30 Settembre, 2022

Fortitudo, Matteo Boniciolli post match Imola

Fortitudo, Matteo Boniciolli post match Imola
Photo Credit To Fabio Pozzati / Iguana Press / Fortitudo Pallacanestro Bologna

Le parole della conferenza stampa di coach Matteo Boniciolli (riportate sul sito bolognabasket.it), nel post match che ha visto la Kontatto Fortitudo Bologna subìre la sconfitta contro l’Andrea Costa Imola col risultato di 74-67 in trasferta al PalaRuggi per quello che è stato il posticipo della 10. Giornata del campionato di basket della Citroën Serie A2 Girone Est della Lega Nazionale Pallacanestro (stagione 2016-2017).

Le parole di Boniciolli

“Fatti i dovuti complimenti a Imola, che ha vinto tenendo sempre le redini della partita, cambiando difese e meritandola, io devo dire alcune cose. Combattività ed impegno non sono mai venute meno, e questo per un allenatore è già l’80% della fiducia nella sua squadra.

Gli osservatori più superficiali possono pensare, e io sono d’accordo con loro, che la pessima percentuale da tre punti e quella ancora peggiore ai liberi siano stati decisivi nella sconfitta. Ma non è stato questo: i problemi sono stati ingenuità difensive gravissime per il livello a cui vorremmo arrivare. Come un errore di Italiano su Ranuzzi, o altre finte di tiro in cui siamo caduti.

E gare come queste si decidono sui dettagli. Un altro particolare, detto per farvi capire e non per colpevolizzare dei singoli: Campogrande, su Prato, sa che avrebbe dovuto cambiare, non lo fa, tripla. E sono cinque punti. Altre finte prese e cesti da pirla, ed è difficile pensare di tenere Imola sotto i 74 in casa: puoi anche non segnare sempre i liberi in una gara non positiva, ma se salti sulle finte come al minibasket, se non cambi in difesa come ci eravamo preparati, allora una partita non chiusa (il vantaggio di Imola mi è sembrato, senza giudizi, un po’ fittizio) conta.

Ora andiamo avanti, pregando che Ruzzier nell’ultima azione non si sia rotto la mano, dopo essere caduto nell’ultima azione. Se fosse così, con Candi fuori, siamo nei problemi. E se qualche testa di cazzo dice che io mi lamento degli infortuni, mi auguro che cada da un ponte.

In questo campionato c’è un campionato pazzesco, Imola è una gran squadra e aveva la metà dei nostri punti in classifica: noi siamo responsabili del nostro destino, e dobbiamo alzare la qualità mentale delle nostre prestazioni. E’ un peccato, per piccoli dettagli, vanificare gli sforzi. Ma prego per la mano di Ruzzier.

Ultimo dettaglio: io mi vanto, e l’ho detto anche alla riunione arbitri-allenatori fatta a Bologna con la presenza del presidente Petrucci, di aver rispettato gli arbitri da sempre al punto che non so come si chiamano. La prassi è quella di preoccuparsi di avere fischietti casalinghi o meno, io invece nemmeno so il loro nome. Noi abbiamo perso meritatamente, ma credo che una partita di questo livello tecnico, tattico, fisico e agonistico, avrebbe avuto bisogno di tre arbitri migliori di questi.

E’ la prima volta in due anni di A2 che mi lamento, non l’ho fatto nemmeno quando l’anno scorso sono stato espulso senza essere stato poi squalificato. Questo è uno sport di contatto, gli allenatori che si lamentano dovrebbero andare a giocare a pallavolo, ma qui servivano arbitri più lucidi. Chiaro, c’è chi sbaglia liberi e chi le fischiate, ma per essere più sereni servirebbe più attenzione. Partendo dal presupposto che noi, l’anno scorso, abbiamo fatto quello che abbiamo fatto, con molti esordienti, difendendo forte.

So che molti allenatori, in quella riunione, si sono lamentati. Eppure tutte le squadre, dalla Virtus all’odierna Imola, difendono energicamente: sono orgoglioso di aver fatto bene con una squadra che non costava tanto, ora pressano tutti, ma questo è un gioco di contatto e, appunto, i contatti vanno accettati se non vanno a discapito del cilindro dell’attaccante, altrimenti diamoci a bagher e schiacciate”.

About The Author

Related posts