21 novembre, 2017

Virtus, c’è attesa e voglia di giocare la finale…

Ormai ci siamo, mancano pochi giorni alla finale. I bianconeri si stanno avvicinando a quell’appuntamento in cui nessuno ad inizio stagione avrebbe mai pensato di arrivare a giocarsi, quelle partite che contano e che danno un reale valore e un senso alla stagione…

L’unione fa la forza…

Una squadra partita tra lo scetticismo generale che anche nei momenti più difficili ha risposto presente, nell’arco della stagione ha dimostrato la forza del gruppo che, nonostante gli intoppi (vedi Ndoja) e nonostante le prime sconfitte che contano dove si ha avuto anche il coraggio di mettere in discussione il coach (vedi playoff), ha sempre remato unito e compatto dritto verso i propri obiettivi. La forza di un gruppo guidato da un Alessandro Ramagli sempre pacato ed equilibrato a cui nel tempo si sono aggiunti un Davide Bruttini per sopperire all’assenza di Ndoja e con l’ultimo arrivato Stefano Gentile in più, vero e proprio “colpo di mercato” messo a segno prima dei playoff. Il play-guardia oggi sul “Corriere di Bologna” nell’intervista di Luca Aquino mette proprio in risalto la forza del gruppo bianconero: “Tutte le squadre si dimostrano vincenti per la capacità di lottare unite per un obiettivo comune. Qui alla Virtus ho trovato uno dei gruppi più uniti di cui abbia mai fatto parte” che guardando alla prima sfida della finale dice “Vorrei giocare già domenica, ma utilizzeremo questo tempo per prepararci. Ora conosciamo l’avversario. La chiave della serie sarà mantenere concentrazione e intensità avendo costanza nelle cose che facciamo. In campo aperto Trieste è una squadra che mette in difficoltà tutti, bisogna evitare di innescarli”.

I bianconeri fermi dal 2 giugno

La Virtus Segafredo è ferma da Gara3 contro Ravenna, era il 2 giugno e il 13 saranno 11 giorni in cui i bianconeri sono fermi. Oggi su “Il Corriere dello Sport-Stadio” Luca Muleo ha parlato con Alessandro Ramagli che spiega la chiave per affrontare Trieste “Dovremo pareggiare la loro energia, essere intensi perché è il cavallo di battaglia che hanno usato fin qui. Ci sarà meno tatticismo delle altre sfide, l’aspetto energetico sarà fondamentale”. Il coach guarda poi i suoi e fa il punto dopo essere stati fermi tanto “Ci siamo allenati bene, di squadra, senza enttare nello specifico visto che non conoscevamo l’avversario. C’è grande desiderio di giocare, dopo una stagione lunghissima, giocare è l’unica cosa di cui realmente hai bisogno”. Alessandro Ramagli si gode poi il momento a cui sono arrivati i suoi ragazzi e sente l’attesa che sale giorno per giorno “Ci sei arrivato, hai alimentato costantemente questo desiderio, alzato l’asticella. Sento grande fermento, desiderio ed eccitazione, però dobbiamo avere la capacità di stare sul pezzo, pensando alla prima, perché adesso è l’unica che conta».

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