22 novembre, 2017

Virtus, Ramagli pre match Leonessa Brescia

Virtus, Ramagli pre match Leonessa Brescia

Le parole di coach Alessandro Ramagli, alla vigilia della partita contro la Germani Basket Brescia per quella che è la 7. giornata del campionato di Serie A PosteMobile.
I bianconeri giocheranno al PalaDozza domenica 12 novembre 2017, sarà trasmessa alle ore 20:45 in diretta Tv su Eurosport Player e su RaiSport+ HD (canale 57 del Digitale Terrestre). Diretta anche su Radio Bologna Uno, emittente radiofonica ufficiale dei bianconeri, sulle frequenze degli 89.8 mhz a Bologna con commento di Alessio De Giuseppe e resoconto in tempo reale della partita sui profili Facebook , Twitter e Instagram della Virtus.

Devo dire la verità, non dò mai grandissimo valore al precampionato, ma avendo visto molte squadre ho avuto un’eccellente impressione per due di queste: una era Varese e l’altra è Brescia. Alla fine la previsione che potessero essere due squadre molto funzionali in questo campionato si è rivelata esatta, entrambe stanno facendo bene.
Per quel che riguarda domani Brescia è una squadra che ha un elemento molto significativo: un altissimo quoziente cestistico, una squadra molto intelligente che gioca con grande logica. Senza andare a scomodare le statistiche, le squadre che hanno grande logica hanno la capacità di produrre molti assist in relazione alle palle perse che invece determina e al contrario, difensivamente, è in grado di far produrre agli avversari molte più palle perse di quanto non siano gli assist.
Quello che gli americani chiamano rapporto tra assist e palle perse determina secondo me il vero senso della qualità del gioco di una squadra e loro a mio parere sono i migliori in enrambe le fasi quindi sono la squadra che produce più assist rispetto alle palle perse che fa, determinando negli avversari il maggior numero di palle perse in relazione agli assist che gli avversari fanno.
Questa mi sembra un po’ la sintesi di quella che è la caratteristica di Brescia, una squadra che gioca con grande logica, con tanti giocatori cestisticamente molto intelligenti, per questo motivo non è un caso che in questo momento siano in testa alla classifica. Se dopo sei giornate Brescia è in testa alla classifica un motivo c’è, loro non hanno determinato questa classifica attraverso le percentuali piuttosto che altri elementi, ma attraverso la logica con la quale giocano. È una squadra molto difficile da incontrare in questo e si merita di stare lì. Quello di domani sarà a tutti gli effetti un ‘big game’ perché quando incontri la prima in classifica con zero sconfitte in sei gare, significa che incontri una squadra che ha tanta qualità, ma soprattutto una pallacanestro di grande ordine e grande equilibrio che si traduce nei risultati che è riuscita ad ottenere sul campo
”.

Entrando nel merito di Rosselli, la tua versione di quello che è successo con Guido?
Non c’è nessuna versione, è già stato detto tutto, è gia stato comunicato tutto. Posso solo aggiungere che un giocatore o un atleta, in generale, per esprimersi al meglio deve avere una condizione di comfort nella situazione nel quale si trova. Evidentemente per lui questa non era una situazione di comfort, sia dal punto di vista cestistico che dal punto di vista non cestistico. Quando questo succede, spesso e volentieri quell’atleta di qualunque disciplina si parli, non riesce ad esprimere quello che è il suo potenziale e questa è la situazione che ha poi determinato tutto il resto, non mi sento di aggiungere nient’altro”.

Come hai vissuto tu questa fase? Non è che siete arrivati dalla mattina alla sera a prendere questa decisione e visto che l’anno scorso Rosselli è stato uno dei leader che ha portato la Virtus alla promozione e per quello che si vedeva fuori e dentro al campo aveva un confronto importante con te, come hai vissuto tutto questo periodo?
Il periodo non ha vissuto di situazioni scatenanti, semplicemente si respirava la difficoltà di avere un giocatore che non si trovava in una situazione di comfort, questo sì. Io chiaramente non l’ho vissuta bene,  quando hai un giocatore che ti accorgi che non riesce a stare nella sua situazione di comfort, non la vivi bene. Io, lui, la squadra e lo staff abbiamo cercato di ricreare la situazione ideale che però, di fatto, non è mai avvenuta. Questo è il modo in cui l’ho vissuta io, come qualunque altro giocatore che cerchi di mettere a suo agio, ma che non riesci a mettere a suo agio. Questa è una cosa che ti lascia chiaramente l’amaro in bocca, perché vorresti che tutti fossero nella miglior situazione e condizione possibile per espriremere il proprio modo di giocare a basket. Però non sempre succede, questo è stata una di quelle situazioni”.

