24 Febbraio, 2024

Fortitudo, il saluto di inizio stagione ai tifosi

Fortitudo, il saluto di inizio stagione ai tifosi
Photo Credit To Valentino Orsini / Fortitudo Pallacanestro Bologna 103

Parte oggi il nuovo corso della Flats Service Fortitudo. Il raduno si è svolto come da programma, prima alla palestra Furla dove si è svolto l’incontro coi giornalisti e, sucessivamente, col consueto saluto ai numerosi tifosi accorsi per il saluto, avvenuto davanti al PalaDozza. Di seguito, i commenti dei giocatori trascritti dal video realizzato da SportPress di Laura Tommasini.


  1. Matteo Fantinelli


    “Come inizio di ogni stagione sono molto carico, come capitano di questa squadra devo anche trasmettere quello che è la Fortitudo e quello che è Bologna davanti ai nuovi compagni. La Serie A2 è un campionato che conosco bene, ora dobbiamo prepararci al meglio per affrontare la prossima stagione.
    Parlo per me, questo sentimento di rinascita è una cosa che sento perché sono qui da tanti anni e ho passato tanti momenti, tante figuri e tanti visi in società.
    Quest’anno si respira un’aria diversa, un’aria bella, un’aria fresca, sono contento di far parte della Fortitudo.
    Se non ci sono americani nei piccoli ne dovete parlare col coach, io mi limito a fare quello che lui mi chiede. Abbiamo due ragazzi nel ruolo di 4 e 5 che sono americani, penso che porteranno freschezza ed atletismo in campo quindi bisogna vedere come il coach ci disporrà. Siamo qui da pochi giorni quindi dobbiamo ancora trovare l’alchimia giusta, com’è normale che sia, ma siamo carichi e pronti.
    I ragazzi italiani li conoscevo tutti ovviamente, avendo giocato tante volte contro di loro, per me non c’è nulla di nuovo. C’è grande entusiasmo e voglia di fare, siamo contenti e carichi di voglia di lavorare”.


  2. Pietro Aradori


    “Abbiamo voglia di giocare e abbiamo voglia di fare una bella stagione. Sappiamo che io e il Fante siamo due figure che siamo qui da un po' di anni, quindi abbiamo "più responsabilità” rispetto ad altri, ma alla fine bisogna entrare in campo e giocare a pallacanestro, farlo nella maniera giusta e vincere le partite, questo è il nostro obiettivo.
    Ringrazio delle belle parole Caja, per quel che riguarda la responsabilità che mi dà, cercherò di essere all'altezza delle aspettative, farò del mio meglio per non deluderlo.
    Ritrovare Caja dopo quindici anni la prima cosa che mi viene in mente è che il tempo veramente vola. Sono passati tanti anni, io avevo 18 anni e lui è arrivato dopo un mese un mese e da inizio stagione dove ha sostituito Markowski. È bello ritrovarlo, ci siamo scontrati tante volte durante questi anni da avversari, la nostra stima reciproca è cresciuta nel tempo e adesso, dopo quasi 15 anni, ci ritroviamo nella stessa squadra quindi per me è un bel percorso, uno stimolo più.
    Non hanno voglia di Serie A solo la società e il coach, anche i giocatori, poi vediamo il campo, se ci sarà la possibilità di farlo sicuramente nessuno si tirerà indietro, anzi.
    Adesso ad agosto non so dirti se la Serie A2 ha alzato il livello, sicuramente ci sono belle squadre, ci sono un paio di squadre che sono scese dall’A1 e altre che c'erano già che vogliono salire. Però per aspetterei di vedere alcune partite”.


  3. Alessandro Panni


    “L’essere stato una “scelta” è stato motivo di orgoglio, soprattutto restare in questa squadra con un coach come Caja.
    Ripeto che mi fanno piacere le parole del coach, il fare punti e una cosa che mi chiede di fare, di essere aggressivo per me stesso e anche per la squadra, il difendere forte è un po' il marchio di fabbrica del nostro allenatore.
    Vogliamo fare un campionato migliore di quello dello scorso anno per quel che riguarda la regular season, poi una semifinale playoff bisogna sempre raggiungerla. Nei playoff chi arriva più in forma, sta meglio, chi non ha problemi fisici è sempre comunque avvantaggiato, noi dobbiamo arrivare nella miglior posizione in regular season per poi fare un grande playoff”.


  4. Deshawn Freeman


    “Ci sono tante aspettative per importanti, lo sappiamo, ma siamo qui anche con un gruppo che ha dimostrato di essere coeso e compatto e credo che sapremo rispondere al meglio. È la prima volta che sono in Italia, non conoscevo tanto della storia della Fortitudo ma attraverso i social mi sono informato e ho visto il calore della tifoseria, per le altre cose avrò modo di conoscerle giorno dopo giorno. Mi sono sempre sentito fare questa domanda di essere un 5 sotto taglia fin dal college, di conseguenza lotterò per la squadra in quella che è sempre stata la mia posizione, a prescindere dalla mia stazza fisica”.


  5. Mark Ogden


    “Le parole di coach Caja le ho colte con grande senso di rispetto, oltre che di apprezzamento naturalmente. Spero di ripagare il coach con quelle che saranno le mie prestazioni in campo. Non mi sento un leader, non mi sento di doverlo essere, ma sicuramente di essere un giocatore che possa ripagare la fiducia e le aspettative del coach. Mi sono documentato sulla storia della Fortitudo, due vecchi compagni di college
    che ci sono aspettative su di me, le ho colte con rispetto e spero di poter fare quello che mi viene chiesto, anche se non sono un leader naturale. Bologna è un posto con una sua storia, ho amici che hanno giocato qua come DeShawn Stephens e Geoffrey Groselle mi hanno parlato della Fortitudo e di altre cose mi sto rendendo conto adesso. Ho ricevuto tantissimi messaggi sui social dai tifosi, ho apprezzo moltissimo, questa situazione è la via migliore per ripartire, spero di ripagare sul campo questa fiducia.
    A livello tecnico non ho nessun tipo di collocazione in campo, ma voglia di dare tanta intensità, tutto ciò che serve per il bene della squadra”.


