05 Febbraio, 2023

Virtus Imola, Regazzi: “Un evento nell’evento”

Virtus Imola, Regazzi: “Un evento nell’evento”

Era in campo nei derby della stagione 1986/1987, è in campo nei derby della stagione 2022/2023. Era un giovane playmaker all’inizio della carriera allora, è, attualmente, un affermato head coach di categoria.
Il mondo è piccolo, come si dice: nel caso di Marco Regazzi, il mondo è piccolissimo ed è fatto di basket, sudore, fatica, allenamenti, preparazione metodica e, soprattutto, di una passione infinita. Tutto ebbe inizio fin da giovanissimo quando, sempre a testa alta e petto in fuori, affrontava i più affermati avversari, senza batter ciglio e, spesso, mostrandosi già decisivo in cabina di regia e al tiro.

Con la stessa fierezza, oggi si trova a guidare un gruppo giovane ed ambizioso che sta lottando (e, spesso, vincendo) contro le grandi della serie B, dopo la cavalcata vincente dello scorso anno al piano di sotto. E sempre con i colori gialloneri sulle spalle, anche se la canotta si è tramutata in camicia e le responsabilità non sono più legate ad un canestro realizzato o ad un passaggio filtrato o meno, ma alla gestione del gruppo ed al progetto tecnico di un’intera Società. Società che, con lui e anche grazie a lui, ha alzato la propria asticella, centrando l’obiettivo della promozione nel 2021/2022 e che ora sta meritando gli applausi ed i complimenti ricevuti da più parti.

Marco Regazzi non può non essere considerato un idolo della Curva, lui che con i vecchi “Mods” era legatissimo da giocatore e che ora ama trascinare l’Armata Giallonera. Non poteva esserci coach migliore per tornare ad affrontare un derby contro l’Andrea Costa che mancava da 35 anni. Anche se i ricordi di quel 16 novembre 1986 e di quell’8 marzo 1987 non sono proprio idilliaci, perchè raccontano (alla fine) di due brucianti sconfitte, risicate con svantaggi pari a -7 e -5, ma brucianti: “Dover ricordare quelle partite mi fa ancora male” sottolinea Regazzi “perchè per diversi mesi ne pagai le conseguenze mentalmente. Ero giovane, ma giocavo tanto ed ero, soprattutto, uno dei pochi imolesi in campo. E quindi era naturale che sentissi tanta pressione sia prima che, decisamente, dopo i due derby. Non reagii molto serenamente a quei ko, perchè ci tenevo tanto a dare il massimo e, soprattutto, a vincere quelle due partite. Mi ricordo che fu una stagione strana, molto pesante all’interno dello spogliatoio, anche perchè ci fu pure il cambio di allenatore tra John McMillan e Stefano Balbi. C’era poco alchimia, nonostante avessimo un roster lungo per l’epoca. Ma mancava il gruppo e nei momenti di difficoltà questo si sentì particolarmente e, per di più, quei due derby persi ci condizionarono per tutta la stagione”.

Ora, di fronte, a pochi metri, pochissimi, un derby da vivere al 100% da condottiero in panchina, con la consapevolezza di aver poggiato le basi di un progetto interessante, vivo e ricco di spunti tecnici e spettacolari. E davanti a sè ritroverà dei colori che per tutta la sua vita ha sempre visto come avversari: “Questo è un evento nell’evento” precisa il coach. “Come tutti sanno, entrambe le squadre vengono da una lunga serie di vicissitudini negli anni passati e la Virtus, dopo 17 anni, è tornata “a casa” e si è ritrovata nello stesso girone dell’Andrea Costa. Ora si ripropone una sfida dal sapore antico, ma che di antico ha veramente poco, perchè, nel frattempo, le due Società sono cambiate per caratteristiche e nomi. La Virtus, in questi anni, ha sofferto molto perchè ha fallito diverse volte il salto di categoria, cosa che siamo riusciti a centrare l’anno scorso e adesso abbiamo la possibilità di incontrare finalmente i biancorossi sul campo. Questa è la nostra occasione”.


Fonte: Carlo Dall’Aglio Addetto Stampa – Virtus Imola (www.virtusimola.it)

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