21 novembre, 2017

Virtus, Top & Flop del match contro Venezia

Virtus, Top & Flop del match contro Venezia

TOP

Profondità di Venezia
Dimostra a cosa servono 12 giocatori (ancora assente Tonut), nelle partite dure e combattute un mattone anche solo come fiato è un contributo basilare per arrivare lucidi nel finale.

Kenny Lawson
Fin qui pareva quello più indietro, oggi contro lunghi atipici detta legge, col senno del poi avrebbe fatto comodo nel finale quando Slaughter non aveva i suoi riferimenti nel pitturato.

Intensità Virtus
A lungo ha costretto Venezia a perdere palloni, costruire malamente stando in piedi solo per prodezze personali, domina a rimbalzo e mostra facce vogliose di far proprio l’incontro.


FLOP

La difesa Virtus sull’arco
Era risaputo, nulla di grave, ma Venezia ha finito per imporre il suo gioco fatto di tanti possessi e tiri rapidi dall’arco, ben 28 contro i 33 da 2, nonostante lo 0/7 negli ultimi 10’ ha portato la partita sui suoi canali.

L’insistenza di Alessandro Gentile
Ha provato per tutta la partita a puntare il canestro e tirare sempre in controtempo per andare sopra ad una difesa tonica, se in avvio è andata bene, nel finale questo ha limitato la costruzione del gioco e non ha portato punti.

Michael Umeh & Oliver Lafayette
Nei momenti clou dell’ultima frazione sono mancati i loro colpi dall’arco presi piedi a terra quando servivano come una bottiglia di acqua fresca nell’Atacama.

Rimbalzi di Venezia
Certo hanno vinto, ma concedere 12 rimbalzi in più ha dato la possibilità alla Segafredo di rimanere in partita e giocarsela fino all’ultimo secondo.


A cura di Luca Cocchi

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