04 Aprile, 2020

Coppa Intercontinentale: il preview di Virtus-Tenerife

Coppa Intercontinentale: il preview di Virtus-Tenerife
Photo Credit To Massimo Ceretti / Ciamillo-Castoria / Virtus Pallacanestro Bologna

Replica della finale di BCL del maggio scorso, Virtus e Tenerife sono a giocarsi la Coppa Intercontinentale nella casa proprio dell’Iberostar, partecipante in quanto ospitante. Come prevedibile con largo anticipo, le 2 contendenti hanno avuto vita facile per l’approdo a quest’ultima partita, spinto nel momento decisivo il divario in ambo i casi si è attestato sul ventello, anche se Tenerife ha preso tutto il vantaggio solo nell’ultima frazione con ben 40 punti a referto.

Formazione solida, sorprendentemente al quarto posto in campionato (13-5) davanti a squadre di Eurolega come Valencia e Baskonia, viaggia bene anche in BCL, seconda nel suo girone con 11-3 ed approdata alla seconda fase a playoff.

Squadra esperta e di sistema, che poggia sulle invenzioni di Huertas, prossimo ai 37 anni dopo aver girato mezzo mondo, dalla G-Mac Fortitudo ai Lakers, in annata magica e si nutre della sostanza del centro Shermadini visto pure in Italia, miglior in tutte le voci statistiche dei suoi in Liga ACB, punti, rimbalzi, valutazione, stoppate, schiacciate, ma soprattutto in falli subiti, ben 6 ad uscita.

A far da corollario al duo noto, l’ex Real Yusta, autore di una semifinale da leccarsi i baffi, ala che non ha fatto il salto sperato per il top Eurolega ma incisivo qui, come il “fratello” maggior Diez del quale nelle giovanili si diceva un gran bene.

A dar manforte in area è arrivato dal Promitheas Bogris, che qualche problema alla Virtus l’ha creato, mentre da Milano è giunto da poco White, una velina nella città da bere, un fattore gli ultimi 2 anni a Kaunas.

Il pacchetto esterni poggia sul finlandese Salin, altro che non ha mantenuto le promesse ma quando in giornata difficile da contenere, sul francese Konatè (compagno di squadra di Gamble al Nanterre la scorsa stagione), il danese Lundberg e gli autoctoni Guerra e Lopez, per una formazione non certo giovane né profonda.

A guidarli una vecchia volpe come Txus Vidorreta, propenso ad un gioco offensivo (oltre 82 di media in campionato) non sempre arcigni dietro (78 incassati), non eccedono col tiro dall’arco ma hanno ottime medie da 2.

Come per la Virtus, anche loro hanno cambiato tanto rispetto all’annata trascorsa, fuori quindi i lunghi con tiro dall’arco come Brussino, Gillet e soprattutto Abromaitis, ma con l’arrivo di White stanno provando a riprendere quelle caratteristiche, Shermadini ha sostituito un solido Iverson, quindi più tecnica ma forse meno reattività, in ogni caso son riusciti ad amalgamare il tutto molto bene con risultati fin oltre le aspettative.

Rimangono la seconda squadre di sempre delle Canarie, la prima è Gran Canaria che ha sede però in un’altra isola, il pubblico normalmente non stipa mai il Pabellòn Insular Santiago Martìn nella totalità dei suoi 5.100 posti, vedremo se il richiamo di una finale e di un titolo staccherà i locali dalle spiagge, titolo già vinto nel 2017.

Per la Virtus, attendendo di sapere se Teodosic riuscirà a recuperare, una vittoria sarebbe la maniera migliore per cancellare il Partizan e per approcciare con serenità una F8 di Coppa Italia alquanto insidiosa. Le possibilità di farcela non mancano, anche senza Milos le risposte quando necessarie in semifinale sono uscite, certo occorrerà più cattiveria agonistica nell’approfittare nel modo giusto dei momenti d’inerzia senza scalciare il secchio del latte una volta riempito.

Tenerife non pare avere quella fisicità in tutti i ruoli che ha messo in difficoltà i bianconeri in alcuni casi, la partita è alla portata, non sarà il trofeo su cui la società conta per salvare l’annata, ma vincere è sempre un buon viatico per continuare a farlo.

La partita sarà trasmessa in diretta domenica 9 febbraio ore 20:00 su Dazn e Radio Bologna Uno.


Luca Cocchi (BasketCity.net)

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