18 ottobre, 2018

Pietro Basciano e Alberto Bucci, conferenza stampa completa

Pietro Basciano e Alberto Bucci, conferenza stampa completa
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Pallacanestro

Oggi si è tenuta la prima conferenza stampa dopo la storica retrocessione della Virtus in Serie A2, incontro che si è tenuto all’Arcoveggio dove hanno parlato il Presidente della Fondazine Pietro Basciano e il Presidente della Virtus Alberto Bucci. L’incontro è durato un’ora…


Pietro Basciano

Abbiamo risolto consensualmente con Giorgio Valli il contratto, senza alcuna penale per noi e il procuratore e General Manager della Società Sandro Crovetti ha rimesso di sua volontà il suo contratto, che avevamo siglato per la stagione 2016-2017 senza nulla pretendere. I giocatori e l’allenatore in possesso del contratto professionistico, come previsto dai contratti collettivi sarà decurtato del 20% dello stipendio, in pratica non saranno corrisposte le ultime due mensilità, come appunto da contratti di Lega Professionistica.
La retrocessione comporta anche, purtroppo, una perdita non indifferente per la Società in quanto vengono azzerati tutti quelli che sono i premi di minutaggi degli italiani, degli Under per la Serie A e di tutti i premi dei risultati delle giovanili dove ricordo a tutti quanti, abbiamo ancora cinque square del settore giovanile che si stanno giocando il posto nelle varie finali delle Giovanili Nazionali.
Mi rammarica leggere che qualcuno abbia detto che adesso siamo tutti bravi ma il giorno prima però non c’era nessuno e fino a ieri sera non c’è stato nessuno. Da stamattina tutti bravi a fare commenti, a dare giudizi, l’Italia è il paese degli allenatori, dei dirigenti dei super esperti, ma il giorno dopo… Il giorno prima però chi ci ha messo la faccia, chi ci mette la responsabilità è stato qualcun’altro, il sottoscritto la faccia ce l’ha sempre messa e non solo quella come sapete, e continuerò a mettercela”.
I contratti decadono…
C’è una regola della Federazione in cui se si scende, i contratti decadono, non essendo la A2 un campionato professionistico ma considerato dilettantistico”.


