11 dicembre, 2017

Virtus, brutta sconfitta in chiava salvezza

Virtus, brutta sconfitta in chiava salvezza
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Pallacanestro

Sanguinosa sconfitta per la Virtus Obiettivo Lavoro, che lascia due punti vitali nella lotta per la salvezza, anche in considerazione dei risultati dagli altri campi. Occasione fallita e rimpianti a mille, un match che era alla portata, nonostante la caratura degli avversari (a un passo dalla finale di Eurocup), viene perso per la ariditá offensiva degli ultimi 5′, dove la Virtus segna 0 punti. Forse é stato pagato lo sforzo per rientrare dal canyon scavato nel secondo quarto, ma il rammarico é grande. Ora la situazione é complicata, visto anche lo stato di forma delle dirette concorrenti che vanno a mille, le due trasferte a Pistoia e Cantú saranno di fondamentale importanza e il viatico per l’ultimo match casalingo della stagione, contro quella Torino che sta riemergendo fortissimo. Parlando dell’aspetto tecnico, ottime cose da Fontecchio e Pittman, la gestione del playmaking invece é stata deficitaria e tutti sono andati a sprazzi.

Primo periodo
Wright e Pittman si scambiano le prime cortesie all’interno del pitturato, Odom liberissimo non fallisce dall’arco ed è ancora il centrone bianconero a trovare un gioco da 3 punti e una stoppata che mandano in sollucchero la folla. Il gioco é piacevole, seppur a tratti é convulso, figlio della velocità e dell’intensità messa in campo dalle due squadre, visto anche l’elevata importanza della gara. Trento con calma si riporta velocemente avanti con un parziale di 9-0 griffato da Sutton (8-13 al 5′), la Obiettivo Lavoro perde il controllo di qualche pallone e Valli cerca di fermare il break chiamando minuto e inserendo Mazzola e Collins. Pascolo ne mette 2 alla sua maniera, di sostanza pura, prima che le VuNere si sblocchino trovando Pittman sotto le plance. La Dolomiti difende forte e in attacco non manca un colpo, Vitali tiene Bologna a contatto con una splendida azione che genera 3 punti, prima di perdere le staffe per un fischio mancato dagli arbitri. Si va avanti fino alla fine tra errori difensivi (Flaccadori punisce un paio di volte, colpevolmente troppo libero) che ampliano il gap quasi in doppia cifra.

Secondo periodo
l black out continua, palle perse ed errori al tiro e dalla lunetta non fanno muovere il tabellone dei padroni di casa fino al layup di Vitali dopo 2 minuti di gioco. La Obiettivo Lavoro soffre moltissimo la fisicità dei trentini, squadra tosta e concreta che si appoggia sulle spalle larghe dell’ex Nba Wright, ma basta una scintilla per accendere il fuoco delle VuNere ed é Fontecchio a prendere le responsabilità offensive (21-29 al 14′). Pittman, quando servito a dovere, é una forza della natura, ma é costretto a fermare Pascolo lanciato in contropiede e i fischietti gli sanzionano l’antisportivo, ben sfruttato dal nazionale di Trento. La zona di Valli viene bucata da Forray e gli uomini in grigio premiano a volte la maggior aggressività dei ragazzi di Buscaglia, inesorabilmente la diga bianconera cede e l’attacco non vede la luce per troppe azioni consecutive, Trento arriva al +15 prima che Hasbrouck inceppi la rete di passaggi degli ospiti per due facili. Lo staff della Dolomiti non permette il minimo calo di tensione fermando il gioco appena c’é questa parvenza, ma la Virtus é viva, Pittman da la carica in difesa ai compagni e ai tifosi, Collins ne mette 8 in un amen che mandano le compagini al riposo e ridanno immensa fiducia alla OL.

Stats di metà gara
Il divario numerico a favore degli ospiti é ampio, 50-29 nelle valutazione complessiva, per il resto le cifre raccontano di Trento sempre leggermente meglio di Bologna in ogni voce. La Virtus tira 11/23 da 2 e 4/9 da 3 (11/21 e 5/7 rispettivamente La Dolomiti). Collins arriva in doppia cifra di punti col rush finale, Pittman si ferma a 9, migliore realizzatore Lockett con 11.

