18 novembre, 2017

La Virtus sbanca l’Alma Arena e va in Serie A

Al termine di una Gara 3 e di una stagione “for the ages”, la Virtus Segafredo Bologna batte una Trieste tostissima e conquista la serie e la promozione in serie A. La tripla di Spissu ha di fatto schiantato l’ultima resistenza dei giuliani, avversari valorosi che non perdevano tra le mura amiche dalla prima di campionato, la schiacciata di Lawson é stato il sigillo definitivo ad una stagione meravigliosa. L’immediata risalita nella serie che conta di più ë un premio a tutto il gruppo, dal leader in campo all’ultimo dello staff, è la fine dell’incubo materializzatosi a Reggio Emilia lo scorso 4 maggio. Una macchina che ha trovato dei sincronismi perfetti, dopo la sconfitta in casa con Roseto é stato un percorso netto, da rullo compressore, da Golden State Warriors, con i dovuti e rispettosi paragoni. Un trionfo marchiato da uomini che rispondono al nome di Alberto Bucci, Julio Trovato e Alessandro Ramagli, i colpevoli di aver assemblato e condotto questo gruppo fantastico che ha vinto tutto quello che poteva vincere e raggiungere, quest’anno. In campo tutti sono da applausi, dall’Mvp delle Finals Micheal Umeh al vero Mvp della sfida decisiva, Kenny Lawson. Il gruppo degli italiani é favoloso, la costanza, la grinta e l’esperienza dei veterani Rosselli, Ndoja (il suo recupero nel terzo quarto, quando la gara aveva presa la bora di Trieste, é la fotografia del giorno) e Michelori sono stati elementi fondamentali per i successi di squadra. Gentile, arrivato a stagione iniziata é stata la ciliegina sulla torta in playmaker, dove Spissu ha dato l’anima, il cuore e anche altro. Anche Bruttini é arrivato in corso d’opera, ha faticato a trovare i ritmi all’inizio ma é diventato un’arma tattica decisiva nel finale è ha completato il suo personale triplette, 3 promozioni in 3 anni di fila. Spizzichini é stato il collante silenzioso di un roster che aveva bisogno di un tuttofare specializzato e che ha retto la baracca quando Ndoja era ai box. Infine i giovani, stasera hanno guardato é molto spesso lo hanno fatto anche nei playoff, ma è per loro un’esperienza unica e durante il campionato hanno portato i loro mattoni alla causa. É la vittoria dello staff tecnico e dello staff medico, sempre presenti e preparatissimi su ogni aspetto. É la vittoria di tutto il popolo bianconero, che nonostante gli scossoni e le delusioni, non ha mai abbandonato la sua squadra, dannatamente impressa a fuoco sulla pelle e nel sangue, non solo dei 400 presenti a Trieste.
Nessun’altra analisi, ora é tempo solo di celebrare.

Primo periodo

La sfida prende il via in una cornice meravigliosa e infuocata, due palle perse una a testa è un canestro a testa danno il via alle danze, Lawson apre le marcature per Bologna ed é di Ndoja la tripla che impatta quella di Parks. Lo stesso americano serve una palla al bacio che Green tramuta in una tornate schiacciata, la Segafredo non si fa intimorire ed é ancora Kenny Lawson a impattare la contesa, seguito dal primo cesto di Guido Rosselli che perde anche una scarpa nel mentre (7-9 al 4’). La difesa Virtus é tenace e costringe i padroni di casa a perdere diversi palloni, Rosselli si inventa un canestro immaginifico in svitamento sotto le plance e sfrutta una disattenzione regalando un assist al bacio per Spissu. Il toscano si fa sentire anche dietro, stoppando le incursioni biancorosse, ma Coronica gli rapina uno sfondamento, Cavaliero sbaglia tanto al tiro così come i compagni, la gara é intensissima e il timeout serve a far sbollire per un minuto la tensione. Klaudio Ndoja non converte uno splendido rimbalzo strappato con furbizia ma annulla Da Ros, i veri problemi per lo staff di Ramagli vengono da Green, che con la sua energia è un paio di zingarate la pareggia a quota 15, per coach Dalmasson é Lawson ad essere una vera spina nel fianco, peccato i liberi che si infrangono sul ferro. Gentile riporta avanti i suoi a gioco fermo, ma Baldasso lo imita poco dopo, Spizzichini ne mette 1/2 ma l’Alma si riporta avanti su una schiacciata fortunosa di Cittadini.

Secondo periodo

Il primo canestro è di Da Ros che si alza sulle braccia protese di Bruttini, Lawson e Baldasso si scambiano cortesie dall’arco, si iscrive a referto anche Micheal Umeh che, dopo aver rischiato una brutta persa, esce dai blocchi e spara con un piede sulla linea da 3. Gentile di pura esperienza e tecnica arpiona un rimbalzo che tramuta facilmente in due da sotto, una grande azione di tutta la Segafredo porta altri 2 griffati da Bruttini ed é Spizzichini a fare la giocata della serata, recupero e assist dietro la schiena per l’appoggio di Umeh (26-29 al 14’). Trieste si riprende dal parziale negativo con un siluro di Baldasso, ma la tattica dei due lunghi in campo é indigesta per i giuliani e Bruttini trova varchi che sfrutta alla grande, Green stampa sul ferro due liberi ma ci pensa l’anima della squadra, Baldasso, a tenere in Linea di galleggiamento i suoi e coach Ramagli ferma il gioco per riordinare le idee (32-33 al 17’). Per due minuti non segna nessuno, é sempre Baldasso a bruciare la retina bianconera, ma Spissu gela il PalaTrieste con la stessa moneta e si prende anche iniziative che costringono al fallo Cavaliero che fatica a tenerlo. Coronica con un po’ di actor studio prende un altro fallo a Rosselli, Lawson riporta i suoi in avanti proprio prima della sirena di un primo tempo feroce.