Alberto Bucci

Cerchiamo di fare un’analisi, non vogliamo cercare scuse o colpevoli. Io non leggo giornali e siti, ma mi dicono che i “bravi” hanno già trovato colpevoli e scuse.
Vogliamo fare un’analisi su una stagione che definire scellerata è poco. Ringrazio i tifosi che erano con noi anche a Cantù, perchè a fine partita non hanno reagito alle offese dei tifosi di Reggio ma hanno mostrato l’orgoglio virtussino.
Non vogliamo cercare scuse o colpevoli. Società e proprietà volevano consolidare il risultato della stagione precedente, abbiamo aumentato del 35% il budget sui giocatori, che poi in corso d’opera è arrivata al 55% per i vari Fells, Hasbrouck… Poi c’è stata la questione Ray, che doveva essere la nostra stella e quest’anno ha giocato solo 4 partite. La fortuna non ci è stata vicina.
Poi ci sono stati errori tecnici nella composizione e correzione della squadra, e anche nella conduzione. Abbiamo vinto 1 trasferta su 15, e siamo retrocessi con 11 vittorie e a pari merito con altre tre squadre, cosa inedita. E Cantù si è salvata grazie al caso Johnson, a un cambiamento delle regole in corso, una situazione che ha portato alle dimissioni del vicepresidente federale. Ed è stata la Virtus che ha sollevato il problema, creando non poco rumore, e da lì sono partite situazioni che hanno riavvicinato la Virtus alla Federazione. Purtroppo è mancata la Lega, e non è un caso che il presidente Marino si sia dimesso.
Vivere questa esperienza è sicuramente è difficile ed è duro. Però per me che ho allenato per tanti anni quando un’annata non va bene, dopo aver fatto un’esame di coscienza bisogna pensare al domani dopo aver fatto un esame di coscienza, ognuno si è preso le proprie colpe, ognuno si è preso le sue responsabilità su quello che è successo e di quello che ha fatto.
Quando si perde siamo tutti sulla stessa barca, non è che uno rema di più e uno di meno, perché sarebbe troppo facile, noi remiamo tutti nella stessa direzione. Io credo che in un momento così difficile la cosa importante sia chiedersi cosa si possa fare per il domani, naturalmente la Fondazione si è messa nella condizione di trovare nuovi soci, si è parlato con persone che hanno la possibilità di venire a dare un contributo.
In un momento come questo bisogna anche aver la forza di pensare che questa è la Virtus e vuole andare avanti prendendosi una rivincita, con la voglia di tornare ad essere protagonista e tutto questo in base alle risorse che troveremo e in base a quelle come uscirne. Il fatto che adesso si cerchino persone o qualcuno che possa entrare e dare un contributo a questa Società sia la cosa più importante, tutto il resto viene analizzato di conseguenza.
Onestamente non mi sento di dare colpe a qualcuno o dire si poteva fare di più, purtroppo quando ci sono sconfitte ci sono tante cose che non vanno bene. Mi ci metto per primo forse potevo far di più, qualcun’altro poteva far qualcosa di diverso, di differente o di più. Non mi piace puntare il dito contro qualcuno per dare colpe, alla fine non serve a niente, io rimango sulla barca e voglio che tutte le persone che possono dare un contributo ci siano. Il tempo è veloce a passare, abbiamo bisogno solo di trovare persone che possano dare una mano in questo momento.
Il basket è uno sport difficile se qualcuno pensa che sia facile non è così, gli investitori non vengono così facilmente, parlando con Sky mi hanno detto che una partita di calcio è seguita mediamente da 7.000.000 di spettatori, una partita di basket da 70.000, il rapporto è di 1:100, il campionato di basket non ha questo riscontro.
Se il basket è fatto da una o due squadre non c’è appeal, una volta Porelli mi disse quando arrivai a Bologna che aveva la speranza che io vincessi una volta ogni quattro anni, perchè se vince sempre la stessa squadra il basket va male. Prendiamo il baseball che è uno sport meraviglioso, ha sei squadre in Emilia Romagna e i giornali non ne parlano nemmeno. Questa è la realtà! Trovare persone che possono dare una mano quando hai molti soldi è facile nascondere gli errori, quando ne hai pochi hai meno devi essere bravissimo a non sbagliare mai, e qualche volta si sbaglia. Gli errori vengono fatti dalle persone che voglino fare bene, l’errore fa parte della vita, quando non sbagliamo vogliamo dire che siamo morti. Ogni volta che faccio un errore penso che da quello sbaglio possa venire fuori qualcosa di buono”.


