
Le parole degli altri protagonisti della Fortitudo nel post match Gara 5 della Finale Playoff Serie A2.
Davide Raucci: “Ci abbiamo creduto fino alla fine, onore a Brescia perchè sono stati più bravi, per quel che riguarda noi, ci riproveremo il prossimo anno. Lavoreremo già da subito per non commettere più gli stessi errori come abbiamo commesso in una finale come questa, il prossimo anno saremo più bravi. C’è rammarico perché comunque abbiamo lavorato sodo, per molti di noi è da luglio dello scorso anno che stanno lavorando ininterrottamente, abbiamo fatto due settimane di pausa ad agosto e basta, quindi i risultati si stavano vedendo, per questa cosa eravamo carichi ma è andata così”.
Nazzareno Italiano: “Questa stagione penso sia l’unica cosa da ricordare di questa partita, io non ricordo altro. Abbiamo lavorato tanto e abbiamo regalato tanto alla nostra gente, alla fine è quello che si meritano i ragazzi che ci seguono ovunque, siamo un gruppo in campo e rappresentiamo loro quando giochiamo, questa è una cosa splendida che ci fa mettere sempre il cuore. La squadra è un emblema della gente, siamo un gruppo come squadra, siamo un gruppo come tifosi, siam bellissimi”.
Leonardo Candi: “Rimane l’orgoglio di una stagione fantastica a cui è mancata la conquista della A, ma è servita per imparare tanto, per crescere, e per capire come evitare a fare errori”.
Matteo Montano: “È ovvio che ci sia del rammarico e dispiacere perché siamo arrivati fin qui e non ce l’abbiamo fatta, però se siamo qui qualcosa di buono l’abbiamo fatto e l’abbiamo lasciato, ci teniamo buono quello. È stato un anno magnifico, sarebbe stato più bello se si fosse messa la ciliegina sulla torta, non è andata così. Da fortitudino siamo abituati a periodi bui e alle sconfitte ma sappiamo come rialzarci e come fare, questo è il punto di partenza per il prossimo anno. Questa serata e questa annata rimarrà comunque indelebile che non si è concretizzato fino in fondo, questo è il dispiacere che ho io e che hanno i miei compagni di squadra perché noi ci credevamo anche quando nessuno ci dava una lira, è andata così, teniamoci il buono che abbiamo fatto fino a qui”.
Gennaro Sorrentino: “Emozione poca, è una finale persa. È brutto perdere una finale, non c’è niente da fare. Resta il fatto che abbiam fatto un gran lavoro, ma a noi comunque non interessava questo nel senso che non vedevamo altro che la vittoria perché eravamo molto carichi. Onore comunque ai vincitori, sono stati bravi, bisogna dare merito alla squadra avversaria… peccato. Il popolo della Fortitudo applaude sempre chi va in campo perché tifa un simbolo che va al di là di tutto. C’è da dire che abbiamo fatto un gran lavoro, abbiamo trasmesso lo spirito Fortitudo ai tifosi e a tutta la città e credo ci siano stati sempre vicini anche per questo. Abbiamo dato tutto, abbiamo dato l’anima, peccato, qualcosina abbiamo lasciato. Due anni e mezzo fa non pensavo di giocare questa partita e questo mi da ancora più rammarico, perché si poteva entrare nella storia quasi come uno scudetto vinto (non me ne voglia chi ha vinto uno scudetto), sarebbe stata una vittoria diversa, riportare la Fortitudo in alto nel posto dove si merita di stare dal basso sarebbe stata una gran cosa. Non è finita, bisogna ripartire l’anno prossimo per lavorare e portare la Effe dove si merita”.
Luca Campogrande: “Sono contento per la stagione, adesso c’è un po’ di rammarico per la sconfitta subìta e siamo tutti giù, ovviamente eravamo tutti stracarichi perché ci aspettavamo un punteggio diverso, ma nel basket sono cose che succedono. Per quel che mi riguarda sono contento per la stagione che ho fatto, pensavo di iniziare come ho fatto nell’Under 20 e rimanere sempre a disposizione, invece sono riuscito a ritagliarmi uno spazio e a guadagnarmi la fiducia del coach. La cosa importante oggi era vincere, c’è rammarico per non esserci riusciti. Siamo un gran gruppo, sono arrivato qui e non mi sarei mai aspettato di trovare un’amalgama del genere con Carraretto, capitano e persona fantastica e con gli altri abbiamo formato un gruppo solido e unito, usciamo insieme stiamo sempre insieme e siamo amici, tutto questo ci ha permesso di arrivare fino qui. L’amicizia è fondamentale, remiamo tutti nella stessa direzione dai più anziani che ti danno consigli e magari si arrabbiano ma ti permettono di migliorare, questo ci ha permesso di allenarci in una certa maniera e di arrivare fino a qui. Mi sono innamorato della maglia, mi dicevano che non potevo capire e anche questa sera quando eravamo sotto e i tifosi cantavano mi hanno fatto venire i brividi. Per quel che riguarda la mia permanenza ci sono buone possibilità, io vorrei rimanere qui”.