18 novembre, 2017

Virtus, Patuelli “L’importanza di crescere nel mondo Virtus”

Virtus, Patuelli “L’importanza di crescere nel mondo Virtus”
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Pallacanestro Bologna

Sono passati ormai sette anni da quando, come ricorda lui stesso, “ho iniziato a fare della pallacanestro, che è sempre stata la mia passione, un vero e proprio lavoro”. Non poteva desiderare di meglio, Marco Patuelli, direttore sportivo del settore giovanile di Virtus Unipol Banca. Che ora è totalmente immerso nei progetti e nella quotidianità della sua quarta stagione nella casa bianconera. Per lui, un ulteriore motivo di orgoglio.

Alla Virtus sto proseguendo, con molta soddisfazione, un lavoro iniziato appunto quattro anni fa. In tutto questo tempo sono cambiate diverse persone, ma il settore giovanile ha sempre avuto un filo conduttore, ben radicato nella storia di una società che continua ad investire fortemente su un progetto che ha importanza fondamentale all’interno della mission e dell’attività bianconera. Ogni stagione è una storia a sé, ma gli obiettivi restano gli stessi: formare giocatori che possano arrivare ad esprimere il loro potenziale al livello più alto possibile, ed una delle soddisfazioni più grandi è quella di vedere alcuni di questi ragazzi che arrivano a giocare in prima squadra con i colori della Virtus. In questa stagione tanti elementi si sono affacciati al mondo senior dopo un percorso più o meno lungo all’interno del nostro settore, e in quel mondo hanno trovato buone opportunità e spazio in campionati come la Serie A2, la B o la C, a testimonianza del lavoro di assoluta qualità portato avanti dallo staff tecnico, allenatori e preparatori fisici. Coadiuvato da quello medico, preparato e competente, e da tutti i nostri dirigenti, che dedicano le loro energie ad una causa nella quale credono fermamente, aiutandoci a farne un fiore all’occhiello per la società”.

Un grande impegno che dà frutti di cui essere orgogliosi.
I risultati tangibili li hai quando i ragazzi che escono dal tuo settore giovanile arrivano alla prima squadra, o permettono alla stessa di affrontare allenamenti di qualità, integrando i giocatori di un roster che affronta un campionato di vertice. Un valore aggiunto per la società. Senza contare, come ho detto prima, i tanti giovani che usciti dalla Virtus continuano a vivere il mondo del basket a livelli appena meno alti, ma traendo comunque gratificazione dal loro impegno sportivo, e dando lustro alla “scuola” bianconera”.

Dietro a un settore giovanile fiorente, c’è una società che ne ha sempre fatto un fiore all’occhiello, nel segno della grande intuizione dell’avvocato Porelli.
C’è un filo logico da seguire, ed è fatto di progetti e idee. La società tiene in modo particolare al settore giovanile, da sempre. Le facce cambiano perché questo è fisiologico, ma dietro ci sono sempre obiettivi e programmi tecnici e fisici, linee guida a cui tutti si attengono per produrre un’attività del settore di alto livello”.

Il settore giovanile ha un compito delicato: si occupa della persona nel momento dello sviluppo. Accoglie bambini e fa uscire uomini fatti…
Il ruolo del formatore, di chi insegna ai ragazzi, si basa sulla conoscenza e condivisione di valori educativi fondamentali. Questo vale per i professori a scuola, ovviamente e prima di tutto per gli stessi genitori. E vale naturalmente nel mondo sportivo. Tutti quelli che lavorano alla Virtus sono ben coscienti del ruolo che hanno, e soprattutto della responsabilità che ne deriva. Al settore giovanile entrano, da esordienti, adolescenti di undici o dodici anni, ed escono uomini di venti. Chi fa il percorso completo può sta con noi otto o nove anni. Chi inizia il percorso con il Minibasket può arrivare addirittura a quindici o sedici. In questo periodo la componente educativa è fondamentale. Non è semplice avere a che fare con ragazzi che crescono, ma la consapevolezza di questo dà un senso ai nostri progetti, che vogliono essere formativi a 360 gradi, perché le regole che valgono nel mondo dello sport sono simili a quelle che un uomo cresciuto troverà nella vita di tutti i giorni”.

Per questo una “squadra” ben rodata diventa fondamentale.
Virtus Unipol Banca può contare su uno staff consolidato, ed è un valore aggiunto poter dare continuità al lavoro delle persone che ne fanno parte. Si cresce insieme, ed oltre alla formazione dei ragazzi c’è quella degli allenatori. I nostri capoallenatori hanno un background importante, un vissuto che li rende vere e proprie guide, e accanto a loro anche gli assistenti più giovani affrontano un percorso di formazione. La storia della società, d’altronde, parla di tecnici affermati che si sono fatti le ossa nel settore giovanile, arrivando a guidare squadre in campionati di altissimo livello”.

Di anno in anno si cresce tra investimenti e progetti a lungo termine. Non cambia, la rotta impostata dall’Avvocato.
In questa stagione abbiamo investito molto anche sul settore minibasket, che ha una casa, l’ex Cierrebi, responsabili come Davide D’Atri e Giuseppe Giordano con i quali si sta facendo un percorso programmato nel tempo, “spalmato” su più stagioni. Ci sono gli scolari delle elementari, o addirittura i piccoli del baby basket, una novità assoluta che porta bambini dai quattro ai cinque anni ad affacciarsi giocando alla nostra disciplina. Un vero e proprio serbatoio del settore giovanile, che dimostra come la Virtus sia sensibile al mondo dei ragazzi. Avvicinarli al nostro ambiente è importante, perché anche chi non dovesse continuare a giocare potrà coltivare la passione, e da quei campi potranno uscire anche i tifosi di domani. Un altro progetto destinato a rafforzare il vivaio bianconero è ArcoCampus, che permetterà di avere la foresteria, che ospiterà i ragazzi in arrivo da tutta Italia e dall’estero, proprio accanto alla palestra Porelli, la storica casa della Virtus: un investimento che darà alla società enormi benefici”.

Marco Patuelli, tra Imola e Bologna in queste sette stagioni ha vissuto la pallacanestro in ruoli diversi, da quella dei “grandi” a quella dei talenti in erba. Che valore dà a ciò che sta facendo da virtussino?
Io sono contento del percorso che ho fatto, nel basket e più in generale nello sport. Ho capito in fretta che da ogni attività si può imparare qualcosa, ogni giorno. A Imola ho lavorato nel mondo del basket senior, in Virtus nel settore giovanile: in generale parliamo sempre di pallacanestro, anche se cambiano gli interlocutori e quando ti rapporti a bambini e ragazzi l’approccio è ovviamente diverso. Il settore giovanile ti dà nuovi stimoli e nuove conoscenze: la chiave è essere sempre pronti a imparare qualcosa, non smettere mai di investire sulla propria formazione. Inoltre, una società che investe sulla crescita dei propri dirigenti avrà in ogni momento una grande ricchezza a cui attingere. La Virtus lo fa da sempre, con una palestra di proprietà e uno staff di primissimo livello su cui investire. Chi varca i suoi cancelli sa che qui dentro troverà strutture e professionalità difficili da eguagliare. Quello che serve per costruire qualcosa di duraturo, nel basket e nella vita”.


Fonte: Marco Tarozzi Virtus Pallacanestro Bologna (www.virtus.it)

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