23 Maggio, 2022

Virtus, 4 mosse per ripartire

Virtus, 4 mosse per ripartire

Allenamento all’ora di pranzo, come sempre al giovedì, per la Virtus, che continua a lavorare intensamente in vista della trasferta di Pistoia. Gara da non sbagliare, a partire dall’atteggiamento e dall’approccio. Giorgio Valli sta torchiando i suoi ragazzi, alla ricerca di quella concentrazione necessaria ad evitare imbracate come quella di Cantù.

Senza dimenticare ciò che di buono s’è visto, a partire dallo spirito di sacrificio, dalla divisione netta e compresa dei ruoli, alle qualità dei giovani in grande crescita, vediamo i quattro problemi evidenziati dai numeri in altrettante gare.

DIFESA/ATTACCO: Il marchio di fabbrica di Valli ha segnato positivamente le gare casalinghe e non quelle in trasferta. Peso dell’avversario ovvio, sia Sassari che Cantù hanno realizzato 89 punti, mentre Capo d’Orlando e Caserta a Bologna si sono fermate a 73 e 69. La Virtus però, anche alla Unipol Arena, pur caratterizzando le due vittorie proprio con le accelerazioni difensive, sta complicando meno di quanto vorrebbe le linee di passaggio alle rivali. Risultando la squadra col maggior numero di assist subiti, 18.5 a partita. Colpa anche di qualche rischio in più che si prende allungando la difesa, ma anche dell’avvio complicato di Gilchrist e in generale sotto canestro, dove si lascia troppo spazio. Con 80 punti subiti a gara, si è la quinta peggior difesa delle prime giornate, e se il recupero palla non funziona, generando canestri facili, le difficoltà offensive diventano più acute. Proprio circolazione di palla e soluzioni d’attacco sono l’area in cui il lavoro sarà più ampio e lungo.

LUNGHI: Il problema sortto canestro si evince anche dalla percentuale da due concessa, quasi il 54%, quinta peggiore nella statistica. Il pick and roll con cui Cantù ha imperversato nell’area bianconera ha evidenziato il guaio in modo preciso.

TIRI LIBERI: La concentrazione gioca un fattore decisivo. Ok la giovane età, ma non si può sprecare tanto in lunetta: 45 realizzati su 70 tentativi (64%, penultima media del campionato), equivalgono a 25 punti persi in 4 partite. Troppi.

FINALI: Gli ultimi quarti sono una sofferenza. Nei dieci minuti finali, Sassari a parte, la Virtus si ritrova a -32, avendo sempre perso l’ultimo giro di valzer contro le altre tre. Problema più mentale che fisico all’apparenza, oltre che di qualità dell’attacco, inceppato quando l’intensità altrui aumenta. Non è un caso che gli unici in grado di interpretare gli sprint siano stati soprattutto l’esperto Allan Ray e, in misura minore e grazie all’atletismo, Okaro White.

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