03 Dicembre, 2022

Frecciarossa Supercoppa 2022: la Virtus batte Milano e va in finale

Frecciarossa Supercoppa 2022: la Virtus batte Milano e va in finale
Photo Credit To Matteo Marchi / Massimo Ceretti / Ciamillo-Castoria / Virtus Pallacanestro Bologna

La vince due volta la Virtus, scialando nel finale della partita quando pareva già fatta e poi dominando il supplementare, mostrando una tenuna mentale di alto profilo in una partita non certo spettacolare.

Le assenza son tante di qua e di là, ma chi gioca non sarà al massimo della forma ma si vede bene che la sfida è sentita e vincerla fa “sugo”. Un avvio terribile, medie al tiro non presentabili, ma buoni segnali da più giocatori, soprattutto da chi è partito male però alla fine si è fatto sentire, come Lundberg e Bako, bene prima anche Mickey, mentre Ojeleye ha sempre dettato legge con la sua carica agonistica e Cordinier ha svoltato un attacco che non girava.

La guida di Pajola è stata da metronomo, Mannion molto male al primo passaggio meglio dopo, ancora lontano dall’incidere Belinelli, ma siamo a settembre, c’è tempo. Dominio a rimbalzo, con più giocatori protagonisti, +13 al termine.

Milano ha sprecato quando più volte ha allargato il divario (+12 nel primo tempo, +9 nel terzo quarto), non appofittando del regalo arbitrale sulla chiamata a favore di Baron che ha sbagliato il libero (4° tirato a fila per concessione arbitrale tra i 3 del tiro che non aveva scoccato ed il tecnico a Scariolo che chiedeva di rivedere la fischiata) terminale.

Conta ancora poco, ma un segnale è stato lanciato, anche se la SuperCoppa non è ancora vinta, ci sarà da sudare per strapparla a Sassari vincente allo scadere con Bendzius su Tortona.


Il primo quintetto di Scariolo è Pajola-Lundberg-Weems-Ojeleye-Mickey, quindi quintetto piccolo, Milano va con Hall-Baron-Thomas-Melli-Davis, da ambo le parti 3 su 5 nuovi. Nel ciapanò iniziale la Virtus tiene il vantaggio a metà frazione tra errori ed obrobri con largo impiego della panchina, poco cambiano anche gli assetti tattici rivisti. Le perse bianconere lasciano campo a Milano che segna in transizione e sorpassa senza però scappare. Le triple di Hall dicono +4 con solo 20 punti totali a referto ma ben 12 perse, alle quali la Segafredo aggiunge un mesto 2/11 da e 1/4 ai liberi. Buoni segnali da Ojeleye, nel poco visto.

Hall continua, la Virtus pure ma nel non segnare mai, l’Olimpia vola via a suon di triple a +12. Seduto Mannion e terminate le sue (dis)avventure si prova a ricostruire appoggiando il gioco in post basso, soluzione che produce tanti giri in lunetta. Il -4 bianconero alla pausa lunga è un male sanabile, visti anche i “regali” offensivi dell’ultimo minuto. Al tiro è un disastro pere entrambe, Milano avanti per le triple di Hall, Virtus meglio a rimbalzo e nel procurarsi liberi quando il tiro non va.

Riparte Hall con giocate di alto profilo, si continua a segnare col contagocce, buon per la Virtus che segna un punto al minuto pescando ancora buone cose da Ojeleye. Un atteggiamento diverso porta più intenistà, la difesa significa cesti in transizione e con Cordinier è pareggio e poi sorpasso. Nell’ultimo minuto si sciala e Milano ai liberi sorpassa con Baron, ma la reazione bianconera c’è stata. V nere ancora spuntate al tiro ma la difesa forza 9 perse, da lì la spinta per la reazione.

Le pentrazioni di Cordinier tengono la Segafredo avanti, dal nulla appare Bako, all’improvviso è +6 al 35’. Ora è partita vera ed è Hines a riavvicinare Milano con Scariolo che si affida a Mannion per rifiatare Pajola, in campo negli ultimi 2’. Sul +3 attacco Virtus, tecnico alla panchina di Milano a 56”, Lundberg fa +4, ma la rimessa sfuma per 5”. Hall si mangia Belinelli in maniera imbarazzante e firma il -2, Mickey fa +4 per interferenza, Hall sbaglia da 3 e Pajola fa suo rimbalzo e fallo subito. La botta ricevuta al volto lo porta in panchina sostituito da Belinelli per il +5 a 15”. Baron dall’arco è micidiale, -2, classico fallo immediato e Lundberg ai liberi. Solo uno dentro, fallo su Baron e tecnico a Scariolo perché il fallo su Baron è considerato sul tiro da 25 metri. L’ex Zenit ne mette “solo” 3, è supplementare.

Ojeleye fa la voce grossa e ai liberi fa +4, uno schiaccione di Bako +6 quando mancano “lunghi” 2:16. Silente a lungo, Lundberg fa ora la differenza entrando nell’ultimo minuto sul +9, questa volta il divario regge e la Virtus approda in finale dopo 45’ duri, certamente non giocati bene, ma mentalmente concentratissimi.

Prossima partita sarà la finale di SuperCoppa giovedì ore 20:45 con Sassari, diretta su Eurosport2, Dmax streaming su Eleven Sport e RadioNettunoBolognaUno.

Il tebellino

EA7 Emporio Armani Milano-Virtus Segafredo Bologna 64-72 d.t.s.
(12-8 26-22 38-36 59-59)
EA7 Emporio Armani Milano: Davies 4, Thomas 3, Mitrou-Long 2, Tonut 2, Melli 6, Baron 12, Ricci 2, Biligha 1, Hall 19, Baldasso 3, Alviti n.e. Hines 10. All. Messina.
Virtus Segafredo Bologna: Mannion 5, Belinelli 4, Pajola 2, Bako 10, Ruzzier n.e. Lundberg 5, Menalo n.e. Mickey 13, Ojeleye 17, Camara 2, Weems 2, Cordinier 12. All. Scariolo.
Arbitri: Rossi, Attard, Giovannetti


Luca Cocchi (©BasketCity.net)

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