21 novembre, 2017

#Derby104 recup, le parole degli ex Virtus, in pillole…

#Derby104 recup, le parole degli ex Virtus, in pillole…

Il derby vissuto dai protagonisti bianconeri
riprese dai quotidiani in pillole…

Sale la temperatura a BasketCity per il derby n. 104 che vedrà un’altra sfida tra Virtus e Fortitudo, l’evento che non si vedeva dalla stagione 2008-2009. Bologna si spacca in due e la febbre per “la partita” si fa sempre più alta per i tifosi di entrambe le sponde, in questi giorni naturalmente hanno parlato gli ex che sono stati protagonisti da una parte e dall’altra. Vi proponiamo le pillole (nelle dichiarazioni fatte ai quotidiani nei giorni passati) da parte di chi ha vissuto i derby da dentro…


Emanuel Ginóbili

Emanuel Manu GinobiliOggi (6 gennaio) Massimo Fontanini sul “Messaggero Veneto” ha parlato con l’ex guardia della “Virtus” (2000-2002) oggi agli Spurs che spiega la sua esperienza personale coi derby: “È stata un’esperienza unica che ricordo con tanto affetto perché è stata molto importante per me. Mi ha fatto diventare un giocatore” ricordando poi quelli che gli è rimasti più impressi “Quello del +37 nel 2000 una festa per i tifosi e poi quello in Gara3 play-off di Eurolega 2001 al PalaDozza


Paolo Moretti

Paolo MorettiIl 5 gennaio Alessandro Gallo su “Il Resto del Carlino” ha intervistato l’ex guardia della “Virtus” (1992-1996) oggi coach di Varese che dice la sua su cosa rappresenti oggi il derby per la città: “Il fatto che Bologna torni a essere la capitale. Lo è sempre stata e tornerà ad alto livello, intanto questo confronto ha riacceso entusiasmi e antiche passioni”. Moretti ha giocato sia in Virtus che in Fortitudo e allora il ricordo in maglia bianconero è “Facile, il 30 ottobre 1994. Non c’era Danilovic e la Fortitudo stava crescendo come importanza e per forza di cose dovetti prendermi più responsabilità”.


Renato Villalta

Renato VillaltaIn data 2 gennaio Angelo Costa su “Il Resto del Carlino” ha sentito l’ex capitano ala grande/centro delle “V nere” (1976-1989) poi presidente della Virtus Pallacanestro Bologna (6/5/2013-13/10/2015) che racconta di non aver mai sentito il derby sia da giocatore che da dirigente: “Erano più i tifosi a sentirlo, a me non pesava”.
L’ex Presidente racconta poi che il derby giocato che ricorda più volentieri “è stato quello vinto con un mio canestro a tempo scaduto che diedero buono, ma non era valido”, provocando così i suoi amici fortitudini “con loro mi diverto ancora a scherzare, è il bello di questa sfida, a patto che si resti nei limiti”.


Augusto Binelli

Augusto BinelliIl 2 gennaio è stato intervistato da Luca Muleo sul “Corriere dello Sport-Stadio” il pivot bianconero (1983-2000) spiega il suo derby “Nei primi anni lo sentivo molto, come tutti. Poi per me che ne ho giocati circa 45, era diventata una partita normale. Però penso a questi ragazzi e mi emoziono, gli unici che l’hanno provata sono Mancinelli e Michelori, gli altri solo a livello giovanile ma qui è un’altra cosa la tensione può giocare brutti scherzi. Dipende se sapranno metterci faccia tosta o se cederanno alla tensione”.
I derby indimenticabili per l’ex centro bianconero sono quelli delle Final Four a Monaco, quello del +41 e quello del -32.


Alessandro Abbio

Alessandro AbbioIl 28 dicembre intervistato da Lorenzo Lunghi sul “Corriere dello Sport-Stadio” l’ex Virtus (1994-2002) spiega che il derby alla città è mancato tantissimo perché se ne percepisce l’attesa e racconta la sua prima esperienza sul campo “Era in trasferta, al PalaDozza, era il mio primo anno alla Virtus e nella Fortitudo c’era Vincenzino Esposito. Il Palazzetto pieno e i tifosi spingevano le rispettive squadre in un’atmosfera ribollente di passione, tanto che sul parquet era difficile anche parlarsi a pochi metri fra compagni. Capii subito l’importanza di questa partita”.
L’ex guardia bianconera racconta come si vive dall’interno la partita, “La realtà è che nei derby si innescano reazioni individuali e di collettivo che non si possono prevedere né immaginare. A prescindere da ciò che è in palio, è una partita in cui le motivazioni sono straordinarie. Fu così anche quel giorno”.


