06 Maggio, 2021

Virtus, s’infrangono i sogni continentali

Virtus, s’infrangono i sogni continentali
Photo Credit To Massimo Ceretti / Ciamillo-Castoria / Virtus Pallacanestro Bologna

In una fredda serata d’aprile s’infrangono i sogni continentali della Virtus, un’Eurocup aperta in Lituania col primo di 19 successi a fila e chiusa a Bologna con 2 sconfitte di seguito, le uniche della competizione.

Ma il basket vive di playoff, è risaputo, non ci si può appellare a nulla, serve essere al massimo nel momento ideale, soprattutto in un’annata come questa dove senza il pubblico il fattore campo perde d’importanza ed anche una posto da testa di serie n° 1 dice poco.

La Virtus ha tanto da recriminare, più su se stessa che nei confronti dell’Unics Kazan che l’ha estromessa, nelle tre partite coi tatari (in 120’ 3 i punti indigeni, un gruppo di 8 U.S.A., un coach greco e un GM italiano) l’inerzia è stata sovente loro, il gioco bianconero s’è spento senza mai presentare un piano B a quello ormai conosciuto dai più di appoggiare palla in post basso e ripartire da lì, sperando che Teodosic veda e provveda per se e per i compagni.

Priftis ha saputo imporre la fisicità dei suoi ribaltando emotivamente la serie col ritorno di Walters, capace di dare una doppia prospettiva al proprio attacco. L’ex Zalgiris in gara2, quasi inatteso, ha tuonato con 8 punti di striscia, finendo per comandare gara3, giocatore non battezzabile dall’arco, e dall’ottimo primo passo, non ingordo e bravo nel riaprire prima ai compagni dietro all’arco, poi ai lunghi che godevano di spazi maggiori.

Quel tipo di giocatore che la Virtus non ha, un play dal primo passo razzente ma con visione, alla disperata ha provato Adams all’ultimo curva possibile quando era ormai fuori dai playoff di Eurocup, le sue accelerazioni hanno dato beneficio alla Segafredo ma erano improvvisazioni difficili da completare, se non andando in solitaria.

A poco può servire così anche Belinelli, raramente messo nelle condizioni di prendersi tiri su scarichi, poi in serata di grazia la scarica ci sta. L’abbiamo vista in gara2, ma in realtà non un fattore causa anche un difesa rivedibile, contro fisicità e difese toniche i mali si sono acuiti, praticamente scomparsi Weems e Gamble, Markovic con una caviglia malandata ed eccessivamente nervoso, la panchina ha dato un supporto non adeguato al livello, trovandoci lena solo da Hunter, di fatto il vero centro per le missioni speciali.

Andrà analizzata questa Kazan, che unisce un basket moderno fatto di tanti tiri dall’arco per creare break e contro break, ma anche logica nei momenti chiave, giocatori intercambiabili ed un leader silenzioso come Jamar Smith, uno che non chiede la scena, ma se la prende quando le cose son da sistemare.

Possono 2 partite gettare alle ortiche il buono professato da ottobre a fine marzo? Se l’obiettivo dichiarato è quello di usare l’Eurocup per salire in Eurolega con un trofeo in bacheca, sì. In stagione, con quanto accaduto nella massima competizione continentale, sarebbe stato sufficiente anche “solo” arrivare in finale, il destino (e in parte il covid, nel primo girone Badalona ha vinto a Venezia quando metà squadra era fuori, l’Unics ci ha perso in avvio quando tutto girava al meglio per i campioni d’Italia) ha fatto sì che le 2 grandi favorite si affrontassero in semifinale e non in finale, una sconfitta in finale con Kazan avrebbe avuto un retrogusto ugualmente dolce, così è una bocciatura.

La Virtus continua ad essere una sorta di “vorrei ma non posso”, arriva sempre a giocare partite importanti, ma poi le perde. Ha la possibilità, e la proprietà ha già speso qualche parolina non di poco conto, di giocarsi il campionato, una vittoria lì darebbe grande lustro anche se non la vetrina d’Eurolega, fondamentale per richiamare certi giocatori, sapendo bene che molti degli attuali saranno a fine corsa, per una questione di contratti ma pure per scelte che andranno su soluzioni diverse, col rebus dell’allenatore.

Un anno vissuto pericolosamente, senza vittorie pare scontato che il rapporto s’interrompa, ad oggi per arrivare sul tetto d’Italia la semifinale pare indirizzata con Milano, che in una maniera o l’altra sarebbe da sconfiggere per arrivare al traguardo, forse meglio farlo con 3 vittorie su 5 che con 4 su 7.

Questo ovviamente se il gruppo non si senta anzitempo a fine corsa, tra chi inizierà ad odorare approdi in Eurolega e chi sapendo di scendere proverà ad avere più numeri per se che per la squadra.

L’Eurocup, che per tanti mesi è stato il balsamo alle tribolazioni casalinghe in campionato, ha finito per essere la più perfida delle illusioni. E’ il bello dei playoff, staranno dicendo 800km a est di Mosca.


Luca Cocchi (BasketCity.net)

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