02 Dicembre, 2022

Ve la do io… Cantù

Ve la do io… Cantù

Nuova puntata della rubrica che serve a presentare le avversarie settimanli della Virtus. Stavolta tocca a Fabio Cavagna della Provincia di Como, svelarci i segreti dell’Acquavitasnella Cantù.

STATO DI FORMA: Cantù è ancora alquanto in ritardo nel processo di crescita. L’ottimo precampionato del quale si è resa protagonista (11 vittorie su 12 contro squadre di serie A, tra le quali anche Milano e Venezia oltre due volte Varese) aveva illuso, ma l’avvento delle partite ufficiali ha smascherato le ingenuità tecnico-tattiche della squadra di Sacripanti. Nel roster, infatti, troppi stranieri non hanno alcun esperienza non solo italiana ma neppure europea.

PUNTO DI FORZA: Individualmente è James Feldeine il leader designato. Quanto meno in questi primi mesi perché la guardia americana di passaporto dominicano è l’unica ad aver una certa esperienza di basket internazionale. Quanto alla squadra, la caratteristica saliente è l’atletismo debordante in particolare nel play Johnson-Odom e nell’ala piccola Jones

IL PROBLEMA
: Come detto, è quello legato all’inesperienza. Inoltre, l’assenza per infortunio di Feldeine nelle ultime partite ha tolto di mezzo l’unico vero equilibratore del gioco, perché Johnson-Odom senza di lui sembra perso poiché non è un regista vero e proprio. In attacco, sinora scarso il contributo dei due centri Williams e Mdodj, tanto che sinora il migliore nel ruolo si è rivelato Buva che dovrebbe giocare da “4”.

LA STELLA: James Feldeine ora, Darius Johnson-Odom in prospettiva.

LA VIRTUS COS’E’: Ora, purtroppo, è una delle tante (troppe) realtà del basket italiano che deve misurarsi con budget risicati e dunque riuscire a barcamenarsi. Anche se con uno come Arrigoni, il compito è un po’ più semplice…

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