Pietro Basciano

Riprendo parola per dire che io per lavoro mi occupo di navi, e io le navi non le abbandono”.
A oggi la Virtus non ha staff tecnico e non ha la squadra, chiedo cosa resta della Società, chi si impegna tra quelli che sono ancora sulla nave (per usare la sua metafora) e soprattutto, visto che sono usciti i nomi, cosa c’è di vero del contatto con Joe Tacopina, cosa c’è di concreto e cosa si può concretizzare?
“Per quanto riguarda il discorso staff tecnico e giocatori, ho appena preso il colpo del KO, mi sono appena alzato dal tappeto, fatemi capire quindi un attimo come sia la situazione in maniera più lucida. Comunque l’11 c’è l’Assemblea dove porteremo dei punti da discutere e da lì ripartiremo, non pensate comunque che da questo punto di vista siamo con le idee confuse, abbiamo sì preso un cazzotto ma siamo bravi a rialzarci subito. Dipende anche dal contesto, perché come sapete le iscrizioni in Lega A2 iniziano dai primi di luglio e valuteremo nelle prossime settimane un po’ il da farsi, al momento questo è il problema minore.
Di figure capaci, interessanti ce ne sono molte sul mercato, valuteremo con attenzione assieme ad Alberto e insieme al Consiglio di Amministrazione della Virtus Basket un po’ tutto quanto. Per quanto riguarda lo staff dirigenziale al momento non è che Crovetti ha rimesso il mandato e domani mattina va via, Crovetti è con noi, rimarrà con noi fino a quando sarà necessario poi valuteremo e decideremo”.
Per il discorso soci e contatti?
“Per quel che riguarda i soci c’è l’assemblea il giorno 11, quel giorno valuteremo chi sarà presente, chi vorrà continuare col Progetto Fondazione e il Progetto Virtus e poi tireremo le somme.
Sul discorso dei contatti, al momento ci sono 3-4 contatti Tacopina è uno di questi, lui ha chiesto un incontro per avere un’idea di quella che è la situazione Virtus, lo incontreremo nei prossimi giorni quando ci confermerà l’incontro, poi valuteremo con lui se ci proporrà qualcosa di interessante. Questo vale anche per gli altri 2-3 contatti che abbiamo in questo momento, ma sono tutti sul tavolo da valutare con attenzione perché come sapete è ancora in essere l’aumento di capitale e vedremo chi porterà qualcosa di concreto e pratico come ha detto prima Alberto, noi ci auguriamo che ci sia qualcuno che si voglia unire alla Fondazione o meglio, quelli della Fondazione che vorranno portare avanti il progetto”.
Lei si è anche lamentato di alcuni soci che si sono tiranti indietro, lo ha detto pubblicamente.
Rispetto a due settimane fa cos’è cambiato e qual’è il clima all’interno della Fondazione e quale secondo lei sarà la strada della Fondazione? Se non arriva qualcuno come lei auspica
qual’è il futuro della Virtus?
“Faccio una precisazione, ho fatto quell’intervista dove ho messo pressione alla squadra e all’allenatore per il momento che stavamo attraversando, in parte forse sono riuscito a dare una piccola scossa. Poi ho fatto un’altra intervista dove ho messo pressione ai Soci della Fondazione per essere più presenti e devo dire che l’altra sera a vedere la partita qualche Socio che non si era visto in precedenza c’era e allora anche qui abbiamo un po’ mosso le acque. In questi giorni tra ieri e oggi ho ricevuto dei messaggi, e li ringrazio pubblicamente, da parte dei Soci della Fondazione e qualcuno è qui in rappresentanza e ci mette anche la faccia. Qualcuno è stato vicino alla presidenza, ritengo che qualcosa si stia muovendo, stiamo muovendo però da qui a capire chi dei 33 quanti realmente siano convinti a continuare oggi non lo sò dire, nelle prossime settimane valuteremo.
Sul discorso rischio, non vedo un reale rischio. La Fondazione in questi tre anni ha messo sul piatto circa 7 milioni di euro, io non credo sia una piccola cifra, di cui buona parte per pagare quello che c’era nella Società e parte per le stagioni che ha disputato. Che arrivi qualcuno in Fondazione che sia base per dare supporto o che arrivi qualcuno è garante come supporto per quello che può dare, in questo caso ci rimboccheremo le maniche tutti quanti. Io ho sempre detto che la Virtus è un bene della città e del territorio. Io sono l’unico non bolognese all’interno della Fondazione, ma mi sento bolognese e figlio adottivo di questa città mi sento virtussino perché ho sempre amato questa società, e credo che tanti altri a Bologna possano fare tanto per questa società”.
Una precisazione, lei ha detto che la stampa non ha fatto il casino che avrebbe dovuto fare, però voi dovreste anche fare un piccolo mea culpa a livello di Lega e a livello di Società perché voi avreste potuto fare molto di più.
Non dico bloccare il campionato ma la cosa dopo dieci giorni è passata…
“
Io posso dirti che noi nella persona di Crovetti che era in consiglio dell’Assemblea di Lega ha sollevato il problema, è stata la Virtus che quando è uscito il caso ha sollevato il problema in Consiglio, che ha costretto alle dimissioni il Vice Presidente Federale, che ha creato non poco rumore. Da lì sono partite tutte una serie di situazioni che ha portato la Federazione a quei livelli che prima non c’erano. Quindi la Virtus è stata ben presente in questo caso, purtroppo è mancata la Lega, dove non erano d’accordo ma forse non è un caso che il Presidente della Lega Marino si sia dimesso, non solo perché si candidava come sindaco ma anche perché aveva quel problema nelle tasche”.
Per il futuro, l’idea di società che avete e parlo della parte sportiva, parlo di un presidente super partes, non per forza un tecnico e una figura tra la società e il tecnico cioè l’idea che hai tu di società.
Spesso e volentieri abbiamo sentito cricche sull’idea dell’operato di Giorgio Valli, c’è stato un momento nel quale eravate ad un passo dall’esonerarlo e le domande che pongo sono: c’è stata?
Nel caso in cui ci fosse stata, chi doveva esonerarlo?
La Virtus aveva presidente, già oggi ha un GM e un consigliere delegato, mancava il direttore sportivo, e su questo sapete come io la penso, per me una società di basket non può non averlo. Per una scelta fatta in tempi non sospetti, quando io non ero ancora socio, fu presa la decisione di non averlo. Io porterò in Assemblea di Soci la mia idea, col contributo di Alberto. Poi non decide solo Basciano.
Chi dice che sarebbe andata diversamente? In ogni caso non se n’è parlato ma dopo Capo D’Orlando dove non abbiamo dato una bella immagine di Virtus e ci poteva stare. Io sono uno, poi c’è il Consiglio di Indirizzo, ma non decide la Fondazione. Chi doveva eventualmene esonerare l’allenatore era il CDA di Virtus Pallacanestro e non altri”.
Lei ha detto che la continuità aziendale non è in pericolo, sembra di capire che questa componente non sia a rischio, l’iscrizione al campionato di A2 non è a rischio?
“Domenica sera dei tifosi mi hanno chiesto cosa avrei fatto e ringrazio tutti quanti. Ieri e l’altro ieri non mi sembrava il caso di parlare, ho tenuto un attimo le bocce ferme e far raffreddare un attimino tutto quanto”.
Sul suo eventuale conflitto di interessi in A2 visto che lei è anche Presidente della Lega A2?
“Ribadisco quello che ho detto prima, a parte il fatto che il Presidente della Fondazione non è tesserato quindi il conflitto non ci sarebbe assolutamente comunque non decido io. C’è un’Assemblea della Fondazione che si riunirà e se l’Assemblea deciderà
che il sottoscritto non è idoneo a fare il Presidente della Fondazione, ha fatto degli errori, non è adatto anche perché Presidente della Lega farà le sue valutazioni. Io non credo oggi sia importante essere Presidente o non essere Presidente, io non metto le bandierine. Io credo oggi sia importante essere qua, domani, fra un anno o più tempo essere parte della famiglia Virtus, quello è importante. Poi che io sia Presidente, magazziniere, che sia quello che apre la mattina e la sera la porta non importa, l’importante è fare qualcosa per questa società”.
Ha detto che ci sono diversi contatti per entrare in società. Come si può entrare in società solo attraverso l’aumento di capitale o se uno volesse comprare c’è anche un passato su cui fare i conti.
Sostanzialmente la Virtus ha un prezzo?

