19 ottobre, 2018

Dopo gli scudetti, torna la Virtus dei piazzamenti

Dopo gli scudetti, torna la Virtus dei piazzamenti

La stagione 1949/50 vede la Virtus sognare il quinto titolo consecutivo. Il finale di campionato è rocambolesco: a 3 giornate dalla fine il Borletti comanda con 38 punti, seguono Virtus e Varese a 36. Varese deve incontrare i bolognesi nella terzultima giornata e i milanesi all’ultima. Contro la Virtus la gara non si schioda dall’equilibrio, finisce 32-32. Milano, con tre punti di vantaggio a due gare dal termine è ad un passo dal successo finale. Le V nere deluse, perdono la settimana successiva, scelleratamente 21-18 a Gallarate. Arriva però il colpo di scena che rende questa sconfitta molto amara: viene riscontrato un errore tecnico nella gara terminata in parità a Varese e l’incontro dovrà essere ripetuto. All’ultima giornata il Borletti già campione cede a Varese, la Virtus batte la Polizia Civile di Trieste e la settimana successiva vince la ripetizione contro la squadra varesina. Alla fine Milano 42, Virtus e Varese 40, con tanto rammarico per quei punti lasciati a Gallarate (https://www.virtuspedia.it/stagioni/a1949-50/).

La Virtus 1949-50: Marinelli, Dino Zucchi, Setti, Ferriani, Rinaldi, Bendandi, Rapini, Bersani, Ranuzzi, Carlo Negroni (foto tratta dal libro “Il mito della “V” nera”).


L’emozionante campionato va di pari passo con una fitta serie di gare internazionali, dalla tournée in Francia, ai tornei di Bruxelles, Ginevra (vinto dai bolognesi), Barcellona, nonché la prima coppa Città di Bologna con Racing Bruxelles, Barcellona e Gira. Notevole anche il successo sulla Stella Rossa Belgrado in novembre, 37-22.

Interlocutoria la stagione 1950/51, con i bianconeri terzi, a 11 punti dal Borletti campione e a 7 dalla Ginnastica Roma; come consolazione avere battuto entrambe queste squadre in Sala Borsa nelle ultime due giornate, 30-29 ai milanesi, 52-32 contro i romani. Vinti anche entrambi i derby col Gira a cui è approdato Ranuzzi. In campo internazionale le V nere vincono il torneo di Mentone e battono nuovamente la Stella Rossa a Bologna, questa volta in modo più sofferto, 35-33.

Nell’annata 1951/52 la Virtus in casa non sbaglia un colpo, all’ultima di andata batte in Sala Borsa il Borletti e lo raggiunge in classifica. I sei giocatori cardine sono Ferriani, Bersani, Ranuzzi (rientrato dal Gira), Rapini, Negroni e Dino Zucchi. Un infortunio ferma invece il fratello di Dini, Dario, così torna in gioco Vannini; ci sono poi Battilani, Gambini, Bencivenni e Wiener. All’ultima giornata allo stadio del ghiaccio di Milano i bolognesi arrivano con un punto in meno dei meneghini. Una vera e propria finale in cui prevalgono gli uomini di casa 64-52, che così vincono il titolo. Le V nere si aggiudicano la Coppa Città di Bologna battendo in finale il Barcellona e il Torneo di Mentone battendo in finale Semailles Bruxelles 31-30.

Nel 1952/53 le V nere arrivano ancora seconde, ma questa volta nettamente staccate dal Borletti, 39 punti per i milanesi, 30 per i bolognesi, che hanno però la soddisfazione di battere i campioni all’ultima giornata in Sala Borsa, 59-56, con 22 punti di Rapini. Le V nere riescono a conservare la supremazia cittadina: sebbene perdano uno dei due derby contro il Gira, lo precedono di un punto in classifica. In campo internazionale i bianconeri vincono il 3° Torneo Città di Bologna, in finale sul Partizan Belgrado, e il torneo di Casablanca. Il sorpasso in città avviene però l’anno dopo, infatti la Virtus arriva terza a 28 punti, ma lontana dal Borletti (41) e dal Gira (38). Nel periodo natalizia le V nere vanno in tournée in Tunisia, 4 facili successi, nell’ultimo di quali Calebotta segna 68 punti, e a a fine stagione le V nere vincono a Matarò il torneo per il cinquantenario della federazione spagnola. Se dal suo arrivo nella massima serie la Virtus aveva disputato i primi nove campionati, scendendo solo una volta dal podio, sesta, ottenendo 5 secondi posti e 3 terzi posti, dopo l’abbuffata dei 4 titoli italiani, torna nel suo ruolo di “eterna seconda”, con 4 secondi posti e un terzo posto.

Fratelli in campo

La “moda”, attuale anche oggi, dei fratelli in campo con la V nera, cominciata durante il periodo degli scudetti dell’immediato dopoguerra, continua in questa fase, Molto sono i parenti che hanno indossato la maglia della Virtus e molto tra questi sono stati i fratelli; il numero però si riduce per quanto concerne i fratelli che hanno giocato contemporaneamente in prima squadra in gare ufficiali. I primi furono i Negroni, Carlo e Cesare nella loro lunga milizia bianconera si trovarono a giocare insieme nelle stagioni 1946/47 e 1947/48, conquistando addirittura due titoli italiani.
(https://www.virtuspedia.it/giocatori/carlo) (negroni/https://www.virtuspedia.it/giocatori/cesare-negroni/)

Cesare Negroni

Cesare Negroni (a destra), con il fratello Carlo (a sinistra) e con il presidente del Barcellona (al centro), nel 1954 (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Nella seconda di queste annate cominciano a disputare amichevoli i fratelli Dario e Dino Zucchi che dal 1948/49 (quando vinsero il titolo con le V nere) saranno ufficialmente in prima squadra insieme fino al 1952/53, anche se in realtà Dario salterà tutto il 1951/52 per infortunio. Anche se nell’anno sportivo 1953/54 Dario giocherà ancora gare ufficiali, mentre Dino solo amichevoli, la loro permanenza in Virtus è veramente stata parallela. Nel 1951/52 ci sono in squadra altri due fratelli, quasi omonimi dei precedenti, Paolo e Nino Zacchi. Poi bisognerà aspettare il nuovo secolo per ritrovare due fratelli insieme in campo, Luca e Michele Vitali: cresciuti nelle giovanili bianconere si incrociano in prima squadra solo nella stagione 2011/12. Gli ultimi in ordine di tempo sono Stefano e Alessandro Gentile: il primo arriva nel 2017 subito prima dei playoff per riportare la Virtus in serie A, il secondo lo raggiunge nella stagione successiva.

Virtus 53-54

Calebotta a rimbalzo nella vittoria contro l’Espanol al torneo di Matarò per il cinquantenario della federazione spagnola (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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