19 Settembre, 2019

Ginobili, Ezio Liporesi ci racconta i lati meno conosciuti

Ginobili, Ezio Liporesi ci racconta i lati meno conosciuti
Photo Credit To www.virtuspedia.it

Ieri era il Ginobili day a San Antonio, oggi 31 agosto è il Ginobili day per basketcity.net. Ezio Liporesi, che da tempo cura la rubrica storica della Virtus, ci racconta i lati meno conosciuti del campione argentino, partendo dalla sua esperienza a Reggio Calabria fino alla sue esperienza alla Virtus.

Un viaggio che parte dalla prima esperienza italiana a Reggio Calabria fino ad arrivare a Bologna, Ezio racconta le cose meno note di Emanuel Ginobili fino ad arrivare, in un caso, anche una contro prestazione… Buona lettura!

Il basket, una scelta inevitabile

Nato e cresciuto a Bahia Blanca, dove il suo bisnonno, originario di Cremona, si è trasferito all’inizio del secolo, Emanuel ha cominciato col basket a 6 anni.

Una scelta inevitabile – racconta – perché mio padre era il presidente della società, dopo aver giocato negli Anni ’60 nei campionati regionali, e la palestra era a un isolato da casa mia. Ho seguito i miei fratelli, tutti e due più grandi di me, che tuttora giocano in serie A. A 18 anni, per fare esperienza, sono stato ceduto alla squadra de La Rioja e poi sono tornato alla base dove ho iniziato a giocare 30-35 minuti a partita.

Correvamo tanto, anche troppo: contropiede oppure un passaggio e tiro contro le difese schierate, un divertimento. Ma il mio sogno è sempre stato venire in Europa: seguivo i risultati del campionato spagnolo e quelli della Kinder (per Sconochini) attraverso Internet, perché pensavo che qui ci fossero il basket migliore e i club più importanti. Per questo, l’anno scorso, ho preso la cittadinanza italiana. Aspettavo che qualcuno mi chiamasse e per prima è arrivata una squadra spagnola. Avrei potuto parlare la stessa lingua, ma avevo dei dubbi e ho rifiutato. Poi, all’improvviso, è arrivata Reggio”.

Gebbia, che negli ultimi anni ha scovato nei modi più diversi giocatori di buon talento come Larranaga e Fajardo, lo seguiva da tempo.

Ho chiesto informazioni a Giorgio Rifatti, un mio ex giocatore tornato in Argentina ma rimasto in contatto con me. Lui conosce bene il nostro campionato e mi ha consigliato di prendere Ginobili a occhi chiusi”.

L’arrivo in Italia

In tre giorni, Ginobili ha accettato il triennale offerto da Reggio, ha lasciato il raduno della nazionale prima dei Mondiali (la sua prima grande esperienza internazionale), dopo essersi consigliato con Nicola, ora a Treviso, e Sconochini, ed è volato in Italia per firmare.

Hugo mi aveva detto che mi sarei trovato bene a Reggio ed era tutto vero – continua Emanuel –. In campo ho molta libertà e la possibilità di giocare spesso in contropiede come facevo a Bahia Blanca. Devo migliorare in difesa, ma adesso sto facendo un lavoro con i pesi per prendere 3 o 4 chili. Sono ancora “flaco”, un po’ leggero, per giocare in A-1. L’ho capito in Coppa Italia, contro la Kinder: erano tutti grossi, in Argentina non c’è una squadra che abbia tre uomini oltre i 2.10. E questo è diventato il mio punto di riferimento: la Nba non mi toglie il sonno, prima voglio giocare in Italia alla pari con i più grandi”.

Arrivato a Reggio Calabria subito in Coppa Italia deve affrontare la Virtus, priva di quel Danilovic (infortunato), che incrocerà spesso la strada di Manu.

Sasha negli ultimi giorni del 1999 era a letto con l’influenza, ma il suo inizio del nuovo anno fu strabiliante: una grande gara a Montecatini, poi, il 9 gennaio Messina gli affidò l’incarico di attaccare, fin dai primi possessi, Ginobili; l’argentino commise presto 3 falli e Sasha continuò imperterrito a segnare, raggiungendo i 31 punti, penultima prestazione oltre i 30 della sua carriera (ne fece 32 nell’ultima giornata di stagione regolare). Quel giorno assistemmo ad un ideale passaggio di consegne tra il passato vincente il futuro vincente delle V nere, tra il vecchio e il nuovo match winner, tra Sasha ed Emanuel.

Emanuel alla Virtus

La nostra ultima pedina”. Così Marco Madrigali presentò Emanuel Ginobili, 23 anni, 1.97, natali argentini: «Manu» chiuse il tris d’assi dopo Griffith e Jaric, in attesa di Smodis e Jestratijevic. Tre anni di contratto, con Nba escape dopo due.

Queste le sue impressioni dopo i primi allenamenti: “Me lo aspettavo, perché Hugo (ndr. Sconochini) me lo aveva anticipato, ma è molto dura in questi giorni anche per il caldo eccezionale”.

