22 Ottobre, 2021

Fortitudo, Boniciolli pre Ravenna

Di seguito le parole o l’audio di Matteo Boniciolli nel pre partita che vedrà domani nel turno della 10 giornata di campionato alle ore 18:00 al Paladozza, giocare la Fortitudo contro l’OraSì Ravenna. Nel derby Emiliano-Romagnolo i biancoblù cercano la conferma e la continuità  all’interno delle mura casalinghe ancora inviolata.

Abbiamo Daniel che è stato fermo per qualche giorno, poi giovedì e venerdì si è allenato, ma la sua assenza ci ha costretto a modificare il tipo di lavoro, facendo tanto sulla metà campo e trovandoci quindi fuori ritmo in altre cose, ma ci siamo arrangiati nel modo migliore possibile. E cerchiamo di risolvere ogni tipo di problema”;
Brescia era una partita che forse non ci si aspettava di vincere, ma visto come è andata?
A differenza di altre, è una partita che abbiamo giocato, e per una neopromossa come noi, che abbiamo cambiato assetto varie volte, con il miglior attaccante italiano che si è fatto male e che forse domani per la prima volta sarà in condizioni accettabili, non è male. Io dopo aver riguardato e analizzato la partita ho notato che abbiamo tenuto il vantaggio per 30’, e anche se questo non conta ti viene da pensare che lo sforzo fatto da Brescia per recuperare qualche fallo dovrebbe averlo portato, ma loro hanno tirato molti liberi più di noi, segnandone 22 a 5. E’ qualcosa che pesa. Oppure altre cose che contesto è che non sono tanto d’accordo sul concetto di crollo finale, dato che l’ultimo break, dopo essere stati sotto di 8, lo abbiamo fatto noi. Siamo finiti sotto di uno, abbiamo affidato la palla per vincere ad un pick and roll tra Daniel e un diciottenne marcato da un veterano come Bushati: ho il sospetto, non la certezza, perché forse la classe arbitrale si è fatta trovare impreparata ad un allargamento della A2 (ma lo dico senza polemica: devo dare tempo a Candi, dobbiamo darlo anche ai giovani arbitri), che lui lo abbia aspettato e a parti invertite quel possesso sarebbe diventato un fallo. Sono cose che abbiamo messo in conto, ieri ho avuto un positivo incontro con i massimi dirigenti di serie A, e spero che venga apprezzato questo discorso di prospettiva che stiamo dando al campionato. Se contro Mantova avesse tirato Candi contro Di Bella forse ci avrebbero fischiato fallo a favore, chissà, forse con Brescia anche qui a parte invertite, ora avremmo avuto 4 punti in più. Ma stiamo accompagnando Candi, e altri suoi compagni, in un processo di crescita che ci porterà a fine stagione, con qualsiasi risultato, ad avere molto in mano del lavoro che stiamo facendo, e il prossimo anno non dovremo ripartire da capo. Ricordando che nei playoff, se ci arriveremo, nessuno ci vorrà incontrare, e se per caso dovessimo essere promossi avremmo comunque in A1 un gruppo di italiani solido. Io ho 53 anni, questo progetto l’ho scelto io, e so che se le promozioni fossero state tre forse avremmo fatto scelte diverse. Così, non avendo idea di chi potrà vincere il campionato, ha senso progettare. Penso a Italiano, che a Piacenza giocava poco e che qui è cresciuto. Penso a Raucci, che ora cancella gli americani avversari e che non era scontato. Ecco, sarebbe bello che oltre alla crescita ci fossero risultati, e se domani vincessimo finiremmo questo primo terzo di campionato con bilancio in pari, e non sarebbe male visto le sfighe avute fin qua”.
Con diverse gestioni finali forse si sarebbe potuto vincere qualcosa in più?
