20 luglio, 2018

Valli: “Cerchiamo due punti fondamentali”

Valli: “Cerchiamo due punti fondamentali”

Alla vigilia della partita interna contro Trento, ultima gara del girone di andata, Giorgio Valli (foto Serra/Virtus Pallacanestro) ha fatto il punto sulla situazione fisica della Virtus dopo una settimana nuovamente tribolata. “Non siamo riusciti a recuperare Fontecchio, mentre Ray domani giocherà. Andrà nei dieci anche Matteo Imbró, che potrà darci qualche minuto. Ray dovrà giocare una partita un po’ diversa domani, in questo momento ha poca esplosività e ha fatto solo due allenamenti completi, ha ancora la spalla affaticata e non perfettamente guarita. Ci darà una mano Benetti, promosso in prima squadra, che non è da vedere come un ripiego”.

La Dolomiti Energia Trento è la squadra rivelazione di questo girone di andata del campionato. “Incontriamo la squadra che sta giocando la migliore pallacanestro in Italia, con una gerarchia ben stabilita e italiani vincenti. Lo dimostra il fatto che hanno vinto tante partite grazie agli italiani, integrando perfettamente Tony Mitchell, primo marcatore del campionato. Saranno due punti fondamentali per noi, dobbiamo tenere a distanza una squadra tra Pesaro e Caserta, che occupano gli ultimi posti della classifica e che domani sera si scontreranno. Dopo Roma abbiamo sicuramente fatto passi avanti per quanto riguarda la selezione e la costruzione dei tiri, è normale che con l’assenza di Ray gli altri si responsabilizzino. Gaddy ha acquisito più consapevolezza, Hazell non ne aveva bisogno e ha fatto una buona prestazione, come anche i lunghi. Ray dovrà giocare più per la squadra ed essere meno finalizzatore, viste le sue condizioni non ancora ottimali. L’obiettivo di domani sarà vincere, ho bisogno che tutti si prendano le proprie responsabilità esattamente come sette giorni fa”.

Qualche parola infine sulla situazione di Gilchrist, unico giocatore a non aver brillato nella partita di Roma. “Gilchrist non ha smesso di impegnarsi, ma sono stato molto chiaro con lui, sa di essere il quarto lungo. Si sta adattando, c’è chi ci mette di più e chi ci mette di meno. I lunghi fanno sempre più fatica, ma i rookie in generale magari ci mettono un anno ad ambientarsi, per poi esplodere l’anno successivo. L’importante è non essere sfaticati e lui non lo è. Tassinari, ad esempio, ci ha messo quattro mesi ad adattarsi, ma a Roma l’ho messo in campo con discreta fiducia”.

Francesca Barbieri

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