19 novembre, 2018

Dopo il bis tricolore quattro titoli solo sfiorati sempre ad inseguire il Simmenthal

Dopo il bis tricolore quattro titoli solo sfiorati sempre ad inseguire il Simmenthal
Photo Credit To Archivio SEF Virtus

Il campionato 1956-57 porta alcune novità: innanzitutto in termini di basket bolognese si lascia la Sala Borsa per il nuovo Palazzo dello Sport. In termini più generali viene abolito il pareggio ed introdotto un tempo supplementare di 5 minuti, in caso di parità. Una novità che deciderà il campionato.


Nella foto in alto, la Virtus 1956-57: Lamberti, Andreo, Rizzi, Carlo Negroni, Chaloub, Gambini, Calebotta, Borghi, Canna, Alesini.


Già alla seconda giornata le V nere sperimentano l’innovazione: il derby con il Gira Preti (ottavo alla fine) è nervoso, tanto che a metà gara il punteggio è di 12-11; alla fine dei 40′, le squadre sono sul 40-40, ma nei 5 minuti supplementari i bianconeri prevalgono 45-42. Il nuovo palasport è un fortino, ma fuori casa arrivano un paio di sconfitte, 47-39 a Pavia e 83-82 a Varese. Proprio dopo la sconfitta di Varese arriva a Milano il Simmenthal: 60-60 alla fine dei 40′ canonici e Virtus ancora più vispa al supplementare, 71-64. La giornata successiva è di nuovo derby, stavolta contro la Motomorini (terzo a fine campionato). Alla seconda giornata di ritorno battuto nuovamente il Gira e alla quarta bella vittoria a Venezia, mentre il Simmenthal cade a Bologna contro la Motomorini, dopo essere già caduta anche contro il Gira: per i milanesi tre sole sconfitte in campionato, tutte a Bologna. A questo punto le V nere sono da sole al comando, ma alla quarta di ritorno cadono a Roma. Alla terzultima scontro decisivo contro il Simmenthal: 63-63 al 40′, ma stavolta il supplementare dice Milano, che vince con un parziale di 4-0 nei 5′ aggiuntivi. Le ultime due giornate vedono i bianconeri battere la Motomorini e vincere a Roma, ma ormai il campionato è deciso e si chiude con Milano a 38 e le V nere a 36.

Virtus-1956-57
Achille Canna a canestro nell’ultima di campionato: la Virtus vince nella capitale alla palestra del Foro Italico contro l’A.S. Roma, ma ormai lo scudetto è di Milano (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Prestigioso il successo nella Coppa Città di Bologna in gennaio, contro una squadra jugoslava, una belga e una polacca. Subito dopo la fine del campionato le V nere sono seconde al torneo Paul Lentin di Bruxelles. Nel Premio Comune di Bologna, disputato in maggio la Virtus arriva seconda, dietro alla Motomorini e davanti a Gira e Burrogiglio Reggio Emilia (per approfondimenti: www.virtuspedia.it/stagioni/a1956-57/).

1957-58

Nella stagione successiva la Virtus si rinforza con Lucev e Flecher Johnson, ma la rivale è sempre l’Olimpia. Le due squadre sono due corazzate, vincono tutte le prime 10 gare di campionato (anche se il Simmenthal ha sofferto alla terza giornata a Bologna contro il Gira, vincendo di un solo punto) e all’undicesima, l’ultima di andata, si trovano di fronte nel confronto diretto in Lombardia. Vincono i padroni di casa e chiudono la prima metà di campionato a punteggio pieno.

Virtus 1957-58
Pellanera e Gambini nella vittoriosa trasferta di Livorno (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Alla quarta di ritorno i milanesi cadono per la prima (e sarà l’ultima per questo campionato) a Varese, ma la Virtus non ne approfitta: perde infatti a Pavia 57-56. Partita che ha anche un risvolto giallo, i bolognesi fanno infatti ricorso per due punti assegnati in più ai pavesi. Il ricorso viene in un primo momento accolto e la ripetizione dell’incontro programmata per il 7 aprile; ma poi il risultato del campo viene omologato. Le due rivali non commettono più passi falsi e si ritrovano a Bologna per l’ultima gara di campionato. L’Olimpia vince ancora e si conferma campione, per la Virtus un’altra piazza d’onore, nonostante le 19 gare vinte su 22 (per approfondimenti: www.virtuspedia.it/stagioni/a1957-58/).

1958-59

Nella stagione successiva, con Conti e Sardagna al posto di Lucev e Johnson, ancora più rammarico. Simmenthal e Virtus arrivano a punteggio pieno allo scontro diretto della settima giornata. Le V nere dominano, vanno a +14 a 6 minuti dalla fine, un vantaggio notevole, Tracuzzi ormai certo del successo tolse i titolari, Milano rimontò e vinse al supplementare. Una sconfitta incredibile, di peso specifico enorme, visto come andò a finire la stagione. Nella giornata successiva sconfitta casalinga dei milanesi contro la Stella Azzurra, ma anche i bolognesi cadono, a Varese. Il Simmenthal perde di un punto anche a Cantù e la Virtus, in quella stagione targata Oransoda, la raggiunge in vetta grazie al facile successo sulla Lazio Roma. Poi le due squadre riprendono il loro cammino vincente appaiate. Alla quinta di ritorno la squadra di Tracuzzi coglie una bella vittoria a Cantù, 68-70, ma nella giornata successiva perde il derby con la Motomorini, così Milano riprende il comando solitario. La giornata seguente diventa vitale, con l’Oransoda costretta a vincere a Milano per restare in corsa e i bolognesi non falliscono l’obiettivo, 66-73, con 20 punti di Fletcher Johnson e 23 di Lombardi. Riprende il cammino delle due compagini in lotta per il titolo. Si arriva così all’ultima giornata: il Simmenthal passeggia contro Livorno, 94-31, mentre i bianconeri perdono a Pesaro 52-47, perdendo così la possibilità di giocare lo spareggio. Singolare classifica finale con le tre lombarde, Milano, Varese e Cantù, al primo, terzo e quinto posto, e le bolognesi Virtus, Motomorini e Gira a pedinarle nei posti pari, il secondo, quarto e sesto (per approfondimenti: www.virtuspedia.it/stagioni/a1958-59/).

1959-60

Ormai lo scudetto diventa una maledizione, lotta serrata anche nella stagione 1959/60. Nelle prime 19 giornate la Virtus perde solo a Milano, nello scontro diretto della nona giornata, il Simmenthal resta imbattuto per 18 giornate, poi alla diciannovesima cede in casa a Varese. Siamo proprio alla vigilia della gara di ritorno e la Virtus, vittoriosa sulla Stella Azzurra 90-62 (già avanti 20-9 al 7′) può così raggiungere i milanesi. Nello scontro del Palasport, però le V nere soccombono 76-79 e si ritrovano di nuovo secondi.

Virtus 1959-60
La Virtus del 1959/60, per il secondo anno targata Oransoda, Alesini, Barlucchi, Gambini, Lombardi, Calebotta, P. Conti, Canna, Sardagna, Pellanera, Al. Cremonini, Fiorini (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Nella giornata successiva, sfiduciati, i bolognesi perdono nettamente a Varese e non possono approfittare della sconfitta dei rivali a Cantù. Nell’ultima giornata non può essere certo il Gira (penultimo, davanti al Sant’Agostino che che ha operato la fusione con la Motomorini) a impensierire il Simmenthal che si conferma ancora campione d’Italia (per approfondimenti: www.virtuspedia.it/stagioni/a1959-60/).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

About The Author

Related posts