“È tutto pubblico, chi vuole entrare in Virtus può fare un aumento di capitale ed entrare come socio o può entrare in Fondazione con quelle che sono le categorie di Socio. Se uno ha voglia e ha a cuore questa Società lo può fare in tantissimi modi, non solo uno, non è quello il problema”.
Se uno entra mettendo una cifra e dicendo da oggi in avanti me ne occupo io però tutto il passato non è roba che mi competa, oppure uno entra per dire banalmente a zero e si accolla anche il passato, è questo il punto…
“Io sono entrato come Socio della Fondazione mettendo la mia quota la mattina e il pomeriggio sono stato invitato a mettere un’altra cifra. Non ho detto ‘no scusate non mi interessa quello che c’era prima’. Se hai a cuore qualcosa non esiste un numero, esiste solo la voglia e la passione di farla e basta”.
Parliamo sullo stato dell’arte, come se i contatti non ci sono e non si fossero ancora concretizzati. Quale saranno le priorità e le scadenze, quali saranno le prime cose che farete con la Virtus in A2?
Quale sarà la vostra preoccupazione e se ci saranno scadenze particolari ma soprattutto se, in caso si presentasse l’ipotesi di ripescaggio la prendete subito in considerazione.
Siete pronti a restare in A1 se si verificasse questa opportunità?

