05 Agosto, 2020

Virtus 1968-69, il declino

Virtus 1968-69, il declino
Photo Credit To tratta da Giganti del Basket

Nella Virtus 1968-69 se ne va Corrado Pellanera, arriva il secondo Giomo, Giorgio, l’americano è Alfredo Skalecky. Per Gianluigi Porelli, appena chiamato alla presidenza, il compito si prospetta subito difficile.

Vinto il Trofeo degli Oscar, i primi rovesci portano all’esonero di Jaroslav Sip a dicembre, dopo 3 sconfitte in 4 gare, tutte in trasferta a Padova, nel derby e a Venezia, di fronte al solo successo casalingo contro Milano 2); a sostituirlo la coppia Renzo RanuzziMario De Sisti. Situazione sempre allarmante rimediata alla meno peggio col terz’ultimo posto e un’unica vittoria fuori casa (sul fanalino di coda Stella Azzurra Roma, con 33 punti di GianfrancoDado” Lombardi).

Solo 9 vittorie, persi entrambi i derby. Unico acuto a gennaio con la vittoria sul Simmenthal, 71-64, con 22 punti di Lombardi, 16 di Massimo Cosmelli, 13 di Skalecky, autore di 5 minuti superlativi, e 7 di Ettore Zuccheri. Al nono della ripresa, con i milanesi avanti 45-50, Jellini doveva uscire per 5 falli. Riminucci che prendeva il suo posto, pur esordendo con un canestro “vecchia maniera”, non riusciva poi, col passare del tempo, a dare il necessario apporto ai suoi compagni e tutto il quintetto affievoliva la sua proiezione offensiva, diventando più nervoso e indeciso in difesa.

La Virtus dava invece vita ad un finale strepitoso di Lombardi, benissimo coadiuvato da uno Zuccheri determinante (Ettore era entrato soltanto all’inizio del secondo tempo) e da un Cosmelli che riusciva col suo gioco personalissimo a far sbandare la difesa avversaria, producendo così il parziale finale di 26-14 determinante per la vittoria bolognese.

Virtus 1968-69
Sotto gli occhi di Ettore Zuccheri, Alfredo Skalecky stoppa Paolo Bergonzoni in uno dei due derby entrambi persi (foto tratta da Giganti del Basket).


A cura di Ezio Liporesi (©BasketCity.net)

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