20 maggio, 2018

Alessandro Ramagli post match Forlì

Il video e le parole della conferenza stampa di coach Alessandro Ramagli al termine del match contro l’Unieuro Forlì dove i bianconeri si sono aggiudicati il derby emiliano-romagnolo in trasferta al PalaFiera col risultato di 69-77, nell’anticipo valido per la 27. Giornata di Campionato (12. giornata di ritorno) di Serie A2 Girone Est di Regular Season. La differita televisiva è prevista sempre per lunedì 3 aprile in seconda serata su TRC canale 15.

Alessandro Ramagli

“Oggi è il giorno giusto, questa vittoria la dedico al nostro Presidente Alberto Bucci e a parimerito a mia moglie visto che oggi è il suo compleanno. Qui ci aspettavamo una battaglia e battaglia senza esclusione di colpi, è stata con lealtà e voglia di combattere, perché queste partite si vincono se si mostra di essere più duri e non solo più bravi e noi secondo me non solo siamo stati più bravi, perché abbiamo condotto la partita per 40 minuti, ma siamo stati anche duri per quanto era necessario essere, in una partita giocata in un clima festoso ma partecipe dove ogni canestro della squadra di casa, com’è giusto che sia, veniva festeggiato con grande enfasi. Questo dal punto di vista emotivo era uno degli aspetti che mi premevano di più, siamo stati in grado in una partita giocata punto a punto di essere sempre presenti senza mai farci trascinare da quello che poteva essere l’ambiente esterno. Gli aspetti che mi interessavano erano relativi alla nostra durezza e relativi al nostro controllo emotivo quindi direi che la partita ha molte cose che ci portiamo a casa volentieri come questa vittoria che in trasferta ci mancava da un po’ di tempo. Tutti questi aspetti rendono la partita molto positiva e la vittoria molto importante, noi la prendiamo volentieri sapendo che dovremo ancora fare miglioramenti significativi, ma questa partita ci ha detto molte cose su quello che sarà il nostro cammino”.

Cos’ha detto questa partita vinta sul vostro cammino? Che siete duri mentalmente come ha richiesto esserlo magari nei playoff in trasferta quando il clima sarà caldo come oggi o altro?

“Sì, non mi ripeto, questo di questo aspetto lo ha detto e ha detto che tecnicamente abbiamo saputo giocare una paritta un po’ diversa cercando di essere costantemente impegnati nell’attaccare l’area. Non è un caso che siano venuti tanti punti dentro l’area anche con percentuali molto alte, quindi quello su cui eravamo in difetto nella partita di Trieste dove non eravamo riusciti ad avere lo stesso impatto qua invece oggi lo abbiamo fatto e lo abbiamo fatto fin dall’inizio, poi abbiamo un po’ smesso perché ci siamo un po’ fatti trascinare dall’esecuzione di giochi che sono di solito il canovaccio abituale della nostra pallacanestro, abbiamo cercato in quel momento un pochino meno invece non solo la palla dentro l’area ma anche l’idea di attaccare attraverso le penetrazioni, quindi  tutto questo nel corso della partita ha avuto un significato molto importante. Non è banale dire che la partita l’abbiamo spaccata con una serie di canestri da tre punti che sono nati con una penetrazione o con la palla dentro per far collassare la difesa e trovare poi degli scarichi che hanno liberato i tiratori. Questi tre elementi, l’aspetto fisico, l’aspetto mentale e l’aspetto tecnico ci hanno dato indicazioni utili relative al nostro cammino”.

È una partita però che avete cercato di spaccare più volte, siete andati avanti tre quattro volte in doppia cifra o vicini alla doppia cifra e non siete mai riusciti…

“A parlare pare semplice, perché seduti qua a parlare o in panchina o sulla linea laterale pare semplicissimo, ma la verità è che ci sono anche gli altri”.

Dove avete sofferto, allora?