“La priorità è sicuramente quella di dare continuità alla Società, quando ci sarà l’Assemblea il giorno 11 all’ordine del giorno c’è lo stato della Società e valuteremo tutto e decideremo come muoverci. La priorità sarà logicamente quella di creare uno staff e un team che si prenda carico di cominciare a lavorare su tutti quelli che sono i vari passaggi istituzionali quindi iscrizione, valutazione e così via, questa è la priorità. Poi tutto il resto sarà di conseguenza.
Sul ripescaggio lo valuteremo. Se tra il 15 e il 20 luglio, perché sono quelli i giorni, ci verrà notificato un eventuale ripescaggio la Fondazione o chi per lei che ci sarà in quel momento che potrà essere anche al posto mio, valuterà o meno se sarà una cosa da fare o meno. Vedremo in quel momento, chiaro che i tempi saranno molto stretti”.
L’11 chiederà all’Assemblea di mettere in condizione alla Virtus di essere venduta.
Fare un ultimo sforzo, azzerare i debiti ecc. per invogliare qualcuno ad acquistare…

“Nel basket italiano ci sono tre forme di proprietà: i Consorzi, le Fondazioni e i proprietari unici. Di unici proprietari ce ne sono 3-4, non di più tutto il resto sono Consorzi e Fondazioni. È chiaro che un unico proprietario ha –
io lo vivo su Trapani lo sapete – più reattività in quello che sono le decisioni e i problemi, però i Consorzi mi sembra che stiano funzionando, la Fondazione non mi sembra che non stia funzionando. Probabilmente bisogna darsi delle regole diverse rispetto a quelle che ci sono ora nello statuto della Fondazione e questo probabilmente sarà una discussione che porteremo in Assemblea il giorno 11 e valuteremo, vedremo. Non credo sia quello. Visto che c’è l’aumento di capitale chi fa l’aumento di capitale chi vuole prendere può prendere il 51% quindi c’è già in quel caso una figura su chi gestisce e chi comanda, nel caso la Fondazione rimarrà in minoranza come base, è già previsto”.
Le Coop faranno parte della struttura dei pochi ma buoni? Intenderanno accompagnare ancora sotto il profilo economico o eventualmente disimpegnarsi o ridurre? Per quello che riguarda Alberto io spero che il ruolo di Alberto come Presidente abbia una valenza molto tecnica perché la percezione che si è avuta dall’esterno è che fosse un tentativo disperato della Virtus di issare da parte della Società una specie di bandiera e di icona come parafulmine o grande traumaturgo.
Una ripartenza dalla A2 dove sarà importante avere la conoscenza della pallacanestro e da dove si deve cominciare il ruolo di Alberto dovrebbe essere più decisionista e più invasivo, naturalmente relativamente alle sue energie e delle sue problematiche che dobbiamo rispettare.