Alfredo Cazzola

Alfredo CazzolaIl 28 dicembre Luca Aquino sul “Corriere di Bologna” parla con l’ex Presidente Virtus. Sotto la sua presidenza la società ha vinto quattro volte il campionato italiano (stagioni 92/93, 93/94, 94/95 e 97/98), due volte la Coppa Italia (1997 e 1999), l’Eurolega del 1998 e la prima edizione della Supercoppa Italiana. La sua prima esperienza: “Il primo fu un derby di Coppa Italia, mi avevano parlato delle maglie di Pellacani sul “Grande Freddo”. Noi avevamo il palazzo praticamente esaurito con gli abbonamenti, alla Fortitudo riservammo pochi biglietti ma entrarono molti più tifosi. Quella partita la vincemmo di 41, ogni volta che penso a Pellacani e al suo “Grande Freddo”, mi viene invece in mente il nostro grande caldo”.
Inevitabilmente la mente torna al derby scudetto del ’98 Gara 5 “Furono cinque partite che scardinarono ogni previsione, il fattore campo saltò sempre, anche in quella Gara 5 l’avevano quasi vinta loro e noi l’abbiamo ripresa per i capelli. Uno dei più straordinari capitoli dello sport italiano, sarebbe una storia da film”.


Predrag Danilovic

Predrag “Sasha” DanilovicIl 28 dicembre Alessandro Gallo su “Il Resto del Carlino” parla con “Sasha” autore del “tiro da quattro” del 31 maggio 1998, nonchè quarto marcatore della storia del derby con 354 punti in 18 partite (19,6 di media) che sul derby dice “I derby non sono partite come tutte le altre. Penso, qui a Belgrado, alla rivalità tra Partizan e Stella Rossa anche a livello calcistico. Il derby non ha favoriti, è un confronto che sfugge a qualsiasi tentativo di essere etichettato”.
Ovviamente non poteva mancare la domanda sul tiro che rimarrà nella storia e che regalò lo scudetto del ’98… “La verità? Intanto è servita anche un po’ di fortuna. Poi, quando tiri, pensi solo a guardare il canestro. Osservi la parabola. Sicuramente non sei concentrato sulla storia”.


Ettore Messina

Ettore Messina

Il 24 dicembre Luca Aquino sul “Corriere di Bologna” ha parlato il coach ricordando il suo primo derby che è stato il giorno del compleanno della figlia… “Ricordo che abitavo in via Lame e andai al palazzo a piedi senza problemi. Una decina di anni dopo dovevamo arrivare scortati dalla polizia a sirene spiegate e non potevi azzardarti a uscire per strada”.
Il coach della Nazionale parla dell’attesa per l’evento “È giusto così e trovo naturale la gran voglia di andare a vederlo anche se si gioca in A2” e butta un’occhio indietro alle partite del 1998 “In quel periodo arrivavano giocatori di un livello che adesso non possiamo neanche immaginare. Dobbiamo essere grati per tutto quello che fecero e ci misero Cazzola e Seràgnoli, gli sponsor e i tifosi”.


Dušan Vukčević

Dušan VukčevićIl 21 dicembre Daniele Labanti sul “Corriere di Bologna” che nel derby del 2009 realizzò l’ultimo tiro “La palla doveva andare a Boykins per gestire l’ultima azione, ma loro lo hanno raddoppiato e non poteva riceverla così l’hanno data a me. La palla mi è arrivata, c’era spazio e non stai tanto a pensare, prendi il tiro che senti. È passato alla storia, tutti se lo ricordano a Bologna. La storia del derby si è interrotta il 29 marzo 2009 con quel mio tiro che gelò la Fortitudo, poi retrocessa”.

La guardia parla di come ha vissuto i momenti che precedono l’evento “Si vive sotto stress. La pressione è enorme ma è normale, anzi guai se non ci fosse. Io di derby ne ho giocati tanti anche in Grecia e in Spagna, e ho iniziato a gestirli bene dopo i 30 anni perché l’esperienza mi ha insegnato cosa fare”.

About The Author

Related posts