23 Maggio, 2019

Virtus, le grandi sfide playoff contro Cantù (parte 1)

Virtus, le grandi sfide playoff contro Cantù (parte 1)
Photo Credit To Virtuspedia, Ezio Liporesi e Giganti del Basket

Cantù è una trasferta ultimamente poco favorevole alle V nere, ma in passato, soprattutto nei playoff, fu spesso terra di conquista per le V nere.

1976-77

Nel 1976/77 la seconda fase era organizzata in due gironi di quattro squadre e le prime due di ciascun raggruppamento accedevano alle semifinali. Nel girone A Mobilgirgi e Sinudyne, entrambe con 8 punti, terminarono rispettivamente al primo e secondo posto, davanti al Gira Fernet Tonic con 6 e al Cinzano Milano con 2. Nell’altro girone Forst Cantù al comando con 10 punti, poi la Fortitudo a 8.

In semifinale la Virtus si trovò a dovere affrontare la Forst. Gara uno in Brianza è senza storia a favore dei padroni di casa, 99-81 ma a Bologna si ribalta tutto e trionfano le Vu nere 98-71, un divario ancora superiore. Si rende necessaria la bella in programma il lunedì di Pasqua a Cantù in diretta Rai. Comanda Cantù nel primo tempo con margini superiori ai dieci punti, poi la rimonta della Virtus fino alla parità. A 10 secondi dalla fine due liberi per Antonelli, segna il primo e Serafini schiaffeggia il rimbalzo sul secondo libero permettendo alle Vu nere di conservare palla e la preziosa vittoria che garantisce l’accesso alla finale, dove le V nere vengono sconfitte da Varese in due sole gare.

Nella stagione successiva formula analoga e in semifinale arrivano ancora Varese, Cantù, la Virtus (con sole tre vittorie nel girone, grazie alla differenza punti nei confronti diretti con la Perugina jeans Roma), mentre la quarta squadra è l’Althea Rieti. I bolognesi e i canturini si trovano nuovamente di fronte e l’andamento della sfida è molto simile a quello di dodici mesi prima: vincono di 10 i brianzoli in casa, 83-73, netto successo della Virtus tra le mura amiche, 100-83, e nella terza partita al Pianella di Cucciago, dopo un avvio favorevole alla Gabetti che prende sette punti di vantaggio, è prepotente il ritorno dei bianconeri i quali, trascinati da Caglieris e Roche che fanno letteralmente impazzire Marzorati, mantengono la Virtus costantemente tra i 10 e i 20 punti di vantaggio e vincono 79-90.

Il ritorno dei molti tifosi bolognesi giunti in Lombardia è molto festoso nonostante alcuni pullman debbano fare il viaggio Cantù-Bologna con finestrini rotti per una fitta sassaiola proveniente dai fossi adiacenti alla strada che scende a valle. Per la Sinudyne anche una rivincita della Coppa delle Coppe persa a Milano, proprio contro la Forst poco meno di un mese prima. In finale prevale ancora Varese, ma stavolta in tre partite, perché la squadra di Peterson riesce a vincere la gara di Bologna.

1978-79

La stagione 1978/79 è quella dello scudetto di Driscoll allenatore, Cosic e Wells stranieri, il primo tricolore di Villalta, conquistato contro il Billy di Peterson, con un netto 2-0 in finale e un mirabolante 92-113 in gara due. È anche la prima stagione in cui si giocano playoff classici, tutti ad eliminazione diretta, con le V nere che erano arrivate in finale superando Antonini Siena e Arrigoni Rieti, quindi stavolta nessun incrocio contro Cantù.

1979-80

Le strade delle due squadre si incrociano nuovamente nell’annata successiva, il 1979/80. La Virtus approda in finale superando Grimaldi Torino ed Emerson Varese. Contro la Gabetti vittoria a Bologna 94-89 e bis a Cucciago per 88-91 con 37 punti di Jim McMillian, formidabile americano, che forma con Cosic una coppia di valore incommensurabile.

Virtus 1979-80
1980: festa scudetto a Cantù, Jim McMillian esulta, Edward Cuthbert “Terry” Driscoll viene abbracciato dalla folla (foto tratta da Virtuspedia).


1980-81

Le due squadre si ritrovano anche nella finale della stagione seguente: la Sinudyne, reduce dalla beffa di Strasburgo, dove senza l’infortunato Jim McMillian (carriera conclusa per lui), ha perso per un solo punto la finale di Coppa dei Campioni contro il Maccabi, subendo un arbitraggio a dir poco sfavorevole, confeziona un playoff memorabile. Giunta quinta nella fase precedente sovverte il fattore campo vincendo gara uno a Pesaro con un canestro di Villalta allo scadere (83-84) e chiude il conto a Bologna, poi fa lo stesso contro Varese (nella prima partita deve fare a meno anche di Bonamico), 88-90 in Lombardia all’overtime e 70-68 in casa.

La prima partita di finale è un calvario per i bolognesi, 98-69, ma a Bologna, dove i canturini arrivano già sicuri di festeggiare contro una Virtus in formazione tutta italiana perché anche Marquinho deve dare forfait, succede l’imprevedibile: una formazione con otto decimi del vivaio (solo Caglieris e Villalta non hanno giocato nelle giovanili bianconere) supera gli avversari 85-79 e li costringe alla bella, nella quale i bolognesi, sempre con la medesima formazione, lottano ma escono sconfitti. Dopo tre sfide di playoff vinte contro Cantù, chiudendo la serie sempre con una vittoria in trasferta, le V nere per la prima volta devono soccombere, ma lo fanno a testa alta.

1981-82

La sfida però continua, dopo due incroci di semifinale e due di finale ne stanno per arrivare due nei quarti, nel 1981/82, dopo avere eliminato Livorno negli ottavi, tre gare molto tirate contro Cantù, 90-87 in trasferta, 83-78 a Bologna e nella bella, occorrono ben due supplementari per decretare la semifinalista.

La Virtus ha l’occasione di vincere sia nei 40 minuti regolamentari, sia nel primo supplementare, ma nel secondo supplementare con Cantù avanti di 4 e con Bariviera in lunetta sembra tutto perso; ha a disposizione un 2+1, vigeva infatti la regola che se si sbagliava uno dei primi due liberi si aveva diritto a un terzo, ma commette 3 errori (entrerà nella storia bianconera due anni dopo con un doppio errore ancor più decisivo) e Fredrick, 38 punti in 50′, si erge a protagonista decisivo, confezionando un 6-0 che porta i bianconeri, guidati in panchina da Aza Nikolic, in semifinale, dove i bolognesi trovano la Scavolini e solo un tiro allo scadere di Zampolini in gara tre a Pesaro toglie alla Sinudyne la sesta finale consecutiva. Dopo tre scudetti e tre secondi posti la Virtus non è più tra le prime due del campionato.

Zam Fredrick
Zambolist “Zam” Fredrick nella bella dei quarti a Cantù: 38 punti e trionfo dopo due supplementari (foto tratta da Giganti del Basket).


(leggi la seconda parte)


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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