08 Agosto, 2020

I grandi della Virtus: Augusto Binelli

I grandi della Virtus: Augusto Binelli
Photo Credit To Virtuspedia

Augusto “Gus” Binelli, 18 stagioni e 845 ufficiali, 13 trofei vinti. Tre numeri che rappresentano record per la Virtus che, come dice Gus stesso, difficilmente saranno superabili.

E lo afferma, non per presunzione, ma per specificare che nel 2020 lo sport è cambiato, non esistono più le bandiere che trascorrono un’intera carriera nella stessa squadra. Ma quella di Binelli è anche una storia legata a grandi partite. Eccone alcune:

Esordio in prima squadra a sedici anni, il 22 aprile 1981. Virtus-Cantù gara due di finale. Vince la Sinudyne 85-79, nonostante l’assenza dei due stranieri McMillian e Marquinho e presentando otto giocatori su dieci provenienti dalle giovanili. Poi Augusto sarà in panchina anche in gara tre. Quella del 1981 è l’unica finale scudetto persa da Binelli, ma lui non scese in campo. Poi andò in America alla Lutheran High School, da dove tornò con una vasta esperienza e il soprannome di “Gus”.

Augusto Binelli

Augusto Binelli alla Lutheran High School (foto fornita da Virtuspedia).


27 maggio 1984, Brunamonti schiaccia, la Granarolo Felsinea sbanca Milano per la seconda volta in otto giorni e vince lo scudetto della stella. A soli diciannove anni Gus vince il suo primo scudetto e non è una vittoria da solo gregario, è il settimo realizzatore della squadra in quella stagione e in alcune gare risulta importante; una su tutte la vittoria 81-87 due settimane prima a Torino in gara due, quando la Virtus, senza Bonamico squalificato e menomata dai falli, disputò una partita sontuosa e Gus realizzò otto punti.

20 febbraio 1985, giorno di Cibona-Virtus di Coppa dei Campioni, quando il massimo trofeo continentale si chiamava ancora così e vi avevano accesso solo le vincitrici dei campionati. Era la Zagabria di Drazen Petrovic che fece 31 punti, ma Binelli gli fu degno avversario con 29 (sua migliore prestazione europea). Entrambi avevano vent’anni, nati nel 1964, Augusto il 23 settembre e Drazen il 22 ottobre. Nel 1986 i due furono scelti al draft Nba: Gus, secondo italiano ad avere un tale onore dopo Meneghin nel 1970, fu scelto al secondo giro con il numero 40, Petrovic al terzo con il 60. Provò con Atlanta in quell’estate e due anni dopo; gli proposero anche un contratto annuale ma le regole ferree di allora che lo avrebbero equiparato ad uno straniero se avesse giocato in Nba gli consigliarono di rifiutare.

Augusto Binellin con Walter Magnifico ad Atlanta

Augusto Binelli, insieme a Walter Magnifico, al camp di Atlanta (foto fornita da Virtuspedia).


A Venezia la data del 25 gennaio 1987 è ricordata da una targa al vecchio Arsenale: la Virtus perse 107-102 e Dalipagic trascinò la Reyer con 70 punti, ma Binelli tenne su di peso la Virtus, mettendone a segno 30, suo record nel massimo campionato. Il giorno dopo i titoli erano tutti per Praja e del record di Gus non si ricordò nessuno.

Il massimo punteggio in una gara di playoff, Binelli lo stabilì il 9 maggio 1989 in gara due di semifinale. La Virtus batte la Livorno di coach Bucci 91 a 78 con 29 punti di Gus.

Il 9 dicembre 1990 la Knorr deve affrontare la Clear Cantù, in cui militano Mannion, Bouie, Marzorati, Bosa, Pessina. Alle V nere mancano invece Brunamonti, Richardson e Johnson. Ad aiutare Coldebella, Bon, Gallinari e Binelli ci sono in campo Setti, Portesani, Cavallari e Romboli, in panchina anche un giovanissimo Davide Bonora. Ma niente paura Gus segna 25 punti e fa registrare il suo record di rimbalzi, 17 rimbalzi, distribuisce tre stoppate recupera 5 palloni e sta in campo 34 minuti con 41 di valutazione. Inutile dire che è la sua la firma più nitida sulla vittoria della Virtus per 80 a 76.

Il 26 marzo 1992 al palasport la Knorr insegue sempre Varese, agganciata da una tripla di Zdovc a quota 87. La Ranger scappa anche nel supplementare, ma un’altra tripla, stavolta di Brunamonti da ancora più lontano, firma il 101-100 che regala il successo a Bologna. In quella vittoria, però, c’è una grande mano di Augusto, che firma un’altra doppia doppia, con 29 punti e 11 rimbalzi.

Il 21 aprile 1992, in gara tre dei quarti di finale playoff, ci si gioca l’accesso alle semifinali. Ancora la Cantù sulla strada di Augusto, che in gara due al 35′ era uscito a braccia per un danno ad un ginocchio già infortunato. La Clear corona un lungo inseguimento e passa in vantaggio per la prima volta nella ripresa a pochi secondi dal termine. Brunamonti non trova lo spiraglio per il tiro, allora scarica a Binelli che in sospensione firma il 73-72.

Il 26 marzo 1998 c’è gara due dei quarti di Eurolega. Il derby del dopo rissa: La Virtus ha fuori Rigaudeau per infortunio, Abbio e Savic per squalifica. Morandotti gioca tre minuti, il restante minutaggio se lo dividono in sei. Capitan Binelli gioca 31 minuti, a lungo da tre e le V nere vincono 58 a 56 e volano a Barcellona.

Augusto Binelli

Augusto Binelli in un derby (foto fornita da Virtuspedia).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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