26 Settembre, 2020

I campi delle V nere

I campi delle V nere
Photo Credit To Archivio SEF Virtus / Virtuspedia / Giganti del Basket / Ezio Liporesi

Inizialmente Baumann, il fondatore, aveva cominciato le sue lezioni di ginnastica nella Scuola Tecnica a San Domenico, poi il Marchese Gioacchino Pepoli assegnò l’ex Chiesa di Sant’Agata in Piazza del Francia, l’attuale Palazzo delle Poste in quella che è oggi Piazza Minghetti.

Chiesa di Sant’Agata in Piazza del Francia (oggi Piazza Minghetti).


Il 29 aprile la delibera per l’ex Chiesa di Santa Lucia

Appunto nel 1873 la Lega per l’Istruzione del popolo ha come presidente Giosuè Carducci (premio Nobel per la letteratura nel 1906) e tra i soci il Belluzzi, che propone la fusione con la Società Ginnastica; quest’ultima preferisce però mantenere la propria indipendenza, ma comunque collabora con la Lega, anche alla ricerca di una nuova palestra come si evince dalle parole del Carducci stesso: “Spinta dallo stesso lodevole fine, ha esibito alla Lega tutti gli attrezzi della sua palestra purché questa trovi e dia un adatto locale“.

La Lega chiede al comune un locale “essendo disposta a condividere con la Società Ginnastica le spese di manutenzione e completamento degli attrezzi… Con ciò, ossia con la collaborazione del Municipio, della Lega e della Società Ginnastica, Bologna verrebbe finalmente dotata di una istituzione tanto necessaria e così reclamata dalla moderna civiltà“.

Il 29 aprile la Giunta delibera la concessione dell’ex Chiesa di Santa Lucia in via Castiglione. Il 15 maggio l’assessore delegato, nonché sindaco, Gaetano Tacconi e Adelfo Grosso, presidente della Società Ginnastica firmano l’accordo.

La Palestra della Santa Lucia sarà il tempio e sede della Virtus fin quasi alla fine della seconda guerra mondiale. La prima partita ufficiale che vi si disputa è contro la Bologna Sportiva il 26 aprile 1931, nell’ambito del Campionato Regionale Emiliano di Seconda Divisione.

Una formazione della Virtus in Santa Lucia
Una formazione della Virtus in Santa Lucia: Ranuzzi, Ferriani, Foschi, Trancolin, Dal Monte, Cherubini, Gi. Zucchini, Muci (foto tratta dall’Archivio SEF Virtus).


Si passa al Campo del Ravone

Prima di quella data le partite di quella stagione e della precedente si disputarono nella palestra della Sempre Avanti, in via San Gervasio, poi distrutta dai bombardamenti: in quel campo si giocò quindi anche la prima gara delle V nere, il 19 marzo 1930 in occasione della prima giornata del Campionato Nazionale Emiliano di I Divisione, sfida tra la Virtus B e la Bologna Sportiva C (Minghetti), in quanto le società iscrivevano più formazioni a questi tornei.

Ma torniamo in Santa Lucia: l’ultima gara è l’incontro di del 5 aprile 1944, una sfida in famiglia tra Virtus A e Virtus B; dopo quella data solo qualche allenamento.

Facciamo però un passo indietro: quando alcuni ragazzi della sezione Atletica della Virtus, decidono di provare con la pallacanestro, sono sei pionieri, Riccardo Chiaffarelli, velocista che si cimentava nei 110 ostacoli, Gastone Colombo, Ermenegildo De Luigi, saltatore con l’asta, Vittorio De Simoni, saltatore in alto e nel triplo, Piero Grigioni, velocista nei 200 e 300 metri, nonché abile staffettista nella 4×100, Almo Padovani lanciatore di peso e disco, sono De Simoni e De Luigi ad andare dal segretario generale Negroni a illustrare il progetto.

Il campo assegnato fu quello del Ravone. Oltre a essere il primo campo in assoluto, fu sede della ripresa dopo la seconda guerra mondiale. L’attività del 1945 è imperniata infatti sul Campionato provinciale, al quale le Vu nere iscrivono ben tre squadre.

Partecipano al campionato anche la polisportiva Cisponi, la Cassa di Risparmio e la squadra dei Ferrovieri. La Virtus C si piazza al quarto posto mentre le prime due squadre, la Virtus e la Virtus B dominano il campionato, concludendo appaiate in  testa a 9 punti. La finale è in programma proprio al campo del Ravone il 15 giugno, a meno di due mesi dalla liberazione.

La Virtus B, trascinata da Renzo Ranuzzi e Sergio Ferriani, chiude il primo tempo avanti di tre lunghezze, ma nella ripresa gli “anziani”, nelle cui file i migliori risultano Galeazzo Dondi Dall’Orologio, Giancarlo Marinelli e Gianfranco Bersani, riescono proprio in volata ad avere la meglio per 30-29.