Terzo periodo

Kenny Lawson ricomincia a macinare gioco e punti, i primi della ripresa arrivano dalla lunetta, la Segafredo recupera anche un pallone che la dice tutta sulla posta in palio, Parks si sveglia e mette due canestri che vengono annullati parzialmente dall’entrata in baby-hook vincente di Rosselli (41-42 al 22’). Lawson si butta a terra per una palla vagante che vanno tutte in direzione Friuli, Parks mette la freccia e un blocco irregolare riconsegna la palla ai padroni casa che allungano con Da Ros fino al +4. Nel momento più difficile per le VuNere é un recupero di Ndoja a cambiare le carte in tavola, Da Ros commette anche un antisportivo, l’italo albanese mette un libero e Umeh segna un Jumper di importanza stratosferica. La Virtus concede troppo a rimbalzo e soffre molto le mani addosso della difesa, evidente scelta tecnica di Dalmassson, la contesa diventa selvaggia, il nuovo controsorpasso lo sigla Lawson da sotto (48-49 al 26’). Lawson domina in post basso come vuole, ma sbaglia una tripla con metri di spazio che poteva far molto male, non sbaglia invece Pecile, che livella ancora una volta una emozionante gara 3. Il centro americano segna freddamente due tiri a gioco fermo, Cittadini fa 1/2 e Cavaliero continua nel suo uso indiscriminato di braccia che portano lo scugnizzo a fare 1/2 dai liberi a sua volta. Lawson continua a imperversare e la difesa della Segafredo stringe un giro di vite, merito di Bruttini e Rosselli. Baldasso torna a far male col suo tiro in sospensione, ma la Virtus getta il cuore oltre l ostacolo, un tuffo di Bruttini regala due chances ai liberi a Lawson che non le spreca.

Quarto periodo

Umeh apre le danze dell’ultimo e forse decisivo quarto della stagione, Gentile recupera un pallone che serve ancora per il nigeriano: uscita da blocchi perfetta e tripla che regala il massimo vantaggio alla Segafredo, Green e Trieste però non ci stanno: l’americano guadagna un gioco da 3 punti vitale e Prandin fa vedere uno sfondamento come se fosse stato investito da un tir che dà ossigeno ai suoi, a cui Green fa seguire una bimane che manda in delirio il palazzo, che regala uno spettacolo di tifo clamoroso (59-63 al 33’). Timeout Bologna, difesa di grande pregio di Spizzichini che costringe Green all’errore, ma il 5 non sbaglia due volte e Trieste si riavvicina, Spissu recupera un pallone d’oro e Ndoja predica calma ma Umeh spreca tre volte buoni tiri e in difesa gli viene fischiato un fallo a rimbalzo piuttosto dubbio. Green pareggia a quota 63 buttandosi dentro come un forsennato a 5’ dal termine, ma sbaglia un layup che poteva essere letale, non lo sbaglia invece Guido Rosselli, un cuore e due attributi formato gigante. L’empolese viene poi costretto all’infrazione di passi, in un’autentica bolgia, Javonte Green manda corto un libero e Spizzichini spinge al limite della follia ma trova Lawson che schiaccia di potenza. Ramagli chiede di non fermare la palla ma i suoi si dimenticano di Da Ros, che può schiacciare indisturbato. Questa é una gara che può definire, almeno a questi livelli, una carriera, e Lawson la marchia a fuoco col suo sigillo, una stoppata nel traffico che porta alla tripla dall’angolo di Spissu: solo rete, delirio nello spicchio bianconero del palazzo e +4 Virtus. Timeout Dalmasson, tensione alle stelle, Rosselli quasi recupera palla, poi prende rimbalzo su un tiraccio dell’Alma, Cavaliero perde palla pestando la linea. Lawson schiaccia. È finita!!!!

Alma Trieste-Segafredo Virtus Bologna 66-72
Parziali: 1/4 19-18 (19-18) – 2/4 18-20 (37-38) – 3/4 17-20 (54-58) – 4/4 12-14 (66-72)
Alma Trieste: Da Ros (7); Cittadini (3); Baldasso (16); Green (19); Bossi (n.e.); Prandin (2); Cavaliero (6); Coronica (2); Pecile (4); Parks (7); Simioni (n.e.); Ferraro (n.e.). All. Dalmasson.
Segafredo Virtus Bologna: Lawson (22); Umeh (15); Spissu (12); Rosselli (8); Oxilia (n.e.); Spizzichini (1); Michelori (n.e.); Penna (n.e.); Gentile (5); Bruttini (4); Ndoja (5). All. Ramagli.
Tiri dal campo
: Trieste 21/47 da due (42%) – 6/13 da tre (46%), Bologna 20/35 da due (54%) – 6/20 da tre (30%).
Tiri liberi: Trieste 6/11 (55%), Bologna 14/20 (70%).
Rimbalzi: Trieste 38 (10 off.), Bologna 31 (5 off.).
Assist: Trieste 14, Bologna 15.
Palle recuperate: Trieste 5, Bologna 10.
Palle perse: Trieste 14, Bologna 10.
Falli subiti: Trieste 18, Bologna 20.
Arbitri: Borgo, Ciaglia, Capotorto.

Fonte: Massimiliano De Panfilis (www.virtus.it)

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