24 giugno, 2018

Tre campionati interlocutori, poi un altro scudetto sfiorato, quando la città di Bologna va vicinissima al bis tricolore

Tre campionati interlocutori, poi un altro scudetto sfiorato, quando la città di Bologna va vicinissima al bis tricolore
Photo Credit To (Archivio SEF Virtus) La Virtus 1960-61: Battilani (vice), Barlucchi, Canna, Paoletti, Alesini, Lombardi, Pellanera, Kucharski (all.) Gambini, Conti, Sardagna, Calebotta.

Nella stagione 1960-61 la Virtus comincia con una striscia di 13 vittorie, la speranza di arrivare allo scudetto è forte, invece le V nere vengono tagliate fuori più nettamente che nelle quattro precedenti annate.

Quattro sconfitte nelle ultime nove gare, quattro trasferte perse delle ultime cinque, hanno tarpato le ali ai bianconeri.

A tre giornate dalla fine i bolognesi sono ancora in corsa, appaiati al Simmenthal e a due punti dall’Ignis, ma con le trasferte di Milano e Varese ancora da giocare.

Contro il Simmenthal Pellanera segna subito, ma lo 0-2 sarà l’unico vantaggio Virtus della gara, ma i bianconeri lottano e si difendono con orgoglio fino alla fine, riavvicinando a più riprese le scarpette rosse, come dimostra il susseguirsi del punteggio: 10-5 al 5′, poi 18-9, quando Alesini sostituisce Pellanera, e subito la Virtus si riavvicina 18-15, 20-15 al 18′, 28-23 al 15′, poi Virtus a ridosso dei milanesi, 28-27, poi il Simmenthal sprinta e chiude il tempo 40-30.

Avvio di ripresa veemente delle Vu nere con un parziale di 0-6, 40-36, ancora meno 4 al 25′, 46-42, un bravissimo Conti riporta Bologna a una lunghezza 47-46, 54-50 al 30′, 63-59 al 35′ con questi 4 punti di distacco che sembrano la costante di questo secondo tempo, ma i bolognesi riescono ancora una volta a diminuirli fino al 63-62, per la terza volta nel match Idrolitina a meno uno senza riuscire a riagganciare gli avversari, infine alla distanza, come nel primo tempo, il calo dei petroniani e finisce 76-68.

Così la gara dell’ultima giornata a Varese non ha più significato, con l’Ignis già campione. I varesini, sconfitti solo nell’andata a Bologna, chiudono con 6 punti di vantaggio su Virtus e Olimpia.

Non è un caso che nella striscia negativa dell’ultima parte di campionato si sia inserita anche la bruciante sconfitta di Bucarest che ha eliminato le Vu nere dalla Coppa dei Campioni, ponendo fine alla prima manifestazione ufficiale a cui ha partecipato la Virtus fuori dai confini italiani.

Dopo aver eliminato l’Urania Ginevra e aver vinto all’andata, contro Bucarest, di 14 punti, i felsinei cedono di 16 in Romania e danno l’addio alla Coppa. Appendice della stagione il Torneo internazionale Italia’61 a Torino, dove le Vu nere colgono due belle vittorie contro Simmenthal e Racing Parigi, concludendo al terzo posto dietro le due squadre che l’hanno battuta, OKK Belgrado e Truckers Denver.


La Virtus arriva terza e fa pendere la bilancia

dalla parte del Simmenthal

L’anno dopo la Virtus è costretta ad osservare da lontano la sfida Simmenthal-Ignis, che chiudono a 38 punti e vanno allo spareggio; i bianconeri sono terzi a 30, ma le V nere sono indirettamente coinvolte nella lotta scudetto: a 6 giornate dalla fine Varese sembra avviata al titolo, ha infatti 4 lunghezze di vantaggio sui rivali milanesi, però l’Ignis cade malamente in casa proprio contro la Virtus Bologna (senza sponsor in omaggio ai 90 anni della S.E.F.), 90-96 il punteggio, con 22 punti di Lombardi e Paolo Conti.

Poi i milanesi, vincendo lo scontro diretto hanno appaiato i gialloblù e prevalendo nello spareggio di Bologna si sono aggiudicati il titolo.