Una cosa di cui avete parlato all’inizio della stagione, del suo ruolo del suo impiego, è successo qualcosa dopo?
Non è successo niente dopo. È giusto che si sappia che non ci sono state situazioni scatenanti, non ci sono state risse, non ci sono stati litigi. Evidentemente era una situazione nella quale lui non si trovava bene, perchè poi un conto è valutare le cose in estate, un conto è viverle poi nel corso della stagione. Questo ha fatto sì che il tutto non funzionasse come tutti quanti invece ci aspettavamo, lui in primis, io per secondo, poi la squadra e la società. Questo è quello che è stato, non ci sono situazioni scabrose da dover nascondere, semplicemente queste cose ogni tanto succedono e quando succedono non fanno piacere, ma alla fine queste cose prendono la strada che è stata poi determinata nel corso di questa settimana”.

Era un ruolo di secondo piano?
In realtà era molto chiaro quello che noi ci aspettavamo e quello che doveva essere il ruolo determinato, richieste tecniche per lui talvolta difficili da dover sostenere. Questo è legato alla struttura della squadra, un allenatore prende sempre delle decisioni in relazione a quelle che sono la necessità della squadra. Nel momento in cui io facevo giocare Guido in un ruolo che non è esattamente il suo, è perché la squadra ne aveva bisogno, non perché io volessi prendermi il vezzo di voler fare una cosa di questo tipo. Evidentemente questo non era funzionale e non creava al giocatore quello stato di comfort necessario per cui si potesse esprimere per quelle che sono le proprie potenzialità”.

Rispetto a Venezia e a Milano cosa cambia?
Sono avversari diversi, ho fatto riferimento ad un dato statistico che secondo me fotografa perfettamente il tipo di squadra che è. È squadra che gioca una pallacanestro di un’efficienza talvolta disarmante, riescono ad essere efficienti a prescindere da quelle che sono le scelte degli avversari a volte drastiche, a volte meno drastiche, ma loro sono un camaleonte che riesce ad adattarsi alle situazioni che capitano. Hanno giocatori di qualità, oltre che qualità tecniche hanno un grandissimo quoziente intellettivo cestistico, rendendoli una squadra intelligente e logica. Domani ci si trova davanti ad una bestia difficile da domare, ma noi siamo qui per fare esattamente questo”.

Quello che è successo pensi che possa aver in qualche modo distratto la squadra?
Quando succede una cosa del genere, non è mai una situazione che viene vissuta con leggerezza, ma noi siamo qui per fare il meglio possibile per la maglia che portiamo addosso e domani ci saranno giocatori che dovranno fare qualche sacrificio per spendersi in un ruolo che non è propriamente il loro. Dovremo chiedere anche a giocatori che hanno avuto impieghi fino ad oggi diversi, cose diverse, però questo fa parte delle logiche di una squadra che sta costruendo la propria identità e che, anche domani, dovrà avere una risposta importante in un test non banale, visto che non giochiamo contro l’ultima in classifica ma con la prima in classifica imbattuta
Questo vi fa capire il livello di difficoltà di questa gara, a maggior ragione penso che sia un test probante anche per impieghi diversi e per rotazioni diverse, perché all’assenza di un giocatore che stiamo cercando sul mercato per completare il roster di questo gruppo, ci sarà un’assenza in più a cui dovremo far fronte con le risorse interne e sono convinto che lo faremo”.

Rianalizzando a freddo la prestazione di Milano, a livello di gestione, Lafayette e Stefano Gentile sono un po’ che si portano dietro questo problema, è una fase transitoria?
Lafayette difende palla come nessuno in Italia riesce a fare, in attacco può avere avuto difficoltà ma ci garantisce alcune cose che altri giocatori non sarebbero in grado di garantirci. Abbiamo scelto i giocatori cercando di creare il giusto mosaico con quelli che gli giocano vicino, cerchiamo di mettere dei giocatori vicini e non uno sopra all’altro. La presenza difensiva che Lafayette ci garantisce altri giocatori non me la danno, è stato sempre eccellente quando è stato in campo, quello che fa difensivamente per la squadra è un tesoro dal quale la squadra attinge costantemente e mi sembra un aspetto non marginale. La stessa cosa vale per Stefano Gentile, un giocatore che, rientrato dopo tre partite saltate, ha ritrovato pian piano la condizione fisica, è dovuto reinserirsi in una situazione nella quale è stato fuori per un periodo non breve, ci sono cose che si fanno col tempo e la disponibilità. Sono convinto che Lafayette ritroverà anche la sua verve offensiva e Gentile ritroverà la continuità di rendimento che passa dall’avere una costanza di allenamento che lui, gioco forza, non ha avuto a causa dell’infortunio”.

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