È il primo commento alla fatica di agosto di Emanuel Ginobili che arriva alla palestra Arcoveggio in compagnia dell’inseparabile Sconochini. Stranamente con viso serio, quasi corrucciato, mentre è aperto e sorridente quello del nuovo figlio della pampa approdato alla corte di Messina. “È una fatica che si fa volentieri, perché si sa che darà buoni frutti. Ma finalmente è arrivato anche il pallone – e lo sottolinea con un grande sospiro – e quando si fa basket il lavoro pesa molto meno”.

Il difficile esordio europeo

Trentello alla terza di Supercoppa a Reggio Emilia, 22 all’esordio in campionato, ma tre giorni dopo, all’esordio europeo un tracollo: 18’41” sulle tavole del gigantesco impianto greco, 5 falli, una palla persa, 0 su 2 da due e 0 su 4 da tre. Nemmeno un canestro a bersaglio, solo un punto a referto, nella sconfitta contro l’Aek, che resterà l’unica in Eurolega fino alla finale… ma poi Ginobili MVP del campionato e trascinatore verso i successi in Coppa Italia Eurolega e Campionato, il Grande Slam e a fine anno arriva anche il riconoscimento di cestista dell’anno, poi è il grande artefice della rimonta nella finale di Coppa Italia.

Il secondo anno in Virtus

L’anno dopo si conferma, anche se la squadra non offre il rendimento costante della stagione precedente. Nella prima di ritorno in trasferta contro Cantù non ci sono infatti Griffith, Rigaudeau, Bonora, Becirovic e anche Abbio costretto a restare in albergo da un attacco influenzale; Smodis rientra con il polso fasciato e giocherà solo 12′, torna anche Barlera, ma sarà in campo solo 2′, e Ginobili è sofferente per una contusione alla spalla. In pratica quasi tutto il peso della gara è su Ginobili (27 punti in 39′), Andersen (16 punti in 39′), Jaric (19 punti in 38′), Frosini (16 punti in 37′) e Brkic (6 punti in 32′).

Nonostante tutti i problemi la Virtus domina la prima gara del girone di ritorno a referto vanno solo in 9, con Brkic in quintetto (2 su 2 da due è ai liberi, solo un errore da tre) e Smodis, con la mano sinistra fasciata, costretto a giocare comunque 12 minuti, Graziano e Carera non entrati.

La Kinder parte con 5 su 6 al tiro, molto concentrata e racchiusa nella sua zona 2-3; i bolognesi controllano fino all’8, 15-21, poi al momento dei primi cambi, avendo poche risorse, i padroni di casa rimontano e sorpassano nel finale del quarto, grazie anche ad un antisportivo a Brkic e un tecnico a Messina: 26-23 al 10′.

A inizio secondo periodo i lombardi allungano, 30-23 (parziale di 15-2), ma coraggiosamente Bologna regge e all’intervallo è sotto solo 40-37, tirando molto meglio dei locali, 59% al tiro, contro il 36% canturino, anche se le V nere pagano dazio a rimbalzo, 19-13. A inizio terzo quarto Cantù torna a +7, ma un imperioso 0-10 rovescia l’inerzia, 46-49.

Al 30′ i petroniani sono volati via, 52-65. Quando a 6′ dalla sirena Jaric e Hines prendono un doppio tecnico il risultato è cambiato di poco, 52-67, la squadra di casa prova ad avvicinarsi, ma arriva solo a meno 8, poi la Virtus trionfa 68-84. Ginobili, 27 punti, 11 falli subiti e 14 su 21 ai liberi più 6 recuperi.

In gara tre di finale Eurolega Ginobili, 27 punti (massimo in carriera in Eurolega), 6 su 7 da due, 4 su 8 da tre, 3 su 4 ai liberi, 4 rimbalzi, 3 recuperi e 1 assist in 31′.

Poi l’avventura in Nba, la lunghissima carriera, tutta vissuta a San Antonio, con tanti successi e con un’impronta bolognese e virtussina importante, a fianco anche di Belinelli e Messina.

L’addio al basket

Oggi, con tante sensazioni addosso, annuncio il mio ritiro dal basket. Sono grato a tutti coloro che sono stati coinvolti negli ultimi 23 anni: famiglia, amici, compagni di squadra, coach, staff e fans). È stato un viaggio favoloso, ben oltre i miei sogni più sfrenati“.

Palmares


4 campionati NBA San Antonio Spurs 2003, 2005, 2007, 2014;


1 Oro olimpico Argentina 2004;


1 Bronzo olimpico Argentina 2008;


1 Eurolega Virtus Bologna 2000-01;


1 campionato italiano Virtus Bologna 2000-01;


2 Coppa Italia 2001, 2002;


1 Argento Mondiali 2002;


2 Oro FIBA Americas 2001, 2011, 1 Argento 2003, 1 Bronzo 1999;


MVP serie A 2001, 2002;


Euroleague Final Four MVP 2001;


All-star NBA 2005 (Spurs).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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