri, ma ora avrà bisogno di molto lavoro fisico. Sarò noioso, ma un campionato che offre queste cose, il basket di Treviso e Virtus, Trieste, quello che possiamo fare noi, e una sola promozione non è accettabile. Continuare a tenere basse queste piazze per chiusure inspiegabili non fa bene al movimento.

Io e il mio staff pensavamo che oggi avremmo avuto una autonomia di 25’, e sono contento che quando sembrava che l’inerzia fosse stata presa da loro, con un quintetto pesante siamo arrivati ad un tiro dal pareggio, e se Ruzzier lo avesse segnato sarebbe andata diversamente. Questa stagione regolare è qualcosa per cui gli allenatori devono lavorare sul doppio binario, l’attualità e la prospettiva. L’attualità mi farebbe arrabbiare, ma in prospettiva sono contento”.

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