22 Gennaio, 2022

Fortitudo: Pordenone in crisi ai liberi

Fortitudo: Pordenone in crisi ai liberi

di Giacomo Bianchi

Le ultime due vittorie consecutive (che fanno cinque nelle ultime sei partite) hanno consentito alla Fortitudo di avvicinarsi alla vetta. Adesso la coppia di testa formata da Orzinuovi e Udine dista soltanto una vittoria, ma domenica bisognerà affrontare una squadra che è appaiata ai biancoblù in classifica, per lasciarla dietro e provare a raggiungere chi sta davanti.

IL CAMPIONATO DI PORDENONE. La Pienne occupa virtualmente il quarto posto, ma questo dato è frutto delle statistiche e della differenza canestri. Di fatto è là davanti, a due punti dalle capoliste e a braccetto con la squadra di Vandoni. Dopo avere riposato alla prima giornata, i friulani hanno cominciato la stagione con una sconfitta contro Montichiari, ma da quel momento hanno vinto sei partite di fila e sono stati fermati solamente domenica da Udine. Partiti con la prospettiva di raggiungere una salvezza tranquilla, stanno facendo un campionato sopra le righe e sono una squadra quadrata.

I NUMERI DI SQUADRA. Le due squadre si equivalgono nelle percentuali dal campo: entrambe tirano con il 50% esatto da due, mentre Bologna tira leggermente meglio da tre, ma non di molto (35% contro 33%). Il vero problema della Pienne è la precisione dalla lunetta, visto che la statistica dice che tirano con il 65%, peggiore squadra del girone: mandarli in lunetta nelle occasioni opportune, potrebbe essere una buona chiave di lettura della gara. Attenzione invece all’aggressività che i friulani mettono sul terreno di gioco, visto che sono secondi per palloni rubati, 9 a gara.

I NUMERI DEI SINGOLI. L’uomo maggiormente pericoloso è Giancarlo Palombita, 13.7 punti di media a partita per lui, ma non solo. È un play-guardia universale, che unisce alle soluzioni personali anche ottime scelte per i compagni, visto che distribuisce 4.4 assist a partita. Matteo Montano, l’uomo in più della Fortitudo di oggi, dovrà essere bravo a contenerlo e limitarne la precisione da fuori (tira infatti con un discreto 39% da tre).

Tanti punti dei friulani arrivano da dentro l’area, dove Zambon e Ferrari sono due giocatori che non amano allontanarsi da canestro. Il primo viaggia a 12.5 punti e 8.8 rimbalzi a gara, mentre il secondo agli 11.4 punti aggiunge 5.4 rimbalzi. Se per Iannilli si tratta del prototipo dell’avversario prediletto (statico e che non esce dall’area), Samoggia potrebbe diventare il punto di forza della partita, con la sua duttilità e le sue soluzioni anche da fuori.

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