05 Ottobre, 2022

Coach Ciocca: “Che emozione il PalaDozza”

Coach Ciocca: “Che emozione il PalaDozza”

Abbiamo fatto due chiacchiere con coach Cesare Ciocca, allenatore della Pienne Basket di Pordenone, che domenica sarà ospite della Fortitudo al Paladozza.

Coach Ciocca, per prima cosa complimenti per la stagione che state disputando. Ve lo sareste mai aspettato?

“Assolutamente no. È chiaro, ad inizio anno si spera sempre di potere migliorare la stagione precedente (Pordenone è stata eliminata ai quarti di finale playoff da Legano,ndr), ma abbiamo allestito una rosa che ci permetta di raggiungere una salvezza tranquilla. Poi sono arrivate sei vittorie in otto partite e il morale è salito, ma dobbiamo rimanere con i piedi per terra perchè da qui in avanti il campionato sarà più difficile”.

Dopo sei vittorie consecutive, domenica avete perso al fotofinish contro Udine. Cosa vi è mancato?

“Niente. Sono orgoglioso dei miei ragazzi, che sono rimasti in gara per quaranta minuti; poi la maggiore qualità degli avversari è venuta fuori ed è stata determinante. Certo, se non avessimo tirato con il 54% i tiri liberi, magari il risultato sarebbe stato diverso, visto che alla fine ci sono stati solo tre punti di scarto.

Lei ha parlato di salvezza, ma la classifica dice che siete nel gruppone delle squadre al secondo posto. E’ lecito sognare i playoff?

“Aspettiamo la fine del girone di andata; Pordenone è una pizza che vive di basket, che ha più tesserati nelle squadre giovanili di pallacanestro che di calcio. I nostri risultati stanno portando entusiasmo e pubblico; ma solo tra qualche partita sapremo di più sul nostro futuro.

Parliamo un po’ della Fortitudo, squadra costruita per vincere ma dalla quale ci si aspettava di più; come la vede?

“La Fortitudo per storia, blasone e seguito di pubblico merita sicuramente categorie superiori. Però c’è da dire che ci sono tante squadre forti in questo girone, che è nettamente più difficile degli altri: Orzinuovi, Montichiari e la stessa Udine sono costruite per vincere e non penso che arrivare secondi, alla fine, possa essere un risultato negativo. Quello che conta sarà poi la condizione che i ragazzi di Vandoni avranno ad aprile, quando cominceranno i playoff, ma sono convinto che il coach stia lavorando in quell’ottica. In più, mettiamoci anche che la Fortitudo è una squadra completamente nuova e fino ad oggi è stata falcidiata dagli infortuni: questo ritarda i processi di amalgama e formazione del gruppo, e non aiuta ad ottenere risultati immediati”.

Cosa servirà per vincere a Bologna?

“Un miracolo, possiamo vincere solo grazie ad un miracolo. A parte gli scherzi, vogliamo solo fare bene e cercare di mettere un po’ di sabbia negli ingranaggi dei biancoblù; non veniamo a Bologna per essere vittima sacrificale, vogliamo essere protagonisti della partita ed evitare che si trasformi in un monologo Fortitudo”.

Giocherete al Paladozza. Che effetto farà esibirsi davanti a più di 3.000 persone?

“È un impianto che trasuda storia, sarà un onore giocarci. Alleno la squadra più giovane del campionato, speriamo che a qualcuno non tremino le gambe entrando al Palazzo. Inoltre, ho grande rispetto e stima per la Fossa dei Leoni, una tifoseria che non offende e pensa solo alla sua squadra. È il bello di Bologna, i tifosi non pensano agli avversari, ma solo ad incitare i loro giocatori”.

Giacomo Bianchi

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