Il tipo di gioco che noi pratichiamo rende fisiologico perdere qualche palla in più, facciamo sforzi fisici difensivi per cui dovremmo essere dei mostri ad essere poi, subito, lucidi in attacco. Dobbiamo imparare ad utilizzare questa energia in modo migliore, e non è facile. Domani sono curioso di vedere Sorrentino, che ha fatto due buone gare ma questo non basta. Ieri una squadra di A1 ha chiesto Candi da subito, noi abbiamo detto no, ma questo dimostra che stiamo facendo qualcosa di importante. Sarebbe bello far passare questo messaggio, che la scelta fatta su questa squadra è funzionale alla struttura del campionato. Non volevamo sprecare tempo e soldi, e i soldi ora sono sacri. Domani giochiamo contro un giovane collega con cui ho lavorato a Roma ed è uno dei migliori allenatori emergenti, solo che nel basket di oggi si pensa solo ai 5+5 o robe simili: la carriera di Martino è passata sotto traccia, ma l’anno scorso a Ravenna con poco budget se non si fosse fatto male Foiera, da capo allenatore, poteva vincere il campionato. E quest’anno, fattosi male il play titolare e con squadra non lunghissima, sta facendo bene. Ecco, se domani riuscissimo a vincere una gara bella e divertente contro Ravenna ci porterebbe ad avere un risultato da 6+ in pagella, niente più e niente meno. Ogni cammino comincia da un piccolo passo”.
Temi il rischio di rilassarsi dopo due buone gare?
Sono favorevole alla prevenzione, non sono intervenuto perché lo temo, ma perché temevo che potesse capitare. Io con loro sono molto chiaro: sul breve posso essere spiacevole, spiacevolissimo come dopo Matera, ma una regola che mi viene semplice è che se uno fa bene gli dico bravo, se non fa bene gli dico altre cose. E questo non solo con Candi e Montano, ma con tutti. L’attenzione durante la settimana è stata buona, e non vedo perché non dovremmo far bene, non dimenticando che in campo ci sono anche gli avversari. Io conosco molto bene chi allena Ravenna, quando gioca mi sembra di vedere un autoritratto”.
Dei tuoi chi è che ha più margine di miglioramento?
Parto da uno che ha lo status di straniero: Daniel ha messo due triple, io gli ho detto che se vuole restare a metà tra A1 e A2 può bastare quello che ha, se vuole fare il salto di qualità come tanti giocatori che ho allenato deve imparare a fare certe cose. Lui ha grandi margini. Iannilli anche, perché solo adesso, dopo aver perso 11 chili lo scorso anno, sta capendo quanto un certo tipo di gioco gli possa dare il vantaggio di finire la carriera meglio di come sia andata finora. Italiano sa che ad alto livello può essere simile a Meo Sacchetti (da giocatore), e che deve diventare una ala piccola migliorando così anche quando si sposta in ala grande. Raucci a Brescia ha portato palla in contropiede e pensiamo da dove arriva. Quaglia sta giocando da 4 anche se ha un carattere molto apprensivo che lo frega, e io non mi sarei stupito a vederlo, con quel fisico, a giocare nell’Olympiacos, perché in allenamento è il nostro miglior tiratore da 3. Sorrentino viene da due anni orribili, ora si sta beccando i peggiori insulti mai usciti dalla mia bocca e intanto ha messo 21 contro Treviso quando l’anno scorso non la metteva in una vasca. E non parlo di Candi e Montano. Questo è il bello del mio mestiere, quando un giocatore capisce che sta crescendo lavora più volentieri, e ho gente a cui piace lavorare anche in extra. Ripeto, se dovessimo entrare nei playoff saremmo, come diceva Valerio Bianchini, una mina vagante. Io sono arrivato che eravamo terzi in B2, ora con quasi lo stesso gruppo siamo ottavi in A2: ogni giocatore sa che può migliorare quotidianamente, stiamo migliorando le letture, ma ci vuole tempo. Noi continuiamo, in un sistema che costringe i singoli a migliorare”.
Candi non rischia di bruciarsi?
Io ricordo Cavaliero, che era un enfant prodige e che ha perso tempo andando a fare panchina a Milano. Qui Candi gioca, non gli serve andare a vedere giocare un americano davanti a lui, ma questo dimostra che stiamo lavorando bene e che fuori di qua se ne stanno accorgendo”.

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