19 ottobre, 2018

Con due scudetti si saluta degnamente la Sala Borsa

Con due scudetti si saluta degnamente la Sala Borsa
Photo Credit To Archivio SEF Virtus

Nel 54-55 La Virtus ha un girone di andata con un insufficiente ruolino esterno: se le sconfitte a Trieste e Milano erano da mettere in preventivo, costano care quelle nella capitale, contro l’AS Roma, e a Venezia. Comunque al termine del girone d’andata la Ginnastica Triestina comanda con 16 punti, Milano e le V nere ne hanno 14 e il Gira, battuto nel derby 51-39, 13.


Nella foto in alto Borletti-Virtus 59-51 del 18 dicembre (anticipo al sabato): salta Calebotta, di spalle Canna, a destra Gambini, di fronte Carlo Negroni (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Se i bianconeri hanno lasciato 8 punti per strada saranno la metà nel ritorno; sono costretti al pareggio a Varese travolgono la squadra di Trieste per 93-48, con 37 punti di Calebotta, poi il 19 marzo devono affrontare il Gira, che conduce 54-52 a pochi secondi dalla fine, quando Tracuzzi ruba palla a Lucev, serve Canna che subisce fallo e trasforma i due liberi. Arriva così un pareggio che mantiene la Virtus, che intanto è passato al comando della classifica, in testa per un punto, davanti alla Ginnastica Triestina. Nei recuperi contro Reyer e As Roma i bianconeri vendicano le sconfitte dell’andata, con Calebotta che segna, rispettivamente 46 e 36 punti (Nino sembra non aver digerito le gare perse nella prima parte di campionato!) .

Poi si arriva alla penultima giornata, in programma il 17 aprile, con ancora con il minimo vantaggio in classifica: in mattinata la squadra di Tracuzzi, allenatore e giocatore, cade a Pesaro, “in un campo all’aperto, bagnato – sono parole proprio di Tracuzzi –” con il sole negli occhi , ma nel pomeriggio il Gira fa un favore storico ai cugini. Con grande orgoglio batte la Ginnastica Triestina, con Lucev che si fa male nel primo tempo, ma continua a giocare per aiutare i compagni. Il 1 maggio, nella gara finale la Virtus attende il Borletti, campione uscente, in Sala Borsa (dove ha sempre vinto, tranne il punto lasciato nel derby, …in cui però giocava in casa il Gira). In una bolgia incredibile i bolognesi trionfano per 72-57 e conquistano il titolo. Ancora Tracuzzi descrive il gioco di quella squadra: “La nostra era una pallacanestro diversa. Allora per vincere il campionato bastava avere i giocatori più forti degli altri… noi facevamo 3 o 4 allenamenti alla settimana per 8 ore complessive, con pochi palloni… tecnicamente però il nostro basket era apprezzabile: c’era una buona predisposizione al rimbalzo (perché in allenamento i palloni non bastavano per tutti e bisognava cercarseli ad ogni costo), poi noi facevamo una 1-3-1 molto lunga che arrivò in Italia quell’anno. In attacco c’erano giochi a due, a tre, sfruttavamo molto la statura di Calebotta“. Proprio Nino è quarto nella classifica cannonieri, dietro Zorzi, Stefanini e Riminucci.

Virtus 1954-55

La Festa scudetto (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Prosegue anche l’attività internazionale, in particolare una tournée in Jugoslavia prima del campionato, con un pareggio con la Nazionale jugoslava, che poi viene a vincere di un punto a Bologna in ottobre; il torneo di Barcellona a fine campionato, con il terzo posto finale per una Virtus priva di Canna ma con in campo Alesini, protagonista del caso dell’estate precedente: la Virtus lo aveva acquistato dalla squadra di Varese, ma ne era nato un caso tra le due società, con Mario fermo per un anno in attesa di vestire la V nera.

Virtus 1954-55

Capitan Carlo Negroni allo scambio di gagliardetti nel torneo di Barcellona (foto fornita da Ca. Negroni).


Con l’inserimento di Alesini ad affiancare Canna, la Virtus ha due ali che si esaltano in contropiede e il talento di Calebotta, 59 punti nell’83-56 in Sala Borsa contro Pesaro e 5° nella classifica cannonieri (i tre costituiscono il famoso “trio Galliera”) fa il resto. Così, se il campionato precedente era stato combattutissimo, quello del 1955/56 è una cavalcata trionfale: 19 vittorie e 3 sole sconfitte, 11 punti di vantaggio sul Borletti. Ben 4 i derby vinti: due contro il Gira (quarto a fine campionato), a cui è approdato Rapini, addirittura dominato quello di andata, 70-33, e due contro la neo arrivata Moto Morini (che finirà settima), nelle cui file è invece arrivato Ranuzzi.

Virtus 1955-56

La Virtus 1955/56 campione d’Italia al gran completo: Randi, Verasani, Rizzi, Canna, Gambini, Calebotta, Giarella (massaggiatore), Borghi, Alesini, Carlo Negroni, Tracuzzi (allenatore-giocatore), Battilani. In ginocchio Grossi (massaggiatore). (Foto tratta da Giganti del Basket).


In campo internazionale successo a Liegi nella Coppa Paul Lentin che ripropone la Virtus Minganti – già vincitrice in dicembre della Stella Rossa di Belgrado per 70-55 – ad un livello europeo di assoluto valore. L’affermazione finale sull’A.Z.S. di Varsavia (65-55) serve inoltre d’aggancio per una tournée in Polonia a metà giugno. Senza Gambini e Alesini, sostituiti con i prestiti di Lucev del Gira e Geminiani del Motomorini (oltre a quello del livornese Andreo già in predicato di trasferirsi a Bologna), la squadra giunge terza al Torneo di Cracovia.
Finisce intanto un epoca: con gli ultimi due scudetti si chiude la Sala Borsa alla pallacanestro, si sta infatti costruendo il nuovo palazzo dello sport, ma bisognerà attendere ben 20 anni per festeggiare nel nuovo impianto un altro scudetto delle V nere.


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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