22 Maggio, 2022

Jaiteh&Cordinier: una “connexion française” per la Virtus

Jaiteh&Cordinier: una “connexion française” per la Virtus
Photo Credit To Matteo Marchi / Massimo Ceretti / Ciamillo-Castoria / Virtus Pallacanestro Bologna

Quattro punti sulla seconda, con doppio confronto a favore e cinque partite da giocare, sono una polizza sul primato nella fase regolare che difficilmente la Segafredo potrà scialare. Ma, oltre ai numeri, c’è l’impressione di una squadra che travolge dove passa, cresciuta in tutto e non solo grazie ai big designati da ma anche ad una sua arma in origine ritenuta inconsueta, la “french connection”. Anzi la “connexion française”.

Isaia Cordinier, che si tuffa sul parquet come il Barthez dei bei tempi, simbolo dell’Olympique Marsiglia di cui Isaia è accanito tifoso e Mam Jaiteh, al contrario sponda PSG, assunto ad inarrivabile totem d’area. Mai visti così svegli entrambi come in questo 2022. I numeri di Jaiteh in campionato dicono che nel nuovo anno la sua fascia di competenza è quella alta: quasi 13 punti e oltre 8 rimbalzi, sfiorando il 65% da due e il 73% dalla lunetta.

Della squadra, soprattutto quando decimata, è stato spesso il capobranco, arroventandone le aree, picconate con punti, difesa e rimbalzi, dimostrando d’aver tutto il catalogo. Nel mentre anche le quattro doppie-doppie, ultima quella contro Milano, per di più in pieno Ramadan a digiuno in corso. Per Cordinier Marzo ne ha invece decretato il suo regno, con oltre 10 punti, quasi 5 rimbalzi, oltre 2 assist, il 61.3% dalla media, il 26 dalla lunga e il 90.4% dalla lunetta.

Ad Aprile ancora meglio, addirittura 13 di media, l’89% da due e quasi il 42 da tre. Due pilastri che sono divenuti tali presentatosi alla nuova platea da teorico backup di Udoh e sostituto in corsa di Abass, i due lungodegenti della fitta infermeria di stagione. Un film già visto nella passata annata, quando la crescita di rendimento di Gamble e Weems certificò il fiuto societario di pescare pedine di valore anche tra club non blasonati.

Con i due francesi s’è ugualmente cavalcata la medesima strada, quella di cavar fuori talenti anche da miniere non pregiatissime: Jaiteh, nonostante fosse da tempo in nazionale, militava nel campionato turco al Gaziantep, Cordinier invece, l’anno scorso a Nanterre, era appena tornato disponibile sul mercato, dopo essersi giocato le sue carte in NBA. Perchè nei radar bianconeri, oltre alle consuete nobiltà di mercato, sempre di più s’allargano in parallelo anche nuove frontiere, nuovi orizzonti utili a far emergere le figure ideali con cui condividere il progetto.

Un progetto che andrebbe definito virtuoso, forse per lessico proprio la definizione più adatta.


Fonte: Ufficio Stampa – Virtus Pallacanestro Bologna (www.virtus.it)

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