27 Novembre, 2021

Il Sessantotto della Virtus:
l’inizio dell’era Porelli

Il Sessantotto della Virtus: <br>l’inizio dell’era Porelli
Photo Credit To Virtus Pallacanestro Bologna

Tanti piazzamenti prima della guerra, poi l’interruzione bellica fu un taglio di lama che aprì una nuova epoca: sei titoli in undici stagioni, il mito della Sala Borsa in cui le V nere li vinsero (tranne il primo), una Virtus che insomma diventa grande.

Poi inizia l’epoca del Palasport e quel mito soffre di una nuova incredibile serie di piazzamenti alla rincorsa del settimo scudetto che non arriva.

C’è bisogno di una nuova scossa, ma arriva per tutt’altri motivi: la crisi finanziaria della società impone una soluzione.

Gianluigi Porelli ha già messo ordine nella sezione Tennis; non ha ancora quarant’anni, nativo di Mantova, ma bolognese dai tempi degli studi in giurisprudenza, insomma da una ventina d’anni.

Rimettere in sesto la situazione disastrata non è cosa semplice, né veloce. È il 1968 e quel campionato 1968/69 è emblematico: a quattro giornate dalla fine la Virtus è al comando con 28 punti, insieme a Cantù e Ignis Sud Napoli, poi l’Olimpia Milano con 26.

La Virtus incappa in una sconfitta casalinga contro l’Ignis Varese e viene superata dall’Oransoda Cantù che sale a 30, Milano raggiunge Bologna e Napoli a 28.

Nella giornata successiva i bianconeri passano in trasferta contro l’altra Milano, la pallacanestro Milano sponsorizzata All’Onestà, mentre l’Ignis Sud batte il Simmenthal, tagliandolo praticamente fuori dalla lotta per il titolo, mentre regge in testa Cantù.

Nella penultima giornata è in programma il derby e le V nere sono costrette a vincere per mantenere speranze di scudetto.

La stracittadina Virtus-Fortitudo nella massima serie è giovane, ha appena quindici mesi e mezzo. Si gioca in casa Fortitudo il 31 marzo alle 15,30 ed è la prima volta che il derby va in tv sulla Rai.

Gianluigi Porelli

L’indimenticato presidente della Virtus Bologna, in sella alla società per ben 21 anni (photo: Virtuspedia / Virtus Pallacanestro Bologna).


La trasmissione televisiva tiene lontano tanti appassionati dagli spalti. Molti dei presenti hanno approfittato della stagione primaverile per recarsi presto in Piazza Azzarita e fare pic-nic sulle panchine.

Dentro il Palazzo l’atmosfera non è delle più calde, in sottofondo il brusio di transistor che fanno rimbalzare da lontano le voci di “Tutto il calcio minuto per minuto” con il Bologna, forte di cinque reduci dallo scudetto di quattro anni prima (Furlanis, Janich, Fogli, Bulgarelli e Haller) impegnato a Varese a raccogliere un certo non esaltante 0-0.

Intanto sul parquet il bianconero Lombardi fa 30 punti, esattamente come nella prima sfida tra le due squadre, il 15 dicembre 1966, anche allora con le V nere in trasferta; contrariamente ad allora, però, stavolta la Candy non riesce ad avere la meglio ed è l’Eldorado a vincere 78-68. per la Virtus addio sogni di gloria, lo scudetto va a Cantù.

Il disagio tecnico si unisce a quello economico: in giugno sono in programma gli ottavi di finale della prima edizione di Coppa Italia, ma a Roseto la Virtus non si presenterà. La rinuncia costa il 2-0 a tavolino. Le sofferenze non sono finite, risalire con le casse vuote, nonostante l’impegno di Porelli, non è facile, né breve.

Il percorso attraversa anche una salvezza acciuffata agli spareggi, nel 1971, ma poi l’avvocato ha idee e coraggio e forse anche un po’ di fortuna quando assume come allenatore Dan Peterson.

Gianluigi e Paola Porelli

Gianluigi Porelli con la moglie Paola (photo: Virtuspedia / Virtus Pallacanestro Bologna).


Nel 1974 arriva la Coppa Italia, nel 1976 lo scudetto, poi due secondi posti, una finale di Coppa delle Coppe nel 1978, altri due titoli nel 1979 e 1980, le sfortunate finali di Coppa Campioni e campionato nel 1981, lo scudetto della stella nel 1984 e la Coppa Italia nel 1989, quando giunge il momento di lasciare il timone, pur rimanendo una figura di riferimento per il mondo della Virtus pallacanestro fino agli ultimi suoi giorni e anche dopo.

Porelli, infatti, non viene ricordato solo in occasione del Memorial istituito per ricordare lui e la moglie Paola, ma resta un modello come dirigente per tutta la pallacanestro italiana.


Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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