21 novembre, 2017

La presentazione di Davide Bruttini

Il video della conferenza stampa di presentazione di Davide Bruttini, avvenuta questo pomeriggio in via dell’Arcoveggio. La nuova ala grande della Segafredo Virtus Bologna è stato introdotto dal Presidente Alberto Bucci, da coach Alessandro Ramagli e dal General Manager Julio Trovato. Il ragazzo toscano (Siena) classe 1987 questa mattina ha svolto il suo primo allenamento alla Palestra Porelli.

Aspettavo una squadra che mi stimolasse, che fosse la giusta destinazione per me. Appena è venuto fuori il nome della Virtus non ho avuto più dubbi, la volontà è stata quella di venire qui. Per la storia, per la città, per il gruppo e la squadra che ci sono quest’anno. L’ho voluta in tutti i modi e sono felice di essere qui”.

Sono le prime parole di Davide Bruttini, nel corso della presentazione avvenuta questo pomeriggio nella sede della Virtus, in via dell’Arcoveggio. Intorno al trentenne senese (festeggerà il traguardo il prossimo 18 febbraio), il presidente Alberto Bucci, il Gm Julio Trovato e coach Alessandro Ramagli.

E proprio il presidente Alberto Bucci introduce il nuovo acquisto bianconero.

Al di là del valore del giocatore, penso a una persona veramente stupenda, un ragazzo meraviglioso che in campo dà sempre tutto. L’allenatore ha messo subito il suo profili, trovato è stato bravissimo a chiudere la trattativa, adesso Davide è qui con noi, anche se con un piccolo ritardo. Io sono molto felice, condivido appieno quello che ha deciso il nostro staff. Vedrete non solo in campo quello che vale Davide Bruttini. Giocatore migliore, in senso totale, sarebbe stato difficile da trovare. Abbiamo la fortuna di averlo con noi”.

E’ la volta di Julio Trovato, a cui è toccato di portare avanti la trattativa che ha condotto Bruttini a Bologna.

Abbiamo preferito lavorare a lungo sul gruppo che già c’era, perché prendere prima di ora un giocatore non avrebbe valorizzato la sua forza. Oggi siamo maturi per inserire un giocatore che può darci un aiuto significativo. La trattativa è stata un po’ lunga, ma management e area tecnica hanno condiviso questa scelta, sia sull’uomo che sul giocatore. Siamo riusciti a trovare una soluzione con Brescia, e quello che conta è che oggi Davide sia un giocatore della Virtus”.

Concorda coach Alessandro Ramagli, che dà il benvenuto al suo nuovo giocatore.

Abbiamo rispettato canoni sia economici che tecnici che hanno fatto nascere questo gruppo, che ha perso da subito una pedina molto importante, perché Klaudio Ndoja di fatto non è mai stato con noi, nonostante abbia fatto di tutto per darci una mano. Abbiamo deciso di migliorare la capacità di reazione del nostro gruppo, fatto anche di giocatori giovani, di fronte ad un’assenza così pesante. E la risposta è sempre stata quella di un gruppo vero.

Chiaro che con il passare del tempo abbiamo deciso che la squadra aveva bisogno di un innesto, usando però il buon senso, per sopperire all’assenza di Klaudio e integrare un reparto in cui noi in questo momento abbiamo di fatto due giocatori di ruolo. Abbiamo cercato una persona che non cambiasse nulla dal punto di vista del carattere del gruppo, che non ne stravolgesse gli equilibri, e fosse duttile a sufficienza che potesse integrarsi e darci una mano in tanti modi. Il profilo di Davide era quello giusto, e il fatto che lui volesse fortemente la Virtus ha fatto sì che i nostri obiettivi coincidessero e che questo affare si chiudesse. Ora si apre un altro capitolo, e ce ne sarà un altro ancora quando tornerà Ndoja.

Dobbiamo dimostrare il desiderio di progredire, non è che essere primi in classifica ora ci permetta di mettere medaglie sul petto. Bisogna essere recettivi e pronti a cambiamenti, altrimenti il campionato non aspetta, e la squadra deve sforzarsi nel leggere le modifiche, ribilanciarsi. Per me è un momento di stimolo. Da qui alla fine della regular season non dobbiamo rileggere noiosamente la stessa pagina, ma essere curiosi di vedere le novità”.

Spazio al neo arrivato, dunque, che ha dimostrato di volere fortemente un futuro bianconero. Ecco, ancora, Davide Bruttini, modesto anche quando gli ricordano che arriva da due promozioni consecutive, con Torino e con Brescia.

Non ho una ricetta per la promozione. So solo che serve tanto lavoro, servono qualità umane e molta voglia di vincere. Non mi sento di dare giudizi sulla squadra e sulle avversarie, conta immergersi in questa realtà ed essere pronti a sudare in palestra. Nello spogliatoio entro sempre in punta di piedi, non stravolgo gli equilibri, ma anche in questo modo credo di saper dare il mio contributo. Non parlo di numeri e statistiche, ma di tante cose che girano intorno e sono altrettanto importanti per fare bene una stagione.

Dopo le ultime due stagioni ho un’altra occasione per dare il massimo. Questo è il mio obiettivo, insieme a quello di non avere rimpianti. Sono passati undici anni da quando ero a Bologna, dentro sono lo stesso ma certamente sono un altro giocatore. Ho un trascorso cestistico, una famiglia, ma sono sempre Davide Bruttini. Brescia? Non parlo della vicenda, sono state dette tante parole, anche troppe forse. Voglio solo portarmi via dei bei ricordi, è stato un anno e mezzo molto intenso, sia nel bene che nel male.

Ho guardato il derby, è stato emozionante anche visto da fuori. Ora sono contento di essere qui, anche se il prossimo è lontano, non è il momento di pensarci. Di certo penso che la Virtus è la Virtus, la storia non la cancelli con una retrocessione. Il gruppo di lavoro che c’è quest’anno per me è una bella occasione, voglio prenderla al volo”.

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