Il 22 maggio 1962 una Selezione Emiliana composta da Alesini, Calebotta, Canna, P. Conti, Lombardi (33 punti), Paoletti, Pellanera, Zuccheri della Virtus Bologna e completata da Stefanelli e Varotto del Petrarca Padova, S. Rossi e Samoggia del Gira Lovari Bologna ha sconfitto per 75-74 a Bologna la Nazionale dell’URSS, imbattuta da 7 anni in Europa.

Non va meglio l’anno dopo, sempre terzi, ma ancora un po’ più lontani dalla vetta: il Simmenthal si conferma con 52 punti, poi Ignis a 46 e Virtus a 42.

Virtus 1962-63
Calebotta e Alesini lottano per un rimbalzo sotto gli occhi di Bonetto (foto tratta da Giganti del Basket).


Calcio e basket a braccetto

Nella stagione successiva, 1963-64, si torna a sentire profumo di scudetto, ma è un’annata particolare ed entusiasmante per la Bologna sportiva. La squadra di calcio insegue uno scudetto che manca da 23 anni, ma la Virtus non è da meno e rivuole quel titolo che le sfugge da otto anni.

Le due squadre conducono un percorso incredibilmente parallelo, la squadra di calcio sfida le due compagini milanesi, quella di pallacanestro ha anch’essa un avversario meneghino, il Simmenthal, e uno che si trova a meno di 50 km da Milano, l’Ignis Varese.

Ci sono però anche tante altre affinità, incredibile per esempio quello che successe il primo marzo: il Bologna vinse a San Siro contro il Milan, staccandolo di 3 punti, mentre l’Inter scavalcò i cugini e rimase a due lunghezze dai rossoblù; poco dopo, al Palalido, a 2 km da S. Siro a Virtus scende in campo con Calebotta, Alesini, Bonetto, Borghetti, Augusto Giomo, Lombardi, Pellanera, Santo Rossi, Tesoro e Zuccheri.

La Virtus è sotto di 10 all’intervallo, ma rimonta fino all’81-81 al termine dei tempi regolamentari e trionfa 88-92 dopo un supplementare trascinata dai 39 punti di uno scatenato Lombardi.

Le V nere si mantengono in scia a Varese, che è ancora a punteggio pieno e la sola capace di battere finora i bianconeri, mentre le scarpette rosse con tre sconfitte, giunte nelle ultime 4 gare (le altre due a Livorno e a Varese), sono attardati. La settimana dopo, mentre in città si parla solo dello scandalo doping che ha investito la squadra di calcio, la Virtus, vincendo a Roma, appaia al comando l’Ignis battuta a Livorno.

Il 22 marzo è in programma lo scontro diretto a Bologna: i bolognesi soccombono 62-67, ma non è finita, infatti alla penultima giornata il Simmenthal batte l’Ignis e la Virtus la raggiunge al comando.

Intanto il Bologna calcio, completamento riabilitato per quanto riguarda la vicenda doping, quattro giorni dopo la morte del suo presidente Renato Dall’Ara, batte l’Inter nello spareggio di Roma e si laurea Campione d’Italia, è il 7 giugno 1964. Sei giorni dopo è in programma l’ultima giornata del campionato di basket.

Varese ha un facile impegno casalingo, le V nere affrontano al Palasport il Simmenthal e vincendo la Virtus potrebbe anche lei giocarsi uno spareggio per il tricolore.

Il palasport quel giorno era rivestito di vessilli rossoblù e bianconeri, in una città grondante d’entusiasmo per lo scudetto appena vinto dal Bologna Calcio, ma anche forse un po’ sazia e soprattutto esausta per una stagione intensissima e la Virtus uscì sconfitta di 4 punti dai milanesi, così Varese vinse il titolo e i bianconeri furono raggiunti e superati dal Simmenthal per differenza punti.

Alla Bologna del basket non bastano 19 vittorie in 22 partite, anzi finisce addirittura terza, come magra consolazione Lombardi capocannoniere del torneo.

Virtus 1963-64
Lombardi, capocannoniere del campionato (foto Giganti del Basket).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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