  6. Alessandro Morgillo


    La piazza di Bologna è iconica nel basket, non potevo dire di no alla Fortitudo. Coi compagni siamo a nostro agio, ci stiamo divertendo e stiamo lavorando sodo. Coach Caja non l’ho mai avuto come allenatore, lo conoscevo solo di fama. Da vicino rispecchia esattemente quello che si vede in Tv, è un allenatore molto tosto, come è giusto che sia, vuole i suoi giocatori molto aggressivi, duri e queste sono belle caratteristiche. Il coach mi ha chiesto molta aggressività, molta energia e precisione nelle cose da fare come blocchi e rimbalzi ed esecuzione dei giochi. Cercherò di migliorare nell’aggressività, che è un mio piccolo punto debole e cercherò di migliorare ancora di più.


  7. Celis Taflaj


    “Sono molto grato dell’opportunità che mi hanno dato società e coach, sono molto felice come chiunque venga chiamato dalla Fortitudo di essere qui. Sono albanese e cresciuto in Montenegro ho cominciato a giocare a basket nella prima squadra della mia città, grazie alla fiducia del coach dell’epoca, a 13 anni. Con Caja il terzo giorno della nostra preparazione abbiamo già fatto due giorni di tattica, è un coach molto esigente, c’è tanto da imparare quest’anno. Turnover Sergio? Sergio lo conoscevo da prima come avversario, è un bravissimo ragazzo. Io sono molto motivato ad andare in palestra e migliorare ogni giorno cercando di dare sempre il meglio di me stesso, poi certe decisioni non le devo prendere io”.


  8. Luigi Sergio


    “Alla Fortitudo non si poteva dire assolutamente di no, in più la mia situazione veniva da un anno di assenza per infortunio. Società e coach hanno creduto in me, sono davvero grato per avermi dato questa opportunità, ci daremo da fare. Le idee del coach sono sicuramente chiarissime, ce le sta spiegando un po’ alla volta già in questi tre giorni di lavoro, proverà a trasmetterceli tuttie e starà a noi essere coesi e interpretarle bene. Si sente tanto il calore dei tifosi, il pubblico ti fa sentire che è presente e questo è molto piacevole e ci darà tanto soprattutto in campo. Per quel che riguarda la salute sto bene, ho fatto tutte le visite del caso prima di firmare il contratto, mi sto regolarmente allenando con la squadra, magari con un minimo di attenzione in più alla situazione della mia caviglia ma sto gia lavorando con tutti gli altri”.


  9. Riccardo Bolpin


    Sono affiancato da due grandi giocatori come Fantinelli e Aradori, insieme a tutti gli altri componenti della squadra, quindi posso solo che sentirmi a mio agio a fianco a due compagni così. Per sapere cosa posso dare alla squadra, quello sarà compito del coach dirmi cosa fare, a livello tecnico ho la fortuna di ricoprire più ruoli sia in attacco che in difesa, questa può essere la mia principale caratteristica. Ci ho messo poco, pochissimo a dire sì alla Fortitudo, difficilmente si dice no ad un club così importante con una squadra costruita e con un allenatore che ha ambizioni. L’ambizione personale è quella di migliorare e migliorarmi il più possibile anno dopo anno. Mi sono convinto ad accetare per il ruolo che mi è stato proposto, essere in Fortitudo perché non è una società come altre, non è una città come le altre e la fiducia che mi ha trasmesso il coach fin da subito. Queste sono le tre componenti che non mi hanno fatto esitare nella scelta”.


  10. Nicola Giordano


    “Dopo la stagione dello scorso anno con Ravenna, che è stata abbastanza disastrosa con la retrocessione, vengo alla Fortitudo con un gran spirito di riscatto. Ho davanti un playmaker come Fantinelli di grandissima esperienza sia in A1 che in A2, quindi ho solo da imparare. Sicuramente porterò tanta energia dalla panchina soprattutto dalla parte difensiva, poi cercherò di migliorare nel playmaking della squadra e quello che mi verrà chiesto dal coach. Caja non so quanto margine di errore mi possa dare, sicuramente credo sarà molto paziente su alcuni dettagli del gioco. Sono in una società molto importante e le richieste e le ambizioni sono molto alte quindi il margine di errore non sarà molto ampio”.


  11. Alberto Conti


    “La chiamata della Fortitudo è grande motivo di orgoglio, essendo oltretutto di Bologna so cosa vuol dire, quindi sono veramente molto felice e pronto a dare il massimo per aiutare la squadra a vincere più partite possibili.
    Il derby familiare lo vivo normalmente, mio padre ha giocato in Virtus, non c’è nessun problema, io ho fatto le giovanili ma ora sono qua e sono molto contento. Cercherò di portare entusiasmo, voglia di fare, carica ed energia come il coach mi ha chiesto cercando di dare il massimo per vincere le partite. Sul salto di categoria penso di essere pronto. Ho già fatto quattro anni e mezzo in questa categoria, sono a un punto della mia carriera dove sono all’apice e non penso che ci possano essere problemi. Sui minutaggi sono molto motivato, siamo sei esterni che ruoteremo tutti, le partite sono tante e giochiamo ad un’intensità molto alta, quindi cercherò di dare il massimo e farmi trovare pronto”.



Post source : Trascrizione dal video realizzato da SportPress di Laura Tommasini

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