25 Giugno, 2022

Virtus 1973-74 (parte 2): gli americani di Peterson a Bologna

Virtus 1973-74 (parte 2): gli americani di Peterson a Bologna
Photo Credit To Tratta da Virtuspedia

Per Fultz 29 punti in semifinale e 28 in finale, sono gli ultimi in maglia bianconera di un giocatore che ha lasciato il segno a Bologna, un realizzatore fantastico, 2.232 punti in 83 gare ufficiali, alla media di 26,89 a partita, superando nettamente il record precedente che era di Keith Swagerty con una media di 18,59. Si rinuncia a Kociss perché è in arrivo un vero fenomeno, Tom McMillen, uno dei migliori giocatori universitari americani, prima scelta Nba.

Perché McMillen arriva a Bologna? Perché suo cugino John è il vice allenatore e avvisa Peterson che Tom ha intenzione di studiare ad Oxford e perché Porelli è un fine stratega: il fratello maggiore di Jay gestiva il futuro di Tom, ma passò tutto all’agente Dell, ex tennista e allora il patron bianconero si porta dietro Orlando Sirola, virtussino, giocatore di Davis in passato contro Dell e così l’affare si conclude.

Tom passa metà settimana a Oxford e metà con la squadra, a Bologna o nelle varie trasferte, ma non salta mai una gara, né un allenamento, rispetta alla lettera il programma e incide notevolmente sulla crescita della squadra e in particolare su quella di Gigi Serafini, 20 punti e 10 rimbalzi a gara quell’anno. Tom segna però anche in proprio, tanto che il record di Fultz cade subito: McMillen segna 1.437 punti in 48 gare ufficiali, 29,94 di media, a un nonnulla dai 30 punti a partita, record tuttora imbattuto in casa Virtus.

La Sinudyne migliora rispetto all’anno precedete, 18 vittorie e 8 sconfitte nella prima fase, battendo a Bologna Innocenti e Ignis e vincendo a Cantù dopo due supplementari (44 di Tom), si piazza al quarto posto, a soli due punti dall’Olimpia Milano e a 8 dalla coppia Varese Cantù.

Nell’innovativa poule scudetto, un girone all’italiana tra le prime 6 di A1 e le prime 2 di A2, batte ancora Milano nella prima giornata e i neo campioni della Forst nell’ultima, conferma il quarto posto, ma a pari merito con l’Innocenti terza, con 8 vittorie e 6 sconfitte; avrebbe sicuramente fatto meglio senza l’infortunio a Serafini nell’ultima gara di fase regolare, handicap che penalizza i bolognesi nelle prime giornate della poule.

A fine stagione Tom lascia ovviamente la Virtus, lo attende una lunga carriera tra i professionisti, poi un’altrettanto importante vita politica. A Bologna arriva un viso già noto per avere giocato nella Virtus qualche anno prima, Terry Driscoll, maturato e ancora più forte.

Se Terry non batté il record di media punti, riuscì in un’impresa ancora più esaltante, riportare lo scudetto a Bologna dopo 20 anni, fargli seguire due secondi posti e una finale di Coppa delle Coppe, poi sostituire Peterson sulla panchina bianconera, con risultati strabilianti: due scudetti consecutivi.

Tom McMillen
Tom McMillen a rimbalzo sotto gli occhi di Aldo Tommasini, Massimo Antonelli e Loris Benelli (foto tratta da Virtuspedia).

(segue da puntata 1 continua in puntata 3)


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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