25 Aprile, 2024

Mancinelli intervistato da Massimo Selleri sul “Carlino”

Al termine della partita contro Piombino (realtà di Serie B) dove i biancoblù hanno vinto per 90-65 nella sede del ritiro di Lizzano in Belvedere, sulle colonne de “Il Resto del Carlino” di questa mattina troviamo un’intervista di Massimo Selleri a Stefano Mancinelli che spiega il suo momento e il suo ritorno in Fortitudo.

“Ripartire è stata molto dura, perché ho passato tre mesi in cui mi sono preoccupato solo di tenermi in forma, ma non ho pensato alla condizione fisica. Iniziare subito a un ritmo così alto è stato tosto, ma adesso ho trovato il ritmo e sarò pronto per il ” ottobre quandi inizia il campionato, anzi già il 23 settembre per la Supercoppa”.

Nel ritornare ha dato l’impressione di voler chiudere quella parentesi che aveva aperto il giorno che se ne andò dicendo che non era Del Piero. È così?
Era il 2009, avevo ventisei anni e me ne andai perché avevo il presentimento che rimanendo avrei solo nascosto un problema che sarebbe emerso nei mesi successivi. I ragazzi quell’anno furono bravissimi, cinsero il campionato con un canestro di Malaventura, ma tutto si fermò lì. Del Piero rimase alla Juventus perché c’era una società e una proprietà. Qui era rimasta solo la Fossa dei Leoni a crederci, neppure il pubblico era più unito”.

Da capitano descriva la squadra.
Siamo forti, ma avendo cambiato tanto abbiamo bisogno di tempo. Credo che siano state colmate le lacune della passata stagione nei vari reparti. Ad esempio con un Justin Knox abbiamo migliorato il livello tra i centri. Daniel era un giocatore di energia che non aveva molti movimenti, Justin dal punto di vista tecnico è completo garantendo la stessa energia. Se lo vedete un po’ in difficoltà è perché Boniciolli non è un allenatore come gli altri: a lui piace sfidare i giocatori mettendoli in difficoltà”.

Sta dicendo che arriverà quella vittoria che l’anno scorso è mancata per arrivare alla A?
Diciamo che essendo più forti ci sono maggiori possibilità che questo avvenga. Del resto abbiamo tenuto testa a Milano e Galatasaray”.

Dopo Milano Boniciolli si è lamentato del vostro atteggiamento e anche contro Piombino siete partiti con la testa un po’ pesante. Che ne pensa?
Matteo fa bene a battere su questo tasto perché la concentrazione va allenata e questo è il momento migliore per abituarsi a certe sollecitazioni, perché non c’è l’ansia del risultato. Dateci il tempo di conoscerci e di affiatarci. Credo che lui sia soddisfatto del nostro lavoro, ma essendo un tecnico molto preparato sa che in questa fase alla squadra servono più i rilievi che i complimenti”.

Il suo amico Guido Rosselli gioca in Virtus. Avete già iniziato a parlare di derby?
Certo che ci stiamo prendendo in giro. Siamo stati a cena qualceh volta a Bologna alla fine si parlava del derby, anche perché ci sono dei nostri amici di Torino che vorrebbero venire a vederci con un maglia divisa in due stampe, una con i simboli della Effe e l’altra con quelli della V nera. La nostra è un amicizia salda: resisterà al derby. Ma due settimane prima di Natale smetterò di sentirlo perché in campo sarà una guerra sportiva vera”.

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