In campo ci sono otto dei nove campioni d’Italia della stagione successiva, il 1945-46 del primo scudetto, Bersani, Venzo Vannini, Marino Calza, Marinelli, Dondi Dall’Orologio, Carlo Cherubini, Gelsomino Girotti, Luigi Rapini, due, Renzo Ranuzzi e Ferriani, saranno scudettati nel 1946-47, Camosci nel 1947-48.

Quindi ben 11 dei 16 giocatori in campo quel giorno, conquisteranno almeno un titolo di campione d’Italia nei tre anni successivi (senza contare che la Virtus C ha disputato il torneo con in formazione Battilani che sarà protagonista dei due scudetti degli anni cinquanta).

Il Ravone sarà poi campo di allenamento anche in seguito, come testimoniano le foto di Calebotta e della Virtus anni ’70 di Nico Messina.

De Simoni
Il Campo del Ravone, qui Antonio “Nino” Calebotta all’uscita (foto tratta da Giganti del Basket), nella foto sotto, John Fultz, Vittorio Ferracini, Renato Albonico, Loris Benelli, Gianni Bertolotti e l’allenatore Nico Messina negli anni ’70 (foto tratta da Virtuspedia).


Campo del Ravone

L’epopea della Sala Borsa

Dopo la guerra la palestra di Santa Lucia viene assegnata alle Aldini e c’è quindi necessità di trovare un nuovo campo e nasce così l’epopea della Sala Borsa, dove la Virtus vince gli scudetti dal secondo al sesto, e rimane anche imbattuta per 35 gare consecutive casalinghe tra il 1949/50 e il 1952/53.

Sala Borsa
Rapini (al tiro), Carlo Negroni e Dino Zucchi contro Pavia in Sala Borsa (foto tratta da Virtuspedia).


L’epopea della Sala Borsa

E il primo scudetto allora? Dopo il conflitto la Virtus fu sospesa e i suoi dirigenti accusati di aver collaborato con il fascismo, allora i giocatori della Virtus iniziarono il campionato sotto il nome Fortitudo. Una volta che i dirigenti furono assolti da ogni colpa, le V nere ripresero il loro posto, ma ormai il torneo era giunto alle fasi finali: Fase di semifinale a Reggio Emilia e Girone finale a Viareggio.

Tuttavia le V nere disputarono tornei ed amichevoli per mantenersi in allenamento, utilizzando il campo dello Stadio, ricavato sopra la piscina, campo su cui si era già disputata nel maggio 1938 l’amichevole con la Rappresentativa di Alsazia e Lorena.

La Sala Borsa per la pallacanestro era disponibile solo la domenica, essendo negli altri giorni occupata da attività economiche. Per gli allenamenti si utilizzò allora la palestra del Liceo Righi, mentre le giovanili utilizzavano anche la chiesa di San Nicolò in via San Felice.

A proposito del Liceo Righi, nel 1948 dopo un’inaspettata sconfitta della Virtus a Reggio Emilia in precampionato, contro l’AP Reggiana, da non confondere con l’attuale Pallacanestro Reggiana, il capitano Gianfranco Bersani lancia la sfida agli avversari proponendo la rivincita a Bologna e in vista di questa eventuale partita, o comunque per prepararsi al campionato si annuncia la ripresa degli allenamenti, come si evince dal seguente trafiletto comparso su un giornale dell’epoca: “Bologna 30 settembre 1948 – La Virtus avverte pure i propri giocatori che la ripresa ufficiale degli allenamenti per il prossimo campionato avrà inizio domani 1° ottobre nella palestra del Liceo Righi (porta Saragozza)“.

Liceo Righi
L’ingresso della palestra del Liceo Righi nel 2019.


Chiesa di San Nicolo
La Chiesa di San Nicolò in via San Felice.


Negli anni ’70 i giovani della Virtus si spostarono nella palestra delle Scuole Marconi, fuori Porta Galliera.

Poi siamo alla storia recente: nel 1956 viene inaugurato il nuovo Palasport, in seguito intitolato a Giuseppe Dozza: fu il campo di gioco dei bianconeri per una quarantina d’anni, prima di trasferirsi a Casalecchio per poi tornare in città, dove le V nere tuttora giocano. Nel frattempo era nato anche il gioiello della Palestra dell’Arcoveggio, una vera e propria Casa Virtus.

Le giovanili e ora la neonata Virtus femminile hanno utilizzato anche l’ex CRB oggi CSB, in via Marzabotto, che in qualche occasione è stato anche sede di amichevoli e tornei della prima squadra maschile.


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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