24 maggio, 2018

Virtus, the day after

La partita giocata dalla Virtus nel posticipo della diciottesima giornata di campionato è stata veramente uno spettacolo desolante sotto tutti i punti di vista. La sconcertante prestazione fornita dalla squadra di Giorgio Valli ha evidenziato tutti i limiti e le mancanze di un gruppo nato ad inizio anno con obiettivi societari in linea con la stagione precedente, ma poi successivamente rivisti al ribasso per disavventure e infortuni vari, ma anche e soprattutto per le prestazioni altalenanti che hanno contraddistinto questo gruppo fino ad oggi. I bianconeri non vincono fuori casa da esattamente un anno, giorno più o giorno meno, il fattore campo sarà un grosso crocevia per la salvezza che, dopo l’incontro di ieri, vedrà togliere dalla mischia Capo d’Orlando che ha surclassato i bianconeri in casa e fuori, in vista di un eventuale confronto diretto a parità di punti.
Nella partita di lunedì si sono visti tutti i limiti dei virtussini in fase di costruzione di gioco ma anche soprattutto in fase realizzativa con azioni troppo spesso forzate o palle scaricate a Pittman in area che in alcuni casi non sapeva nemmeno a chi darla fuori dal perimetro perché i compagni non si facevano trovare. Dicevamo delle percentuali basse al tiro, male ormai cronico di questa squadra, lunedì 47,4% di media (tenendo presente il 62% di Pittman con 11 punti 5/8) con 18/38 da due e il 17,4% e 4/23 da tre.
Nella partita di Capo d’Orlando si è vista anche la totale confusione da parte tecnica, Giorgio Valli al termine di un time-out nel terzo quarto fa rientrare la squadra solo con quattro elementi e Fells che si sbraccia per indicare al coach la mancanza di un uomo (vedi video).
Ma da dove arrivano queste mancanze? Possiamo partire dalle “scelte” da general manager di Giorgio Valli in fase di costruzione (secondo noi azzardate), facendo affidamento su due perni (Allan Ray e Dexter Pittman) e decidendo di far ruotare il gruppo (in larga parte dello scorso anno) su di loro e fin qui ci potrebbe anche stare, ma come succede nelle annate storte (e a volte capitano anche queste), capita l’imprevisto che uno dei due perni si inceppa (Ray) dopo una preparazione ad alti e bassi per problemi al ginocchio e si decide di operare (con l’avvallo dello staff tecnico), privando la squadra di un uomo che garantisce almeno sui numeri della scorsa stagione 16,9 punti a partita.
Insomma, i difetti di questa squadra sono gli stessi di due mesi fa, quando  i bianconeri erano con Pendarvis Williams (miglior esterno A2 della scorsa stagione con 15,4 punti a partita) deludente coi suoi 7,5 punti a partita, le aspettative erano ben altre, che poi si infortuna e viene tagliato e sostituito dalla nuova scelta del coach Courtney Fells (10 punti a partita (35,7 da due e 27,6 da tre) che poi non fa proprio quella differenza che ci si aspettava e che a sua volta si trova in discussione e in aria di taglio. Infine arriva da Cantù Kenny Hasbrouck per provare a dare quella svolta ai bianconeri che in realtà non si riesce proprio a vedere (media di 9,5 punti col 28,6% da due e 40% da tre nelle sue due partite a Bologna).
Non sono poi esenti gli italiani, fin qui decisamente deludenti nelle loro prestazioni. I giovani ragazzi bianconeri non stanno rendendo secondo le aspettative e anzi, sembrano decisamente involuti: Simone Fontecchio viaggia a una media stagionale di 8,7 punti partita (2 punti su liberi in 16 minuti nella disfatta di Capo d’Orlando), Michele Vitali 7,9 (7 punti 3/8 da due e 1/2 nei liberi in 31 minuti nella partita con l’Orlandina), Valerio Mazzola 8,3 (5 punti in sicilia) e Gino Cuccarolo (0,5 punti a partita come media stagionale), troppo pochi i punti nelle mani…
Valli nella sua intervista post partita ha dichiarato: “Quando prendi 30 punti in una partita di Serie A, dove le squadre sono tutte livellate, ci sono altre ragioni che non sono solo tecniche e dovremo analizzarle coi giocatori”.
Questa affermazione fa intuire che lo spogliatoio sia un po’ una polveriera e a questo punto la domanda sorge spontanea: siamo così sicuri che il rientro del capitano sposti gli equilibri in maniera così determinante sia a livello caratteriale che in termini di gioco? Perché il problema di questa squadra nell’ultima partita è stato anche quello del gioco…

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