24 Maggio, 2024

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Lorenzo Penna intervistato da Aquino su “Corriere Bologna”

Lorenzo Penna intervistato da Aquino su “Corriere Bologna”
Photo Credit To Roberto Serra / Iguana Press / Virtus Bologna

Dopo la bella prestazione della Virtus Segafredo Bologna nelle partite giocate a Cortina al “Torneo città di Cortina” dove i bianconeri si sono aggiudicati il “Trofeo Città di Cortina-Giusti Wine”, oggi sul “Corriere di Bologna” uscito questa mattina c’è un’intervista di Luca Aquino a Lorenzo Penna.

Che effetto le fa essere la terza faccia nella campagna abbonamenti Virtus?
È un motivo di grande orgoglio, la cosa che mi ha fatto più piacere è essere la figura rappresentante del nostro settore giovanile. Il giorno della presentazione ho incrociato Tarozzi (Responsabile Comunicazione Virtus, n.d.r.) e mi ha detto: “Hai visto la campagna abbonamenti?” Sono rimasto spaesato”.

Lei e Spissu 39 anni in due, Ruzzier e Candi 42 in Fortitudo. A Bologna non c’è paura a lanciare play giovani.
“Le due società hanno avuto molto coraggio perché fra il dire e il fare c’è differenza, ma loro hanno detto e hanno fatto. Ora dipenderà da noi”.

A proposito, questo è anche l’anno del ritorno del derby.
Gioco contro la Fortitudo da anni nel settore giovanile, sono sempre le partite più sentite. Affrontarli in prima
squadra è ancora più bello, abbiamo già assaggiato il clima derby con la sfida Under 19 al PalaDozza di due anni fa davanti a quattromila persone. Non posso neanche immaginare che atmosfera ci sarà, non vedo l’ora di vivere la settimana
di avvicinamento alla partita”.

È vero che sarebbe potuto finire dall’altra parte?
Quando giocavo a Casalecchio, da bambino, un amico di mia madre allenava nel settore giovanile Fortitudo e
mi chiese di andare a fare un torneo in Toscana. L’ho fatto, ma da lì in avanti è stata solo Virtus”.

Quando è cominciata la sua vita in bianconero?
A 11 anni, dopo aver cominciato col baby basket a 3 anni a Casalecchio. Ero esordiente ma mi allenavo con gli Under 13 di Christian Fedrigo, poi ho avuto la fortuna di avere due grandi allenatori come Giordano Consolini e Marco Sanguettoli, mi hanno fatto crescere come giocatore e come persona, perché ero un birbante fin da piccolino”.

Ora tocca a Ramagli.
Mi sono trovato bene fin dall’inizio, sa quando essere esigente e severo o quando dirti bravo. Negli scorsi anni ero solo un aggregato alla prima squadra, adesso mi sento finalmente parte del gruppo e del progetto. Difenderò come un dannato perché devo dare delle certezze all’allenatore e queste partono sempre dalla difesa. Non sono un veggente e non so come andrà la stagione, ma ai tifosi posso promettere che daremo tutto”.

Ha un modello cestistico?
Ginobili. Di recente ho visto un video sulla sua vita, mi rivedo nei sacrifici fatti passando ore in palestra mentre gli amici sono a divertirsi. Questo lo ha portato a essere il giocatore che è, se vuoi qualcosa devi andare e prenderla, filosofia che faccio mia. Un altro che mi faceva impazzire è Jason Williams per i suoi passaggi spettacolari”.

Dove si vede fra 5 anni?
Vorrei essere in Virtus, perché la Virtus e Bologna sono la mia vita. Tutto dipenderà da questa stagione, sarà un anno chiave per la mia carriera”.

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