“Sul ruolo delle Coop ma anche di quelle di altri Soci io posso rispondere per me e Basciano c’è. Poi sugli altri non posso dire gli altri ci saranno o meno, daranno qualcosa daranno niente. Io posso rispondere e dirti che Basciano c’è se sarò ben accetto io ci sono, non posso rispondere per gli altri, decideranno loro se rimanere o meno.
Su Alberto voglio dire una cosa. Quando abbiamo dato l’incarico ad Alberto, non gli abbiamo dato solo un ruolo d’immagine. Non potevamo farlo per la figura di Alberto e per quello che ha rappresentato nel mondo della pallacanestro italiana, sarebbe stato offensivo per quello che vedo come un mito della pallacanestro italiana. Non sarebbe stato corretto verso la persona Alberto Bucci nel modo più assoluto. Alberto è stato sccelto come presidente della parte Virtus Basket per la sua storia, per la sua capacità, per la sua intelligenza, per il suo modo di motivare per la carica che ha dentro ma anche e soprattutto per la conoscenza tecnica di questo mondo”.
Quale sarà il prossimo anno il campo da gioco?
“Il contratto con la Unipol Arena è scaduto, valuteremo cosa fare. Ma è una decisione che non prenderà la Fondazione, ma il CDA di Virtus Pallacanestro. Non dipenderà da un eventuale ripescaggio”.


Alberto Bucci

Io voglio dire che la mia figura può essere di aiuto al di là delle conoscenze con chi collaboro, senza intervenire come non sono mai intervenuto con Giorgio per una questione di rispetto. Un allenatore allena, se ha bisogno chiama, se non ha bisogno non sarò certo io ad intervenire. Credo che nella Virtus ci sia un settore giovanile di grandissimo livello e deve partire col prendere giocatori di livello a seconda del campionato che farà prendendoli dal suo bacino e garantendosi un risultato senza fare promesse.
In A1 devi fare risultato e allora noi dobbiamo prendere giocatori che ritornino a fare diventare della Virtus un senso di appartenenza, questo anche per la gente, perché è vero che Brunamonti era di Rieti, ma Roberto arrivò nell’83 quando arrivai io e nel ’94 quando tornai c’era ancora Roberto Brunamonti. Dico Brunamonti per dirne uno ma ce n’erano altri e dico Gus Binelli, stessa cosa di Brunamonti. La gente si affeziona anche al senso di appartenenza dei giocatori.
Qui ci sono giocatori della giovanile che sono gia in Nazionale e giocano ad alto livello, abbiamo tre giocatori che a me piacciono molto come Mazzola, Vitali e Fontecchio, poi bisogna vedere se rimangono o non rimangono chiaramente ci sono delle situazioni economiche da discutere e ora sono liberi, bisogna trovare la maniera di tenerli qui.
Gli stranieri che devono arrivare devono occupare quei ruoli dove noi siamo scoperti per non disturbare la crescita dei nostri giovani. Fontecchio può essere criticato, ma ha vent’anni e secondo me è un giocatore fantastico. Si deve fare un progetto di tre anni, se sei in A2 puoi puntare all’A1 e se sei in A1 provi ad arrivare nei primi quattro posti. I nostri giovani hanno personalità, talento, orgoglio, sono bravi ragazzi sì mancano di esperienza rispetto gli americani, ma possiamo partire da lì senza raccontare bugie e la verità è che vogliamo avere una squadra che fra tre anni sia una delle protagoniste del campionato italiano”.
P
otresti fare l’Aza Nikolic della situazione
“Adesso si fa fatica, perchè dovrei impormi io, e si fa fatica. Se dico qualcosa all’allenatore che ho si sente offeso. Qualche anno fa avrei voluto fare l’assistente allenatore, ma nessuno mi ha voluto perchè temevano gli portassi via il posto, nonostante io con la chemioterapia non possa più allenare.

Se trovo un allenatore che mi chiede un parere sono contento, ma qui nessun allenatore giovane mi chiede niente. Un grande dirigente sarà vecchio, ma è una cassaforte che ogni tanto apri e trovi qualcosa che ti può dare un aiuto. Non dico di dire cose intelligenti, dico quello che penso. E finchè ci sono, finchè sarò vivo io darò il mio contributo qui”.
Com’è avvenuto il contatto con Joe Tacopina?
“Attraverso un amico comune, è stato molto gentile. Vuole vedere tutto, lo incontriamo nei prossimi giorni, speriamo che vada tutto a buon fine. Lui ha detto che si può fare, ma tra poter fare e fare c’è differenza”.

 

 

 

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