16 luglio, 2018

Virtus, spuntano le prime ipotesi sul futuro

Virtus, spuntano le prime ipotesi sul futuro

A campionato appena concluso con una deludente retrocessione in A2, iniziano a prendere corpo le prime ipotesi sul futuro della Virtus sia a livello societario che sulla gestione tecnica per la sostituzione del coach. A livello tecnico erano già state fatte delle ipotesi la settimana scorsa da Stadio sulla sucessione di Giorgio Valli e oggi Spicchi d’Arancia, in attesa della conferenza stampa di domani del Presidente della Fondazione Virtus Pietro Basciano e del Presidente della Virtus Alberto Bucci, mette sul tavolo alcune ipotesi sul futuro della società.

La Virtus Bologna tra Basciano, Tacopina e un ritorno di Sabatini

Bologna valuta il futuro dopo la prima retrocessione in serie A2 sul campo della sua storia (nel 2003 fu radiata dopo aver chiuso la stagione al tredicesimo posto). Un eventuale ripescaggio, che non potrà comunque essere formalizzato prima di metà luglio, non cancellerebbe lo scioglimento automatico al 1 luglio del vincolo con tutti i giocatori sotto contratto professionistico. Il primo nodo da sciogliere è quello relativo alla proprietà del club: l’attuale uomo forte Pietro Basciano è intervenuto personalmente (si parla di 650mila euro) per coprire il fabbisogno di una stagione nella quale la Fondazione che è proprietaria del club si è progressivamente assottigliata passando da 32 soci iniziali a soli 6 realmente operativi. A marzo è stato lanciato un aumento di capitale di 1,5 milioni di euro, aperto ad aprile anche a soci esterni: l’unico interessamento, da verificare in termini concreti, è stato quello di Joe Tacopina, ex presidente del Bologna Calcio. Si ipotizza anche un ritorno ai vertici di Claudio Sabatini, proprietario della Virtus dal 2003 al 2014 quando cedette le quote all’attuale
Fondazione. Qualora il nuovo asse societario faccia ancora capo all’attuale presidente di LNP affiancato da nuovi investitori, si valuteranno Attilio Caja (SportLab Agency) e Alessandro Ramagli (Players Group) come candidati alla panchina.

Intanto tutti i contratti dei giocatori sono decaduti, tutti svincolati

La retrocessione in serie A2 azzera il patrimonio contratti della Virtus Bologna. L’articolo 7 comma 1 del regolamento esecutivo settore professionistico dispone infatti che la retrocessione in un campionato dilettantistico – quale è la serie A2 dalla stagione 2013-14 – causa lo svincolo automatico di tutti i giocatori. Compresi quelli legati da un contratto pluriennale: su tutti Simone Fontecchio (Players Group) che era legato fino al 2020 pur con varie uscite anche in ottica NBA. Ma decadono, almeno dal punto di vista formale, anche gli accordi con Allan Ray (BDA Sports-MVP), Abdul Gaddy (Rival Sports-Zoli), Michele Vitali (Riccardo Sbezzi) e Valerio Mazzola (SigmaSports) che erano legati alle Vu Nere fino al 2017. La retrocessione della Virtus causerà anche il decurtamento delle ultime due mensilità degli stipendi secondo quanto previsto dall’articolo 20 comma 4 dell’accordo collettivo con la GIBA; il provvedimento varrà anche in caso di eventuale ripescaggio.

Fonte: Spicchi d’Arancia

About The Author

Related posts