Terzo periodo
Hasbrouck taglia la difesa 2 volte come il burro per 4 punti di qualitá e la difesa collettiva che non tirare i bianconeri rivali sono un gran segnale per iniziare la ripresa, Trento peró non molla un centimetro e risponde colpo su colpo. Lockett e Sutton sono difficilmente contenibili, Wright é glaciale ma Odom, Gaddy e Vitali replicano con precisione rendendo il match frizzante, anche se il 24 si mangia un rigore e un paio di palloni vengono sprecati dalla Obiettivo Lavoro (48-54 al 24′). Gaddy si fa ingolosire da una facile schiacciata che termina nel peggiore dei modi, ma la Virtus non si perde d’animo, Cuccarolo diventa essenziale per l’energia profusa, la partita diventa frenetica e lo spettacolo ne risente. Fontecchio trova 3 punti fondamentali ma Berggren ricaccia l’urlo in gola ai fan con un jumper pesante e una bimane che costringe le VuNere al timeout (51-60 al 28′). Ancora l’abruzzese di casa né infila una dall’angolo, ma ancora Berggren ne piazza 2, forse viziati da passi, Pittman e Mazzola spingono l’accelerazione della rimonta che porta la Unipol a una standing ovation fragorosa.

Quarto periodo
Pittman rimanda subito al mittente il tentativo di Berggren e Vitali recupera palla, poi é Fontecchio che manda la folla in delirio con l’ennesima tripla, quella del pareggio, ed un rimbalzo ad altezza stratosferica di pura voglia. Collins con una tripla a parabola altissima fa diventare il palazzo una bolgia ma é Peppe Poeta a raffreddare gli animi, rendendo la stessa moneta ai suoi ex tifosi. Gaddy e Mazzola si divorano occasioni per mettere la testa avanti, Pascolo é da applausi per la sua solidità ed ancora lo scugnizzo biondo punisce la difesa di Valli, prima che Mazzola, lasciato solo, sigli una tripla cruciale (68-69 al 35′). Le buone difese organizzate nel timeout vengono vanificate dagli errori offensivi in sequenza e dalla sfortuna, la Obiettivo Lavoro non trova piú il fondo del cesto, consentendo a Trento di allungare, pur non di molto (68-73 al 38′). Altro timeout che non porta frutti, la zona di Trento e l’attacco bloccato della OL procurano 2 airball di Mazzola e di Collins, Lockett si prende le responsabilità di un tiro a gioco rotto, a cui pensa per 5″ secondi e realizza esattamente come aveva immaginato, con la freddezza del killer. Ormai il morale dei bolognesi é sotto i piedi, non mancano le critiche dal pubblico per la gestione dei cambi, e la Dolomiti può chiudere il match a braccia alzate.

Obiettivo Lavoro Bologna-Dolomiti Energia Trentino 68-75
Parziali: 1/4 15-24 (15-24) – 2/4 21-19 (36-43) – 3/4 23-19 (59-62) – 4/4
9-13 (68-75)
Obiettivo Lavoro Bologna: Mazzola (6); Pittman (11); Vitali (9); Collins (13); Hasbrouck (8); Odom (5); Gaddy (3); Fontecchio (13); Fabiani (n.e.); Graziani (n.e.); Cuccarolo (0). All. Valli.
Dolomiti Energia Trentino: Sutton (9); Forray (5); Berggren (8); Poeta (5); Lockett (17); Lofberg (n.e.); Fiaccadori (5); Wright (13); Pascolo (13); Lechthaler (0). All. Buscaglia.
Tiri dal campo: Bologna 15/39 (12/27 da tre), Trento 24/43 (7/9 da tre).
Tiri liberi: Bologna 2/5, Trento 6/14.
Rimbalzi: Bologna 35, Trento 28.
Assist: Bologna 13, Trento 13.
Palle recuperate: Bologna 11, Trento 14.
Palle perse: Bologna 18, Trento 22.
Falli subiti: Bologna 17, Trento 17.
Arbitri: Seghetti, Begnis, Morelli.

Fonte: di Massimiliano De Panfilis (www.virtus.it)

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