“Abbiamo sofferto… Abbiamo sofferto contro una squadra che non ci stava a perdere com’è normale che sia. Una squadra che fino a un mese fa in queste partite qua doveva andare sotto nel punteggio, ballava un po’ e lasciava che la partita scappasse via, invece nonostante l’assenza di un giocatore importante hanno trovato sempre le energie mentali fisiche e caratteriali per riportare la partita sul filo dell’equilibrio. Ci sono anche gli altri in campo e fanno di tutto per riportare la partita su quei binari che sono più consoni che in quel momento era sotto nel punteggio. Anche quando sono andati sotto di un punto o due, non ricordo ma siamo stati equilibrati e abbiamo messo la barra a dritta e soprattutto difensivamente, non ricordo quante palle sporcate abbiamo toccato nell’ultimo quarto forzando Forlì a giocare situazioni di isolamento, e lì siamo stati molto funzionali perché abbiamo recuperato tanti palloni e anche qualcuno lo abbiamo trasformato in contropiede, il che è un aspetto molto significativo, abbiamo resistito dietro e abbiamo avuto la capacità di stare belli solidi creando l’opportunità di mettere un gap che potesse essere decisivo nell’economia della partita”.

Voi avete un tesoro in questa squadra che è Lawson, chiedo se un suo maggior coinvolgimento, un suo maggior uso può essere uno degli aspetti da migliorare per il vostro cammino da qui ai playoff e come giudica Umeh che ha avuto una partita a due facce e si è acceso nel terzo e quarto periodo mentre nel primo e secondo è stato un po’ a guardare e a vedere…

“La prima risposta è che il coinvolgimento di Kenny per noi è molto importante e lui è il giocatore che è stato coinvolto di più, è sempre stato col più alto numero di possessi nella nostra squadra fin che non si è fatto male, poi si è fatto male, è tornato durante la Coppa Italia in condizioni ancora poco stabili dal punto di vista fisico e quindi c’era bisogno di un periodo nel quale lui tornasse a trovare una condizione fisica decente.  Lui è un giocatore che può giocare trenta minuti, il fato che ne abbia giocati di meno in questo periodo è collegato a questo perorso di recupero, però direi che è un giocatore che noi sappiamo come coinvolgere. Ci hanno detto che non sappiamo passargli la palla spalle a canestro ma stasera ha tirato 9/12 da due, ci hanno detto che era diventato un 4 tiratore perché in una partita aveva fatto 7/8 da tre punti. La verità che sappiamo coinvolgerlo spalle a canestro e l’abbiamo fatto oggi, sappiamo coinvolgerlo fronte a canestro e l’abbiamo fatto nella partita con Trieste, c’era bisogno che lui tornasse ad avere una condizione decente perché era lontano dalla decenza fino alla settimana scorsa, dieci giorni fa. E questa è la prima risposta.

La seconda risposta su Umeh è semplice, lui è un giocatore che si accende in situazioni occasionali. In una partita dove noi chiedevamo di provare a coinvolgere molto i nostri lunghi che i nostri esterni è chiaro che lui non è stata la nostra prima opzione. È normale quindi che nella prima metà della gara sia rimasto un pochino più ai margini della partita, poi senza aver cambiato molto lui ha avuto la capacità di coinvolgersi pur mantenendo lo stesso canovaccio della partita, anche non essendo in quel momento il nostro punto ideale e questo è un sintomo molto importante per noi cioè, nel momento in cui lui riesce ad essere acceso è importante anche quando non lo cerchiamo necessariamente anche con 15 situazioni di uscite dai blocchi però è fondamentale intanto perché ha difeso come un forsennato e questa non è cosa da poco, ma poi nel momento più delicato della partita l’ha spaccata. Lui e non solo lui, ma l’ha contribuita a spaccare, quindi è una chimica che noi abbiamo e conosciamo, ci sono momenti della partita in cui lui sembra più dormiente, e per certi versi anche lui un po’ si rammarica di questo, il fatto di non essere coinvolto come prima punta, ma nel momento in cui lui ha questi rendimenti nei momenti chiave della partita e riesce a darci quella spinta decisiva anche con giocate che non gli sono richieste come prima punta secondo me questo è un segnale di squadra matura, di una squadra che se non ha un apporto da parte dei suoi americani costante con 25 tiri a partita, chi ha questo tipo di predisposizione è più facilmente limitabile. Secondo me noi con questo tipo di chimica siamo meno facilmente limitabili”.

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